Nba, Southeast Division Preview: Quante incognite!

Atlanta, Charlotte, Miami, Orlando, Washington: ogni squadra ha dei dubbi da sciogliere, e soprattutto nessuna sembra poter seriamente infastidire Cleveland.

Nba, Southeast Division Preview: Quante incognite!
Nba, Southeast Division Preview: Quante incognite

Continua il viaggio alla scoperta della NBA, dopo Central e Atlantic Division rimaniamo ad Est per un'ultima tappa. Nella Southeast Division troviamo cinque squadre interessanti ognuna per un aspetto diverso, ma chiariamo subito che nessuna di queste sembra poter arrivare fino in fondo nei Playoffs, con gli Hawks a guidare il gruppo.

ATLANTA HAWKS

Partiamo proprio da Atlanta, che ha totalmente rinnovato l’asse play-pivot: Teague è finito ai Pacers e Horford ha accettato la corte dei Celtics. Il sostituto di Teague, ovvero colui che dovrà prendere in mano le redini della squadra, gli Hawks lo hanno già in casa ed è Dennis Schroeder. Due i punti interrogativi sul play tedesco: innanzitutto se riuscirà a costringere le difese avversarie ad onorare il suo tiro da 3. L’anno scorso ha chiuso con il 32% su tre tentativi di media, percentuale che non mette i brividi alle difese, soprattutto considerando che alcuni di questi tiri sono stati presi con tanto spazio. L’altro fattore di dubbio su Schroeder è legato al rapporto assist/palle perse, o turnover ratio come lo chiamano oltreoceano: il play di Atlanta in questa categoria statistica è infatti appena 82° sui 100 giocatori rientrati nei parametri minimi per questa classifica. Il sostituto di Horford invece sarà Dwight Howard, che ha firmato con un triennale da $70M. Naturalmente i due sono giocatori diversi, e vedremo se e come gli Hawks e Howard si verranno incontro a vicenda: ad esempio il centro ex Rockets è più lento di piedi rispetto a Horford, e questo potrebbe spingere coach Budenholzer ad adottare una strategia più conservativa nella difesa sui pick&roll. L’altra addizione della offseason è Jarrett Jack, che porta esperienza e non ci sarebbe da stupirsi di vederlo a volte in campo nei minuti finali. Per concludere, sulla testa degli Hawks pende sempre la stessa domanda: hanno le armi per poter vincere quattro partite su sette contro i Cavs? La risposta al momento è ancora negativa.

Dennis Schroder ! Fonte immagine: Bleacher Report
Dennis Schroder ! Fonte immagine: Bleacher Report

CHARLOTTE HORNETS

Gli Hornets sono reduci da un sesto posto nella regular season e soprattutto da una stagione in cui si sono totalmente rifatti il look: l’anno scorso sono stati infatti la quarta squadra della lega per tiri da 3 punti tentati, mentre appena l’anno prima erano agli ultimi posti in questa specialità. Quest’anno cambierà qualche interprete, ma non dovrebbe cambiare la filosofia della squadra. Via dopo tre stagioni Al Jefferson e al suo posto è arrivato Hibbert, centro con decisamente meno gioco in post basso ma che difensivamente dovrebbe trovarsi alla perfezione nella difesa ultraconservativa di coach Clifford, che sui pick&roll permette al proprio pivot di rimanere molto basso a protezione dell’area (esattamente come facevano anche i Pacers di coach Vogel dove Hibbert ha giocato fino al 2015).

Sarà Charlotte la squadra che rianimerà la carriera di Hibbert, reduce da un anno negativo ai Lakers, oppure nell’Nba di oggi c’è sempre meno spazio per quei giocatori dalla scarsa mobilità come lui? Un altro volto nuovo sarà Belinelli, che anche vorrà rifarsi della scorsa stagione disputata con la maglia dei Kings e chiusa con neanche il 40% al tiro e il 30% scarso da 3. Charlotte però perde Jeremy Lin e soprattutto Courtney Lee, giocatore capace di punire le difese sugli scarichi e che con Kidd-Gilchrist formava un solidissimo duo difensivo sul perimetro. Si prospetta una bella battaglia per i Playoffs nella Eastern Conference, ed è davvero difficile pronosticare ora cosa potrà fare Charlotte: il migliore dei casi comunque al momento sembra un’eliminazione al secondo turno.

