Nba, Dirk Nowitzki: "Ho firmato un biennale, ma potrei ritirarmi nel 2017"

Il fuoriclasse tedesco ha intenzione di valutare il suo futuro solo al termine della prossima stagione.

Nba, Dirk Nowitzki: "Ho firmato un biennale, ma potrei ritirarmi nel 2017"
Dirk Nowitzki. Danny Bollinger/Getty Images

Trentotto anni compiuti lo scorso giugno, Dirk Nowitzki si appresta a vivere la sua diciannovesima stagione con la maglia dei Dallas Mavericks. Eppure, il futuro del campione Nba 2011 potrebbe riservare delle sorprese. Il tedesco, che quest'estate ha firmato un biennale da cinquanta milioni di dollari complessivi con la franchigia texana, ha infatti dichiarato ieri di stare valutando anche l'opportunità di ritirarsi prima della scadenza naturale del contratto.

"Ho sempre detto che avrei voluto vivere questo finale di carriera Nba un anno alla volta - le parole di Nowitzki riportate da Tim MacMahon di Espn - e aver firmato un contratto biennale non vuol dire che giocherò necessariamente le prossime due stagioni. Vedremo come andrà quest'anno, come il mio corpo risponderà a un'altra regular season, e poi prenderemo una nuova decisione la prossima estate. Naturalmente anche a me farebbe piacere giocare fino al 2018 e magari continuare ancora, ma a quel punto avrò quarant'anni, un'età avanzata per gli standard Nba, quindi non mi resta che attendere e capire come il mio fisico risponderà durante i prossimi due anni. Mark Cuban è stato straordinario nei miei confronti, direi che c'è un rapporto di fedeltà reciproca, perchè anch'io ho voluto fortemente rimanere a Dallas nelle ultime stagioni. Penso che volesse ricompensarmi per quanto fatto per i Mavs (Nowitzki si riferisce al biennale da 50 milioni di dollari, cifra di dieci milioni superiore a quella prevista nell'accordo originario): è stata una gran bella sensazione, mi sono sentito desiderato. Sono felice di avere l'opportunità di chiudere la carriera qui a Dallas, dove ho sempre voluto rimanere, nella speranza di ottenere grandi risultati anche nei prossimi due anni"

Il fuoriclasse tedesco dice poi la sua sui nuovi Mavs a disposizione di coach Rick Carlisle: "Harrison Barnes? Penso che abbia una grande etica del lavoro e tutte le qualità necessarie a diventare un giocatore a tutto campo. Mi hanno detto che, nel periodo in cui è stato qui, si è sempre allenato ogni giorno in palestra. In genere molti ragazzi arrivano a Dallas da free agents o al termine di una trade e mi dicono di voler allenarsi duramente, ma in verità non ne ho mai visti molti mantenere le promesse. Barnes mi sembra un ragazzo serio, viene alla facility la mattina, si allena con i compagni e se ne va solo la sera tardi. Ha tanta voglia di migliorare il suo gioco. Siamo stati fortunati ad avere preso giocatori come lui e come Andrew Bogut: sono dei campioni Nba, grandi giocatori". E proprio dagli ex titolari del quintetto dei Golden State Warriors ripartirà Rick Carlisle, che con il centro australiano dovrebbe risolvere il problema del protettore del ferro, ruolo scoperto da quando Tyson Chandler ha lasciato il Texas, mentre Barnes partirà in ala piccola. Probabile che l'ex allenatore di Detroit e Indiana prosegua invece nel suo intento di schierare un backcourt con due trattatori di palla, con Deron Williams titolare e uno tra J.J. Barea e Devin Harris ad affiancarlo in uscita dalla panchina, mentre la posizione di shooting guard sarà occupata da Wesley Matthews, alla seconda stagione a Dallas, la cui compatibilità con lo stesso Barnes sarà tutta da verificare. Partono invece più indietro nelle gerarchie dello staff tecnico dei Mavs i vari Justin Anderson, Nicolas Brussino e Seth Curry, fratello del più noto Seth, che a ventisei anni cerca una definitiva affermazione come giocatore Nba.