Nba, Durant e Golden State travolgono i Thunder (122-96)

Dopo un inizio difficile, i Warriors si scatenano contro OKC: Kevin Durant fenomenale con 39 punti in 31 minuti. Westbrook e i Thunder si arrendono già nel terzo quarto.

Nba, Durant e Golden State travolgono i Thunder (122-96)
Kevin Durant in lunetta contro i Thunder. Photo by Noah Graham

Nella prima da ex contro gli Oklahoma City Thunder, il discusso Kevin Durant sfodera una prestazione da annali: 39 punti (15/24 dal campo, 7/11 da tre), oltre a un impatto devastante sulla partita, risultano decisivi per la vittoria dei Golden State Warriors alla Oracle Arena. Esaltato dal duello con il vecchio compagno Russell Westbrook, KD trascina i californiani a un maxiparziale a cavallo tra primo e secondo quarto, che stende prematuramente OKC e regala un sorriso a Steve Kerr. Warriors avanti a ondate, con Curry e Thompson che lasciano il proscenio al nuovo arrivato, ma è tutta la difesa di Golden State a salire di colpi con il trascorrere dei minuti. Per i Thunder gara complicata, nonostante il solito Westbrook d'assalto, che dimostra però che l'uno contro tutti non può essere sempre la soluzione migliore.

Alla Oracle Arena Billy Donovan conferma Domantas Sabonis in quintetto, e l'inizio dei Thunder è davvero promettente. Westbrook attacca su ogni possesso, Adams brutalizza Pachulia, Oladipo fa il secondo realizzatore e gli ospiti si ritrovano così a quota 32 punti segnati prima della fine del primo quarto. Male invece i Warriors, in enorme difficoltà a rimbalzo difensivo e in campo senza la giusta intensità, quella che però giunge proprio da Kevin Durant, l'uomo più atteso della serata. KD comincia in maniera fantastica da tre punti, in transizione è un pericolo costante, e si impegna anche in difesa, dove con le sue braccia lunghe aiuta Pachulia sotto il ferro. Per Donovan Lauvergne si dimostra ben più efficace di uno spaesato Kanter, Roberson cambia spesso su Curry e Thompson, ma sono un paio di giocate di energia di Draymond Green a modificare l'inerzia della gara. Dalla fine del primo quarto in poi è un monologo di Golden State: Durant segna da tutte le posizioni, in isolamento, dall'arco, in contropiede, e si permette il lusso di stoppare Westbrook dall'altra parte del campo. Intanto Steph Curry comincia a carburare, nonostante il solito trattamento ruvido riservatogli dagli avversari (tecnico a Kerr per proteste), e in un battibaleno i Warriors sono avanti di oltre dieci lunghezze. OKC paga a caro prezzo i minuti in panchina del suo numero zero: dopo il primo giro di cambi gli uomini di Donovan perdono infatti la bussola, mentre i vari Iguodala, Clark e Livingston formano il giusto supporting cast per Kerr. Al rientro in campo, Westbrook deraglia più volte, favorendo il contropiede avversario e scatenando Durant in campo aperto: finisce così 37-11 un secondo quarto da incubo per gli ospiti.

Alla ripresa delle operazioni la sfida è già segnata. Il solo Victor Oladipo segna con buona continuità per Oklahoma City, mentre gli altri in maglia Thunder danno la sensazione di aver finito energie e motivazioni, che non mancano invece a Durant, autore di ben sette triple in trentuno minuti e di un altro paio di schiacciate che esaltano la Oracle Arena. Curry si diverte da tre e in penetrazione, accettando la sfida degli avversari che cercano in tutti i modi (commettendo anche fallo) di negargli il tiro da tre, Klay Thompson si ritaglia il suo spazio nelle pieghe della partita, e con l'entusiasmo Golden State ritrova anche intensità difensiva, con stoppate e palle sporcate che non possono che far contento Steve Kerr. Il punteggio assume così le proporzioni di una vera e propria lezione per i Thunder, con Billy Donovan che richiama in tutta fretta i suoi titolari in panchina, lasciando spazio ai vari Christon, Lauvergne, Abrines e Singler, mentre dall'altra parte è ancora KD a chiudere il terzo quarto con una schiacciata autoritaria. Quarto periodo che diventa quindi un cult per gli amanti del genere garbage time, e che vede protagonisti alcuni giovani come Kevon Looney e James Michael McAdoo, oltre al positivo Ian Clark e al pasticcione McGee. Per i padroni di casa da segnalare la prova di Andre Iguodala, autore di soli tre punti ma con un plus/minus di +34. Finisce così con il dominio dei padroni di casa, in una sfida che rappresenta però solo l'inizio della nuova rivalità tra Durant e i Thunder.

Golden State Warriors (4-1). Punti: Durant 39, Curry 21, Thompson 18. Rimbalzi: Green e Pachulia 10. Assist: Curry 7.

OKC Thunder (4-1). Punti: Oladipo 21, Westbrook 20, Sabonis 13, Adams 11. Rimbalzi: Lauvergne 7. Assist: Westbrook 10.