Nba, riecco Rose: "Mai perso fiducia in me stesso"

Il numero venticinque dei Knicks racconta l'esperienza del processo e si dice pronto a ripartire.

Nba, riecco Rose: "Mai perso fiducia in me stesso"
Derrick Rose in allenamento insieme a Jeff Hornacek. AP Photo/Seth Wenig

Conclusasi la vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto a Los Angeles (processo civile con richiesta di risarcimento danni milionaria per accuse di violenza sessuale nei confronti dell'ex fidanzata), Derrick Rose può finalmente dedicarsi in toto alla pallacanestro, e in particolare ai New York Knicks, sua nuova squadra da questa stagione.

Knicks che in preseason hanno mostrato diversi miglioramenti, non solo a livello individuale, ma anche come profondità del roster, a testimonanzia del buon lavoro fatto da Phil Jackson durante l'estate. A causa del processo, Rose non ha potuto ancora inserirsi perfettamente nei meccanismi offensivi di coach Jeff Hornacek, ma l'ex allenatore dei Phoenix Suns non sembra preoccupato al riguardo: "E' in buone condizioni - le parole di Hornacek dopo l'allenamento del sabato - vedremo se partirà in quintetto martedì sera nell'opening night contro i Cavs. Se dovesse essere stanco, lo tireremo fuori per poi rimetterlo in campo in un secondo momento. Probabilmente le rotazioni saranno diverse a causa del suo rientro, lo abbiamo avuto a disposizione solo da ieri (venerdì, ndr)". Rose si definisce invece al settimo cielo per essere tornato ad allenarsi con i compagni su un campo di pallacanestro, e spiega cosa ha provato durante le due settimane vissute a Los Angeles per il processo: "E' stata una situazione davvero difficile - le sue parole riportate da Ohm Youngmisuk di Espn - ho preso questo caso molto seriamente. Sono un uomo adulto, ho dovuto seguire tutta la vicenda e andare fino in fondo. Negli ultimi giorni mi sono concentrato esclusivamente sul processo. Ho fatto ciò che dovevo, anche se mi è dispiaciuto molto non aver potuto partecipare alla festa di compleanno di mio figlio. Non poter stare accanto alla mia famiglia mi ha fatto male, sarei voluto essere lì, è l'unica cosa che rimpiango. Mi sento riabilitato, ho dimostrato la mia estraneità ai fatti".

"Non sono stato l'unico ad essere coinvolto in questa vicenda, c'era anche un'altra persona (Rose si riferisce all'ex fidanzata, ndr), quindi non ho pregato solo per me stesso ma anche per lei, perchè il caso ha avuto una risonanza nazionale. Non potevo far altro che pregare e sperare per il meglio, perchè tutto il resto era al di fuori del mio controllo. Ora l'unica cosa che mi interessa è riuscire a diventare una persona migliore, un padre migliore, e dedicarmi alla mia famiglia in modo da poter aiutare gli altri. E' stata una vicenda che avrebbe cambiato chiunque, ma ora la voglio lasciare alle spalle, ne ho parlato fin troppo. E' il momento di pensare al futuro: é bello essere nuovamente qui con i miei compagni di squadra, mi piace il modo in cui stiamo crescendo insieme come gruppo. So che questo sarà il mio ultimo anno del vecchio contratto, ma voglio dimostrare di essere sano nonostante i tre interventi chirurgici alle ginocchia. Sono molto fiducioso, ed è il motivo per cui sono qui. Ho ancora grande fiducia nelle mie capacità, e a dire il vero non l'ho mai persa. Il processo mi ha costretto a pensare ancora di più e a capire quanto sia importante concentrarsi su ciò che si fa, come passare del tempo in palestra e lavorare sulle cose su cui devo migliorare. Lo scorso anno non abbiamo partecipato ai playoffs (fuori dalla postseason sia i Knicks che i Bulls, ndr), stiamo cercando di ritornare dove dobbiamo stare. Ora voglio solo pensare alla pallacanestro e lasciare che il mio gioco parli per me".