NBA Finals, Golden State banchetta alla Oracle Arena: le voci dei protagonisti

Gara-2 va agli archivi senza storia: Curry e soprattutto Draymond Green assaltano la diligenza dei Cavaliers, che non riescono a stare al passo nelle due metà campo con i campioni in carica. Questa l'analisi dei protagonisti di casa.

NBA Finals, Golden State banchetta alla Oracle Arena: le voci dei protagonisti
NBA Finals, Golden State banchetta alla Oracle Arena: le voci dei protagonisti

Una mattanza. Chi alla vigilia di gara-2 delle NBA Finals si aspettava una sorta di reazione, d'orgoglio oltre che tattica, da parte dei Cleveland Cavaliers è rimasto visibilmente deluso davanti alla grandinata andata in scena stanotte alla Oracle Arena di San Francisco, dove i Golden State Warriors hanno confermato la loro superiorità tecnica, di sistema ed altresì una tenuta mentale da fare invidia. Non un cenno di rilassamento, mai un passaggio a vuoto, tutt'altro: la macchina di Steve Kerr è impeccabile, James ci fa i conti per tutta la durata di un incontro difficile da disputare, un enigma impossibile da leggere e da decifrare. LeBron sbatte sul muro eretto da Golden State Warriors senza nemmeno provare a variare qualcosa, così come coach Lue sembra assuefatto in panchina davanti a ciò che vede. 

Se la ridono i padroni di casa in conferenza stampa, orgogliosi e fieri della propria prestazione, definita da alcuni presenti degna di quella dei Lakers dello Showtime. "Non credo si possano paragonare le due squadre - ha commentato Draymond Green, autore di una prova maiuscola - Credo sia una valutazione soggettiva, di due ottime squadre. Non posso dirvi se siamo migliori rispetto ai Lakers o ai Bulls, sono ere cestistiche differenti. Quello che ora sappiamo, però, è che abbiamo bisogno di altre due vittorie, e saranno le due vittorie più difficili, per raggiungere il nostro obiettivo. La mia prestazione? I ragazzi sono stati bravi nel trovarmi solo sul perimetro. La palla si è mossa bene, di certo non sono andato in attacco con l'idea di prendermi tutti quei tiri"

Al di là degli scherzi, si passa all'analisi del match e Steve Kerr inizia le sue considerazioni guardando al match giocato dal suo numero 23: "Draymond è un fattore quando gioca così. E' fondamentale sui due lati del campo, deve marcare Love da una parte, aiutare su LeBron, essere un rim protector importante per la squadra e dall'altra parte spaziarsi con i compagni, prendersi i suoi tiri. Serie in archivio? Macché, ricordo lo scorso anno che Danny Ainge disse che i playoffs sono come  un Tour De France dove non vinci tutto in un giorno. Ricordiamoci che abbiamo un grandissimo rispetto per i nostri avversari, che a Cleveland non sarà tutto così facile. Dobbiamo restare concentrati e pensare a giocare in trasferta così come stiamo facendo".  

"Quel che ci eravamo prefissati ad inizio serie era solo di mantenere intatto il fattore campo - ha dichiarato Stephen Curry a fine gara - Provare a giocare lo stesso tipo di basket anche a Cleveland sarà difficile per noi e rappresenta un test molto importante per quelli che sono i nostri obiettivi. Sono preoccupato per gara-3 perché so che loro ci metteranno sotto pressione, sfruttando il calore del proprio pubblico. Non sarà facile. Cosa sta facendo la differenza? Tutto. Klay sta prendendo ritmo in attacco, Iguodala sta salendo di colpi in difesa su James, Grenn sta giocando in maniera incredibile. Ciò che è sorprendente è che tutti stiamo dando il massimo e stiamo giocando meglio".  

Infine, in chiusura, una battuta di Klay Thompson: "Dobbiamo restare concentrati, non abbiamo ancora vinto nulla. Ci aspettiamo una grande reazione da parte loro in gara-3, con il fattore casa che sarà molto importante per loro".