Nba, Chicago batte i Celtics in un finale controverso (104-103)

Gara decisa da un fallo fischiato a Smart su Butler a nove decimi dalla conclusione: i due liberi della stella dei Bulls valgono la vittoria in volata per gli uomini di Hoiberg. Boston sconfitta e furiosa.

Nba, Chicago batte i Celtics in un finale controverso (104-103)
Jimmy Butler, 29 punti contro i Celtics. Michael Salisbury/MSalisbu

Finale con polemiche allo United Center di Chicago, dove nella notte Nba i Bulls di Fred Hoiberg hanno superato 104-103 i Boston Celtics di Brad Stevens, reduci da quattro vittorie consecutive. Gara infatti decisa da una chiamata arbitrale avvenuta a nove decimi dalla conclusione, per un presunto fallo di Marcus Smart su Jimmy Butler. Uomini in grigio che hanno fischiato fallo al giocatore biancoverde, mandando in lunetta Butler per i due tiri liberi del sorpasso Bulls. Vince dunque Chicago, che lotta e se la cava grazie soprattutto alla maggior energia della sua second unit, agguantando un successo importante nella corsa ai playoff della Eastern Conference. 

Ancora senza Dwyane Wade, Hoiberg presenta Michael Carter-Williams nel quintetto di partenza dei suoi Bulls contro i caldissimi Celtics di Brad Stevens e Isaiah Thomas. Inizio difficile per i padroni di casa, che faticano a contrastare le migliori spaziature avversarie, che hanno in Al Horford un lungo che apre il campo con l'opzione del tiro da tre punti. L'attenzione sul perimetro genera diversi canestri al ferro di Amir Johnson, ma Chicago rimane in qualche modo aggrappata alla sfida grazie all'inatteso contributo realizzativo di Robin Lopez, che si batte come un leone sotto i tabelloni. Boston sembra comunque avere la situazione sotto controllo, con Thomas sempre pimpante e un Gerald Green efficace in uscita dalla panchina. Seconde linee che si dimostrano pronte anche dalla parte Bulls: è infatti Bobby Portis il grande protagonista per i padroni di casa a cavallo tra primo e secondo quarto, coadiuvato da Doug McDermott, mentre Rajon Rondo guida un quintetto di maggior ritmo, senza Butler, ma con Valentine e Felicio da centro. Stevens ruota i suoi giocatori in modo continuo, trovando punti da Zeller, Young e Terry Rozier, giocatore al secondo anno da Louisville, a bersaglio dall'arco. Al termine del primo giro di cambi, i biancoverdi sono ancora avanti, nonostante una sfuriata di Jimmy Butler, che segna alla sua maniera in isolamento dalla media distanza, anche grazie a un buon finale di tempo di Thomas, che mette due triple fondamentali per il 52-58 dell'intervallo lungo.

Alla ripresa delle operazioni Chicago difende con maggiore aggressività, trovando punti importanti da Jerian Grant e ancora da Robin Lopez, dominante sotto le plance. Anche Taj Gibson fa il suo, e così i padroni di casa recuperano il margine di svantaggio e sorpassano poi con Butler. La sfida si fa così punto a punto: Carter-Williams difende relativamente bene sul pericolo pubblico numero uno Thomas, mentre Jae Crowder fatica a entrare in partita con il tiro da tre punti, attaccando dunque il ferro con esiti migliori. La second unit di Hoiberg risponde intanto ancora presente, con Portis efficace sia in attacco che a protezione del ferro (stoppa Thomas), e McDermott a lungo in campo, nonostante qualche tiro sbagliato di troppo. Continue rotazioni per i Celtics, che inseriscono anche Jerebko e abbassano il quintetto, andando però in difficoltà a rimbalzo, dove si fa valere il brasiliano Cristiano Felicio. Con lo schieramento piccolo, Boston ritrova punti, soprattutto grazie a Kelly Olynyk, a bersaglio sia dall'arco che in penetrazione. Gli ultimi minuti del quarto quarto sono il regno di Isaiah Thomas, che alterna però grandi giocate (una tripla e tre tiri liberi guadagnati) a conclusioni forzate: per una volta il numero quattro dei biancoverdi non è letale come d'abitudine, consentendo ai Bulls di rimanere in partita fino alla fine, anche grazie ai liberi di Butler e McDermott. Proprio Butler è il protagonista degli ultimi due possessi Bulls: il prodotto da Marquette ingaggia un gran duello con Marcus Smart, che prima gli strappa la palla rifugiandosi in un time-out, poi difende in maniera competente sul tiro dalla media distanza sulla sirena della stella dei Bulls. Difficile stabilire se ci sia davvero un contatto al momento della conclusione, fatto sta che gli arbitri fischiano fallo: dalla lunetta Butler non trema e fa due sue due per il sorpasso Chicago. Con soli nove decimi sul cronometro, la rimessa disegnata da Stevens per Horford non vale il controsorpasso Celtics, battuti e furiosi nella Windy City.

Chicago Bulls (28-29). Punti: Butler 29, Portis 19, Lopez 15, Gibson 12, McDermott 11, Grant 10. Rimbalzi: Gibson 9. Assist: Rondo 8. 

Boston Celtics (37-20). Punti: Thomas 29, Olynyk 17, Rozier 11, Johnson 10. Rimbalzi: Olynyk 7. Assist: Thomas 7.