Nba - In sala video: Fate largo a Davis e Embiid, i lunghi moderni

Nella scorsa notte Nba si sono messi in evidenza Davis e Embiid, due lunghi che ci ricordano ancora una volta come il basket si stia evolvendo.

Nba - In sala video: Fate largo a Davis e Embiid, i lunghi moderni
Nba - In sala video: Fate largo a Davis e Embiid, i lunghi moderni

L'Nba è ormai una lega in cui i giocatori con gioco perimetrale hanno sempre più importanza, e la figura del pivot classico che sa lavorare solo in post basso è ormai obsoleta. Ed è per questo che due lunghi come Anthony Davis e Joel Embiid hanno lavorato e stanno lavorando per poter essere il più completi possibile, e nella scorsa notte hanno messo in luce vari aspetti del proprio repertorio: 50 punti con 16 rimbalzi, 7 recuperi, 5 assist e 4 stoppate nella serata monstre del lungo dei Pelicans; 20 con 7 rimbalzi nel tanto atteso debutto per la scelta dei 76ers. Ma diamo un'occhiata più da vicino alle performances di entrambi.

ANTHONY DAVIS

Che Davis sappia fare un po' tutto non lo scopriamo certo oggi, ma è imbarazzante come nella sola partita contro i Nuggets abbia segnato praticamente in tutti i modi.

1contro1 faccia a canestro, con Jokic che difende molto bene? Non c'è problema, tanto ormai ha aggiunto al suo gioco anche il tiro su una gamba sola buttandosi indietro:

In situazione di pick&pop devi onorare il suo tiro, e allora lui ti brucia in palleggio e si porta a casa il ferro:

Ancora pick&pop, ma stavolta Jokic, scottato dal possesso appena descritto, non gli si avvicina troppo. Davis si alza e manda a bersaglio il jumper, anche senza ritmo:

Pick&pop di nuovo, ma su di lui c'è Gallinari che tiene bene con lo scivolamento la partenza dell'ala dei Pelicans? Tranquilli, perchè va in palleggio, arresto e tiro con la fluidità di una guardia, segnando oltre le braccia protese del Gallo:

Parlavamo di avere movimenti da guardia: quanti lunghi sono capaci di uscire dai blocchi, ricevere e tirare con questa compostezza?

Già che ci siamo, qui mostra una notevole capacità di leggere il campo, facendo la lettura giusta sulla ricezione di questo passaggio (cosa mai facile per un lungo). Faried si aspetta la partenza in palleggio e fa un passo indietro, ma AD23 con grande coordinazione si arresta e va a bersaglio dalla media.

E a proposito di cose non facili da fare per un lungo: il suo play gli dà una palla "criminale", ma lui non palleggia neanche e va dritto al ferro senza fare passi! Dalla linea dei 3 punti al ferro con due soli passi, beh...

Qua dopo la ricezione sul pick&roll ha le intenzioni chiare sul da farsi, e va a schiacciare complice anche la difesa non perfetta di Faried:

Il ragazzo non si fa problemi neppure a correre il campo più velocemente di tutti per ottenere una posizione profonda, e a quel punto puoi fermarlo solo col fallo.

"Sì ok, ma un lungo dovrebbe saper giocare anche spalle a canestro". Tranquilli, ha segnato anche in post. In questa occasione non palleggia neanche e va a bersaglio con il semigancio.

Quando riceve palla in post può anche fronteggiare l'avversario, e poco importa che qui la difesa su di lui è semplicemente perfetta, perchè questo canestro ci dice molto sulla sensibilità delle sue mani.

A un certo punto logicamente la difesa ha cominciato a raddoppiarlo, ma lui anche qua fa la lettura giusta: vede che l'aiuto arriva dall'interno del campo, così si gira verso la linea di fondo e mette un tiro che sembra più facile di quello che è.

Chiudiamo con una delle sue 7(!!) palle recuperate: sul pick&roll è aggressivo su Mudiay, e va a rubare palla al play avversario nonostante questo abbia per forza di cose un baricentro più basso del suo. Chiude il tutto con una corsa in palleggio e un morbido lay-up.

Per favore, dirigenza dei Pelicans, costruitegli attorno una squadra competitiva per evitare che il talento di questo ragazzo vada sprecato!

JOEL EMBIID

Saltare due stagioni intere per diversi infortuni, rendersi protagonista di qualche incidente fuori dal campo e darsi come soprannome "Trust the Process" (slogan del rebuilding totale di Sam Hinkie, gm dei 76ers silurato nella scorsa stagione) può sicuramente contribuire ad aumentare l'attesa per il tuo debutto. E infatti il Wells Fargo Center di Philadelphia era tutto per lui nella sfida conro i Thunder. Ed Embiid ha sicuramente dato motivi per sperare in un futuro promettente al suo pubblico. Abbiamo visto un lungo che ha lavorato molto in questi due anni, che si sente perfettamente a proprio agio nel trattare la palla e che a un fisico incredibile ha aggiunto anche una notevole rapidità di piedi. Il suo primo canestro da professionista è arrivato con quello che Van Gundy in telecronaca ha definito un "baby Dream Shake", ovvero il movimento reso famoso da Olajuwon.

Abbiamo parlato nei primi righi di come si chieda sempre di più anche ai lunghi di aggiungere al proprio bagaglio tecnico il gioco perimetrale, e così come Davis anche Embiid ha fiducia nel suo face-up game (il gioco faccia a canestro). Qui non ha problemi ad attaccare Kanter in 1contro1 dal gomito, e dopo una finta di tiro e un palleggio di mano sinistra gli stampa il tiro in faccia.

Qui contro Adams: con grande pazienza vede se c'è modo di servire il compagno in area, dopodiché si mette al lavoro. Prima un paio di palleggi, poi si mette spalle a canestro, e quindi con grande lucidità cerca e trova il contatto col braccio di Adams guadagnandosi due tiri liberi:

In questo possesso guadagna prima posizione profonda, ma Adams fa un buon lavoro e lo costringe a ricevere. Jab step e tiro in faccia ad Adams.

Ultimo minuto di gioco e Sixers sotto di 2: si va da Embiid, che dopo due finte di partenza in palleggio segna ancora in faccia ad Adams.

Di nuovo spalle a canestro con Adams, e stavolta ci fa vedere il movimento noto col nome di shake-and-bake:

A proposito poi di avere un buon ball handling..

Stiamo parlando dello stesso giocatore che in difesa va a stoppare così Westbrook eh!

Per concludere, avevamo già visto nella offseason un video in cui era al lavoro sul tiro da 3 punti, e ieri ha mandato a bersaglio anche la prima tripla della sua carriera.

Se il ragazzo riesce ad evitare infortuni (incrociamo le dita!), ne vedremo delle belle.