Il proprietario, Michael Jordan, e la stella, Kemba Walker | Fonte immagine: Getty Images
Il proprietario, Michael Jordan, e la stella, Kemba Walker | Fonte immagine: Getty Images

MIAMI HEAT

Gli Heat iniziano la stagione con un grandissimo punto interrogativo che aleggia sopra la loro testa. Il perché è semplice: sono una delle squadre (se non la squadra) che ha perso più giocatori di impatto rispetto alla scorsa stagione. Duro da assorbire il colpo Chris Bosh, che come tutti sappiamo ha terminato la sua avventura a Miami dopo non aver passato le visite mediche e la cui carriera sembra ora davvero a rischio. Impossibile sostituirlo, e inoltre Miami per il primo anno non avrà più Wade (sul quale è inutile dilungarsi), e dovrà fare a meno anche di un altro giocatore importante come Luol Deng, oltre ancora a Joe Johnson, Gerald Green e Stoudemire. Così, quella che si trova tra le mani Erik Spoelstra è una squadra giovane nelle mani dell’asse Dragic-Whiteside, i quali dovranno dimostrare di cosa è capace senza avere al proprio fianco Wade e Bosh. Importante economicamente il rinnovo di Tyler Johnson, che dovrà continuare nella propria crescita dopo quanto di buono fatto vedere l’anno scorso per dimostrare di valere i soldi investiti su di lui dalla dirigenza. Sono arrivati Waiters dopo una buona annata ad OKC, Derrick Williams, Ellington e Udrih. Obiettivamente pochino, ma Spoelstra negli anni ha dimostrato di essere un ottimo coach e c’è curiosità per vedere cosa sarà in grado di tirare fuori da questa squadra, che presumibilmente cercherà di aprire il campo e far lavorare Dragic e Whiteside in situazioni di pick&roll. Gli Heat comunque rischiano seriamente di essere una delle squadre che perde il treno Playoffs.

Bosh e Riley. | Fonte immagine: Bleacher Report
Bosh e Riley. | Fonte immagine: Bleacher Report

ORLANDO MAGIC

Ad Orlando è arrivato come coach Frank Vogel da Indiana, e per quanto riguarda i giocatori, sono sbarcati in Florida Ibaka, Biyombo, Jeff Green, Meeks e Augustin. Quello che lascia perplessi è la coerenza del roster nel suo insieme. Uno tra Vucevic e Biyombo sembra di troppo, perché insieme chiaramente non possono giocare senza che le spaziature dell’attacco (già problematiche di loro quando Payton è in campo) ne risentano; e se teoricamente potrebbero dividersi più o meno equamente i 48 minuti da centro, è anche vero che non dai un quadriennale da $70Ma Biyombo per giocare così poco. Questione simile riguarda l’aggiunta di Jeff Green: se hai già Gordon, Hezonja e Ibaka, perché pagare $15M Green? Che non risolve nemmeno il problema delle spaziature dal momento che sono quattro anni che non raggiunge il 35% da 3. Nel reparto ali i Magic si ritrovano così in sovraffollamento, e per quanto Green potrebbe essere il leader offensivo della cosiddetta second unit, non sembrano esserci minuti per tutti. Perciò occhio ad Orlando in ottica trade. La partenza illustre è stata quella di Oladipo in direzione OKC, ed è arrivato Meeks che almeno porta in dote il tiro da 3 di cui i Magic hanno tanto bisogno. La partenza di Oladipo libera inoltre spazio per Fournier, che sarà la guardia titolare dopo aver firmato in estate un quinquennale da $85M. Per concludere, non ci vuole molto per intuire che una squadra con Vogel in panchina e difensori del calibro di Ibaka e Biyombo (e mettiamoci anche Payton e Gordon) sarà una squadra che vincerà le partite con la difesa.

Serge Ibaka alla presentazione | Fonte immagine: Twitter
Serge Ibaka alla presentazione | Fonte immagine: Twitter

WASHINGTON WIZARDS

Ecco un’altra squadra che inizia la stagione con tante incognite. I Wizards sembravano in ascesa dopo i bei Playoffs del 2015, trascinati da Paul Pierce e dalla small ball con lo stesso Pierce oltre a Porter da numeri 4. L’anno scorso quindi hanno confermato questo approccio, giocando molto di meno con Gortat e Nene contemporaneamente in campo, e usando Dudley e Humphries da stretch 4. Le cose però sono andate maluccio e Washington è rimasta fuori dai Playoffs. La prima mossa della dirigenza è stata cambiare allenatore, e così è stato chiamato Scott Brooks, che dopo un anno sabbatico torna su una panchina Nba. A lui il compito di migliorare un attacco non esattamente scoppiettante (appena 20esimo per efficienza su 100 possessi) e una difesa nella media (14a). Vedremo anche se la prevedibilità dell’attacco dei Thunder era dovuta alle caratteristiche di Westbrook e Durant che tenevano ferma la palla o alla scarsa creatività di Brooks. Di sicuro in difesa semplificherà le cose, dopo che l’anno scorso i Wizards cambiavano spesso di partita in partita la loro strategia difensiva sui pick&roll creando a volte ancora più confusione. Tantissimo dipenderà comunque dal duo Wall-Beal, e ci sarà bisogno della definitiva esplosione di Otto Porter, che l’anno scorso ha risposto bene all’aumentato minutaggio migliorando in tutte le categorie statistiche.

Nene, Alan Anderson, Dudley, Sessions e Temple sono andati; Mahinmi, Jason Smith, Nicholson, Thornton e Burke sono le facce nuove. L’impressione è che i Wizards dovranno lottare per i Playofs, e un infortunio prolungato di Wall e Beal potrebbe far deragliare la loro stagione.

John Wall | Fonte immagine: CBS Sports
John Wall | Fonte immagine: CBS Sports