Nba, Steve Kerr tuona: "Assurdo far passare Durant come il cattivo della situazione"

L'allenatore dei Warriors difende Durant dagli attacchi mediatici dovuti all'addio agli Oklahoma City Thunder e parla del suo rapporto con Draymond Green.

Nba, Steve Kerr tuona: "Assurdo far passare Durant come il cattivo della situazione"
Kevin Durant insieme a Steve Kerr e Bob Myers. Photo by Noah Graham/NBAE via Getty Images

Non si placano le polemiche per il trasferimento di Kevin Durant ai Golden State Warriors. KD, ora impegnato con Team USA nella missione olimpica di Rio de Janeiro, è stato stavolta difeso a spada tratta dal suo nuovo allenatore Steve Kerr, intervistato via radio da Ramuna Shelburne e Michelle Beadle di Espn. Kerr, nominato allenatore dell'anno al termine della regular season 2016, ha poi parlato anche del suo rapporto con Draymond Green, altro giocatore dei Warriors nel mirino della critica per certi atteggiamenti non esattamente oxfordiani.

"Pensare che Steph (Curry, ndr) o Kevin (Durant, ndr) o altri giocatori della nostra squadra siano cattive persone è assurdo. In particolare Kevin, uno dei ragazzi più gradevoli dell'intera lega. Una persona eccezionale, ciò che ha fatto in passato per la comunità di Oklahoma City è stato straordinario. In questo momento in tanti lo vedono come il cattivo della situazione, solo perchè ha deciso di andare a giocare da un'altra parte. Voleva cambiare ambiente, desiderava una nuova sfida. Ha voluto con tutte le sue forze venire a giocare da noi con gli altri ragazzi. Conosce e apprezza Steph, Klay (Thompson), Draymond (Green) e Andre (Iguodala). Quando li ha visti insieme a New York, ha capito che tipo di chimica ci sia tra loro e ha voluto diventare parte di tutto ciò. Ovviamente la gente ha il diritto di avere la sua opinione e il suo punto di vista sulla situazione - ha aggiunto Kerr - ma tutti sappiamo che tipo di persona è Kevin e che impatto umano ha avuto intorno a questa lega". Ecco invece le parole dell'allenatore di Golden State su Draymond Green, protagonista di un'estate travagliata, iniziata prima con le scaramucce in campo con Steven Adams dei Thunder e con LeBron James alle Finals (sospeso per gara-5), proseguita con un alterco sfociato in aggressione in un ristorante del Michigan, e terminata (per ora) con un post a luci rosse (involontario) su Snapchat. 

"Draymond è un ragazzo che ogni tanto supera il limite e oltrepassa la linea della correttezza - dice Kerr - quest'anno è incappato in diversi problemi, a causa atteggiamenti dimostrativi in campo e negli spogliatoi che gli sono costati anche una partita di sospensione come sanzione dell'Nba. Ma ho imparato dal suo allenatore a Michigan State Tom Izzo che Draymond è capace di tirarti fuori dagli stracci, ma allo stesso tempo è un bravo ragazzo, un uomo squadra con un gran cuore, che quando sbaglia torna sempre sui suoi passi. Con lui l'unica soluzione è sfidarlo e rimanergli davanti faccia a faccia. Non bisogna aver paura di urlargli in faccia: quantomeno, questo è il modo che utilizziamo per provare a gestirlo. Io e lui abbiamo avuto delle incomprensioni in diverse occasioni, ma non c'è mai stata la volontà di continuare a discutere troppo a lungo. Io e il general manager Bob Myers proviamo a mantenerlo tranquillo quando le cose vanno bene. Ogni tanto capitano degli incidenti di percorso, ma alla fine lui si rimette sempre in carreggiata. Per quanto riguarda il post su Snapchat, dal suo errrore ho imparato che anch'io, come probabilmente tutti noi, sono sempre a un solo click di distanza dal commettere un grosso sbaglio, anche se si tratta di uno scherzo o di un gioco".