NBA, Warriors sconfitti anche a Chicago (94-87)

Altro k.o. per i californiani, che non riescono a sopperire all'assenza di Durant e cadono allo United Center contro i Bulls. Percentuali da incubo per Curry e Thompson.

NBA, Warriors sconfitti anche a Chicago (94-87)
Steph Curry, 23 punti a Chicago. Fonte: Gary Dineen/NBAE via Getty Images

Seconda sconfitta consecutiva per i Golden State Warriors di Steve Kerr che, dopo essere caduti a Washington nella serata dell'infortunio a Kevin Durant (fuori almeno un mese), perdono anche allo United Center di Chicago contro i Bulls di Fred Hoiberg. Gara caratterizzata dalle orribili percentuali al tiro di Steph Curry e Klay Thompson (rispettivamente 10/27 e 5/22 dal campo, 2/11 e 1/11 dall'arco), che consentono ai Bulls di agguantare una vittoria importante in chiave playoff. Per i californiani, che domenica saranno di scena al Madison Square Garden di New York, è il momento più difficile della stagione: non basta a Kerr l'esordio con la nuova maglia di Matt Barnes (due punti in dodici minuti). 

Allo United Center di Chicago Fred Hoiberg conferma il suo quintetto con Grant da point guard e Portis power foward, mentre Kerr propone il rookie Patrick McCaw dall'inizio al posto dell'infortunato Durant. I Warriors fanno subito fatica nel tiro pesante, perdono almeno un paio di palloni banali e difendono male in transizione. La palla non circola come d'abitudine per gli ospiti, che vedono Klay Thompson sparire dopo la prima tripla messa a bersaglio, mentre Curry si batte cercando di attaccare il ferro con continuità. Per i Bulls è sempre più importante l'apporto di Bobby Portis, a segno dall'arco e pronto a rimbalzo, con Butler pronto a scatenarsi in contropiede. Nonostante tutte le difficoltà, Golden State chiude in vantaggio il primo quarto (19-26), grazie al contributo di energia e solidità di Andre Iguodala, e raggiunge un vantaggio massimo di nove lunghezze. Il resto della panchina tradisce però Kerr, mentre Hoiberg dà spazio a Cameron Payne e a Paul Zipser. Al termine del primo giro di cambi la partita è di nuovo in equilibrio: Livingston e Clark risultano non pervenuti, Green e Pachulia confermano di non essere dei realizzatori, e il solo Curry è braccato da orde di avversari, mettendo comunque finalmente a referto una tripla dopo diversi errori. 

All'intervallo lungo lo score è di 47-51, e nel terzo quarto la gara procede sui binari dell'equilibrio. Green e Pachulia provano a scuotere i californiani, ma dall'altra parte si iscrive alla partita Dwyane Wade, con Jimmy Butler attivissimo anche in difesa. Continuano invece le difficoltà al tiro di Thompson, che spara a salve contro ogni pronostico. Pachulia e Robin Lopez lottano sotto i tabelloni, ed è nel finale del periodo che i Bulls operano la prima fuga di serata. Protagonisti Nikola Mirotic e soprattutto Rajon Rondo, che arriva più volte al ferro e scalda il pubblico di casa. Il quarto quarto diventa invece uno Stephen Curry contro tutti: il due volte MVP sbaglia ancora dall'arco (solo un'altra tripla a bersaglio), ma non si arrende, prendendosi sulle spalle l'attacco asfittico di Golden State. Canestri in penetrazione dalla media distanza, un miracolo allo scadere, tengono in vita gli ospiti, anche grazie all'energia di Draymond Green. Ma il carattere non può bastare in una serata di scarsa vena: ci pensano infatti Paul Zipser e Bobby Portis a sigillare la vittoria per Chicago, mentre gli ultimi tiri degli Splash Brothers continuano a sbattere sul ferro dello United Center. 

Chicago Bulls (31-30). Punti: Butler 22, Portis 17, Wade 12, Lopez 10. Rimbalzi: Portis 13, Felicio 11. Assist: Butler 6

Golden State Warriors (50-11). Punti: Curry 23, Thompson 13, Green 12, McCaw 11, Iguodala 10. Rimbalzi: Green 8. Assist: Green 7.