Nba - Golden State: male la prima senza Durant

Gli Warriors pagano l'assenza di KD, e capitolano a Chicago (94-87) nella prima sfida senza l'asso ex Thunder.

Nba - Golden State: male la prima senza Durant
Nba - Golden State: male la prima senza Durant

Impalpabili, una squadra qualunque, anonima. Non il Superteam da tutti osannato ai nastri di partenza dell'attuale regular season. Il mese senza Kevin Durant si è aperto come peggio non potesse accadere in casa Golden State Warriors: una squadra svuotata, priva di mordente, è evaporata nel finale punto a punto allo United Center di Chicago, nel tiratissimo finale che ha poi premiato i Tori dell'Illinois. Al termine dei 48' minuti regolamentari di gioco, il tabellino è stato eloquente, impietoso per gli Warriors, davvero crudele: 94-87 in favore di Butler e Wade, un flop per gli uomini della Baia.

La miseria di 87 punti realizzati da Golden State, la peggior prestazione offensiva stagionale, per un team che alla voce punti realizzati a partita fa corrispondere la miglior media dell'intera Lega (117.5), il tutto è aggravato dal fatto che quella di questa notte è stata la seconda sconfitta consecutiva per i vice campioni Nba, un'assoluta novità per i "guerrieri": mai nell'epoca di coach Steve Kerr era accaduto ciò.

Golden State vive un momento difficile, parecchio complicato e non solo a causa dello stop forzato di Durant, (rimpiazzato degnamente allo United Center nello starting five da Patrick McCaw); KD ha garantito finora un'ottima produzione offensiva alla squadra grazie ai suoi 25.8 punti di media a sera. Il dato che maggiormente fa riflettere (ed anche preoccupare) è quello riguardante le percentuali al tiro: si sono abbassate bruscamente. La flessione degli "Splash Brothers" ha comportanto una diminuzione della pericolosità dell'attacco, con Steph Curry e Klay Thompson che stanno faticando enormemente a mantenersi sui loro abituali, eccellenti livelli.  Nelle ultime due trasferte, entrambe perse dagli Warriors (Washington e Chicago), i due hanno sparato a salve, appena 11 triple mandate a bersaglio su 64 tentativi, una media inusuale per due dei migliori tiratori dall'arco dei 3 punti.

Abbandonato il sogno di poter almeno eguagliare il favoloso record di vittorie dello scorso anno, Golden State ed il suo timoniere Steve Kerr hanno l'obbligo di rimettersi immediatamente in carreggiata ed abituarsi all'assenza temporanea di Durant. Il vantaggio sull'attuale seconda forza ad Ovest, i San Antonio Spurs, non è ampissimo, sono appena 3 le partite di margine tra le due franchigie regine della Western Conference. Occorre riprendere la marcia, ripassando in fretta e furia lo spartito che induce alla vittoria, salvo incombere in indesiderati eventi sgradevoli, sportivamente dolorosi, che nessuno lungo la Baia si augura di vivere.