Nba, ciclone Thomas sui Rockets (120-109)

38 punti e 9 assist di Isaiah mandano al tappeto Houston al TD Garden. Gara nervosa, decisa nel finale dal piccolo playmaker dei Celtics, che vince la sfida a distanza con James Harden.

Nba, ciclone Thomas sui Rockets (120-109)
Isaiah Thomas, 38 punti e 9 assist contro Houston. Steve Babineau/NBAE via Getty Images

Con l'ennesima prestazione monstre di questa stagione (38 punti, con 15/27 dal campo, 4/10 da tre, 9 assist), Isaiah Thomas trascina i Boston Celtics di Brad Stevens alla vittoria al TD Garden contro gli Houston Rockets di Mike D'Antoni e James Harden (30 punti, con 6/18 al tiro, 2/11 da tre, 12 assist). Gara vinta in rimonta dai biancoverdi, in difficoltà per tutto il primo tempo e incapaci di contenere le palle perse. Diversa invece la prestazione della ripresa, per esecuzione e movimento di uomini e palla: alla fine la spuntano i padroni di casa, trascinati da Thomas e Horford, mentre i texani subiscono la sesta sconfitta nelle ultime dieci partite. 

Per la gara casalinga contro i Rockets, Brad Stevens lancia in quintetto Jaylen Brown, lasciando inizialmente seduto Amir Johnson, per adeguarsi allo schieramento avversario. L'esperimento con il rookie in campo non fornisce però i risultati sperati: Brown incappa in palle perse a ripetizione e si perde nella confusione generale dell'inizio dei Celtics. Ad approfittarne è dunque Houston, che trova immediatamente punti da Clint Capela, abile a farsi trovare al ferro sul pick and roll con Harden, e con Anderson, tornato in buone condizioni fisiche dopo l'influenza della settimana scorsa. Boston tratta male il pallone, anche Olynyk e Smart dalla panchina non riescono ad incidere dal punto di vista offensivo, perchè i padroni di casa sembrano aver troppa fretta di adeguarsi al ritmo avversario. Tiri presi dopo pochi passaggi, e i Rockets si ritrovano così avanti, anche grazie all'innesto dalla panchina di Corey Brewer (non c'è Eric Gordon), Montrezl Harrell e Sam Dekker. Harden intraprende invece una battaglia personale con gli arbitri, si deconcentra, lascia partire un paio di inusuali airball, ma poi è il turno dei padroni di casa lamentarsi per qualche fischio avverso (tecnico a Stevens dopo due falli consecutivi di Jerebko). Sotto di una decina di lunghezze nel secondo quarto, i Celtics rimangono a galla grazie a Thomas, che si fa beffe del trattamento Beverley e riesce a finire al ferro con continuità. Primo tempo che si chiude con un botta e risposta tra Anderson e Horford, con l'ex Hawks che trova una tripla sulla sirena per il 52-58 con cui le due squadre rientrano negli spogliatoi.

Alla ripresa delle operazioni si rivede in campo tutta un'altra Boston, che esegue in maniera più precisa in attacco, andando a bersaglio dall'arco con Jae Crowder e mettendo a ferro e fuoco la difesa avversaria con un imprendibile Isaiah Thomas, fantastico anche dietro la linea del tiro da tre punti. Houston sbanda vistosamente, anche perchè Harden è in pessima serata al tiro: il Barba decide allora di assistere i compagni, trovando in Capela e soprattutto in Trevor Ariza due sponde ricettive. Intanto dall'altra parte Jaylen Brown viene lasciato in panchina, con Smart al suo posto: aumenta l'energia dei Celtics, più reattivi sulle palle vaganti e con un Al Horford incisivo sui due lati del campo. Le solite rotazioni di D'Antoni prevedono ancora Harrell, Dekker e Brewer sul parquet dalla panchina, ma l'inerzia della partita scivola gradualmente dalla parte dei padroni di casa, che trovano punti importanti anche da Gerald Green, Jae Crowder e Terry Rozier. La sfida si accende ulteriormente quando James Harden colpisce al volto Jonas Jerebko dopo aver subito fallo: per il Barba flagrant di tipo uno, a testimonianza del nervosismo che regna in casa Rockets. Il solo Ryan Anderson sembra mantenere la lucidità per un finale incandescente, dove sono però i Celtics a dominare, non solo con un Isaiah Thomas straripante, ma anche con una diversa intensità difensiva, che alimenta il contropiede e il conseguente +10 a una manciata di minuti dalla conclusione. D'Antoni si gioca così la carta del quintetto senza veri lunghi di ruolo (spazio al solo Dekker), ma i suoi vanno sotto a rimbalzo, subiscono la fisicità di Smart e alzano bandiera bianca dopo gli ultimi fuochi di un Harden in confusione. 

Boston Celtics (27-18). Punti: Thomas 38, Crowder 23, Horford 20. Rimbalzi: Crowder 10. Assist: Horford e Thomas 9

Houston Rockets (34-15). Punti: Harden 30, Anderson 19, Dekker 15, Ariza e Capela 12, Harrell 11. Rimbalzi: Capela 7. Assist: Harden 12.