Luna park Rockets, travolta a domicilio Dallas (107-123)

Houston continua a stupire. Espugnato in scioltezza il parquet dei "cugini" texani (123-107).

Luna park Rockets, travolta a domicilio Dallas (107-123)
James Harden, miglior realizzatore per i suoi Rockets

La sconfitta di Memphis è solo uno sbiadito ricordo. Houston, in back to back, ottiene il secondo successo consecutivo, diventando a tutti gli effetti la terza forza ad Ovest. Notte fonda per i Mavericks costretti ad alzare bandiera bianca, è la quarta sconfitta in altrettanti derby texani disputati fino a questo momento contro i Rockets. Coach D'Antoni, privo di Capela e Beverley, deve ringraziare la serata magica, l'ennesima, di James Harden, miglior realizzatore con 34 punti, a cui aggiunge 11 assist e 5 rimbalzi. La differenza è tutta nelle percentuali di tiro, con i Rockets chirurgici dall'arco dei tre punti (53.1%, 17/32), mentre Dallas balbetta, e non poco, soprattutto con i suoi uomini migliori. Irriconoscibile Deron Williams (6 punti realizzati con 2/11 dal campo) opaco Nowitzki (7 punti, 2/8 in 15' minuti d'impiego) strada spianata per il successo dei Rockets, il 24esimo in 33 match disputati.

I QUINTETTI

DALLAS MAVERICKS: (Williams, Matthews, Barnes, Nowitzki, Bogut)

HOUSTON ROCKETS: (Harden, Brewer, Ariza, Anderson, Nene)

LA GARA - Il ritmo è subito altissimo, si corre da una parte all'altra del parquet, e di ciò ne beneficiano i Rockets che allungano subito toccando la doppia cifra di vantaggio grazie al tiro dai 7 metri e 25, la specialità della casa (4-18). Harden, nella sua nuova dimensione di point guard, dirige egregiamente le operazioni, ed i cecchini Ariza ed Anderson fanno subito la differenza, iniziando a bombardare dalla lunga distanza il canestro di Dallas. I Mavs si scuotono solo sul finire del primo quarto piazzando un mega parziale di 19-4 targato Matthews-Barnes che permette alla franchigia cara al patron Cuban di mettere il naso avanti (31-28) prima della tripla di Harden che fissa, alla prima sirena, la parità a quota 31. L'equilibrio si sgretola nel secondo quarto, i Mavs smarriscono la via del canestro, facendo una fatica enorme a costruirsi buoni tiri. Canestro che invece trova con continuità Houston, 14-0 di parziale ricamato da un indiavolato ​Harden (15 punti nel solo 2° quarto) che lo suggella con cinque punti consecutivi (37-53). Houston custodisce questo vantaggio gelosamente, anzi lo rimpingua, toccato il +19 all'intervallo lungo (47-66). 

In scioltezza Houston amministra la partita, sfrutta le debolezze di Dallas per volare al massimo vantaggio sul +28 dopo una poderosa schiacciata di Harrell a meno di 4 minuti dal termine del terzo quarto. Le tribune dell'American Airlines Center iniziano a sfollarsi con larghissimo anticipo, mentre sul parquet imperversa il "Run and Gun" degli uomini di Mike D'Antoni. Eloquente il tabellino alla fine del terzo periodo, 74-98. Il coach dei "Razzi" approfitta del garbage time e fa ruotare tutti gli effettivi del suo roster, concedendo minuti ai vari Ennis, McDaniels e Wiltjer. Nelle fila dei Mavs, ormai rassegnati alla sconfitta, esordisce il nuovo acquisto Pierre Jackson che referta 7 punti (e 2 assist), in poco più di 10 minuti d'impiego. Gli ultimi minuti servono soprattutto per aggiustare i tabellini dei singoli giocatori, i Rockets mollano leggermente la presa, "concedendo" ai Mavericks di chiudere con un divario meno umiliante, meno 16 sul 107-123.

DALLAS MAVERICKS: Punti: Barnes 21, Matthews 19, Powell 13, Anderson 13; Rimbalzi: Anderson 8; Assist: Williams 6;

HOUSTON ROCKETS: Punti: Harden 34, Anderson 22, Gordon 13, Nene 12; Rimbalzi: Dekker 11; Assist: Harden 11;