NBA - Non solo James Harden, Houston la "dotta" scopre il valore dei suoi gregari

Nel netto successo di questa notte, in cui i Rockets hanno surclassato i malcapitati Sacramento Kings, a brillare non è stato il solito "The Beard", bensì il collettivo, guidato dai 25 punti del killer Ryan Anderson.

NBA - Non solo James Harden, Houston la "dotta" scopre il valore dei suoi gregari
Nba - Non solo James Harden, Houston la "dotta" scopre il valore dei suoi gregari,

Posto alle spalle il faticoso "road trip" di 5 gare, con un bilancio di due vittorie e tre sconfitte, i Rockets ritornano a casa e lo fanno nel miglior modo possibile: sommergendo i Kings (105-83) ed andandosi a prendere la vittoria numero 36 in stagione. Quello di questa notte è stato uno show dei "Razzi" ma non quello di James Harden, il quale ha chiuso la serata con soli 10 punti realizzati (più 7 rimbalzi e 8 assist) limitato da una botta al ginocchio occorsagli nei primi minuti di partita. Il Barba ha comunque terminato la gara, chiudendo 3/9 al tiro (0/5 dall'arco dei 7 e 25) in circa 32' minuti d'impiego. Nelle ultime tre stagioni con la casacca dei Rockets, il fuoriclasse nativo di Los Angeles ha saltato soltanto una gara, questo a testimonianza di un temperamento non comune.

Con la propria stella non al 100%: "Ho accusato un forte dolore, riuscivo a muovere poco l'articolazione. Solo con una ginocchiera ho potuto riprendere a giocare", sono stati i gregari a prendersi la scena e condurre i Rockets al netto successo contro gli svagati Kings. Il protagonista di serata è stato Ryan Anderson, il cecchino ex Pelicans ha sciorinato sul parquet del Toyota Center una prestazione di altissimo livello, culminata con 25 punti all'attivo ed 11 rimbalzi per un 7/14 totale dal campo (6/12 da 3 punti). Anche nel pitturato si è riprodotta la W dei texani, nata dal perimetro del tiro da 3: Clint Capela è stato capace di chiudere in doppia doppia (12+11) in soli 20' minuti, un positivo Nene Hilario ne ha aggiunti in relativa scioltezza 11, ergendosi a vero "rim protector" del proprio canestro. Ormai superfluo continuare a parlare di quanto sia importante, fondamentale nel sistema di gioco dantoniano Eric Gordon. Il candidato "six man of the year" anche contro Sacramento si è rivelato essenziale, ha sprigionato nel secondo quarto tutto il suo talento realizzando 8 dei 17 punti totali, spaccando in due la partita, diventando il protagonista del break di 18-3 con cui Houston ha affossato i californiani.

I Rockets hanno concesso agli avversari solo 83 punti (record stagionale), frutto del pessimo 34.9 totale dal campo con cui Cousins e compagni hanno convissuto. Raggiante a fine gara coach Mike D'Antoni: "Importante ritornare a casa e centrare la vittoria. E' stata un'ottima prestazione dell'intera squadra. In difesa abbiamo concesso poco, Nene e Capela sono stati estremamente bravi nel difendere il canestro. Harden ha subito un colpo al ginocchio nelle fasi iniziali, ma ha voluto continuare a stare in campo però non ha forzato più di tanto, in quanto eravamo in largo vantaggio e dunque la partita lo consentiva".

Anche Trevor Ariza ha analizzato il match ai microfini di ESPN: "Importante per noi ritronare a casa, qui abbiamo molta più familiarità in tutto e ci siamo espressi su buon livello. Essere di nuovo qui ci permette di allenarci meglio, con maggiore tranquillità. Contro Sacramento siamo ritornati a fare ciò che ci piace, vincere e divertire. Questa è la strada giusta".