NBA - Ai Lakers non basta il cuore: i Denver Nuggets passano allo Staples Center

I Nuggets di Gallinari dominano per tre quarti e mezzo, prima di rilassarsi nel finale. Williams suona la carica, Young, Clarkson ed un clamoroso Zubac lo seguono, ma la rimonta dei gialloviola si ferma sul -1. Passa Denver, con uno stratosferico Jokic, che alimenta così i sogni playoff.

NBA - Ai Lakers non basta il cuore: i Denver Nuggets passano allo Staples Center
NBA - Ai Lakers non basta il cuore: i Denver Nuggets passano allo Staples Center
Los Angeles Lakers
120 126
Denver Nuggets

Stavolta non basta la panchina ai Los Angeles Lakers per ribaltare inerzia e punteggio della sfida che, nella notte statunitense, è andata in scena allo Staples Center contro i Denver Nuggets di Danilo Gallinari. Ospiti corsari grazie all'oramai solita prestazione superba di Jokic, dominante in lungo ed in largo, soprattutto nell'allungo a metà terzo quarto che ha di fatto spaccato in due la contesa. Ciò nonostante, i Lakers hanno abbozzato un tentativo di rimonta grazie alle triple di Williams, Young e Clarkson, ma i sogni di vittoria dei gialloviola si sono infranti ad un minuto dal termine. La squadra di Malone prosegue così nel suo periodo positivo, alimentando le proprie speranze di ottavo posto. 

La stanchezza del back to back non si avverte in avvio di periodo per gli ospiti, che provano fin dalle prime battute ad innestare le marce alte: solito corri e tira per la squadra di Malone, che approfitta delle lacune difensive dei Lakers e delle percentuali carenti di Randle e Russell per scappare nel punteggio. Gallinari e Jokic, in sordina, spalleggiano un perfetto Barton, implacabile al tiro. La difesa dei padroni di casa non riesce a contenere le scorribande dei Nuggets e, alla prima sirena, il tabellone recita ben 40 punti subiti e quattordici da recuperare. E' Nick Young, dopo l'oramai solito apporto del duo Williams-Clarkson (non in perfette condizioni, ma non lo si nota affatto) che contribuisce a dimezzare lo svantaggio, il break che riporta a contatto i Lakers a metà secondo quarto. Denver prosegue tuttavia per la sua strada, con Faried che è molto attivo sotto le plance nelle due metà campo e Chandler che dal perimetro buca ogni passaggio a vuoto dei ragazzi di Walton (non pochi). L'energia di Black e l'impatto di Zubac danno una scossa ai losangeleni, che tuttavia vanno all'intervallo con un passivo in doppia cifra (54-66). 

Alla ripresa delle ostilità la musica non cambia, anzi. I Nuggets chiudono bene il pitturato e con Jokic dalla parte opposta fanno i tentativi per la fuga definitiva. Nell'altra metà campo qualche sporadica iniziativa di Ingram pone rimedio alle palle perse banalissime di un irriconoscibile Randle, che Walton provvede nel togliere. Il lungo dei Nuggets è un rebus continuo per la difesa dei Lakers: domina in attacco e firma in solitaria un parziale di sei a zero che vale il massimo vantaggio agli ospiti. Barton e Chandler confermano il vantaggio rispondendo ai tentativi di Williams, tornato in campo, mentre Walton prova la carta della disperazione con il quintetto piccolo (Ingram da 4). Anche se la sfida sembra oramai viaggiare verso il Colorado, la scelta paga i dividendi sperati, con i ragazzi di Malone si siedono fin troppo presto sugli allori: Williams ci prende finalmente dalla distanza, Clarkson e Young lo seguono a distanza, riportando i gialloviola a cinque di distanza. Zubac mette un freno a Jokic in difesa, mentre in attacco rolla perfettamente sui pick and roll, dando una ottima alternativa al gioco perimetrale: la sfida è di nuovo in equilibrio, Denver fatica in attacco ma trova in Barton l'uomo della salvezza. Il suo jumper, prima dei liberi finali di Chandler, regalano la vittoria ai Nuggets.