NBA, l'ultimo infortunio di Derrick Rose: avventura ai Knicks al capolinea?

Lesione al menisco sinistro e stagione finita per Rose, che ora dovrà fare i conti con la prima free agency della sua carriera.

NBA, l'ultimo infortunio di Derrick Rose: avventura ai Knicks al capolinea?
Derrick Rose.  Photo by DAVID LIAM KYLE/NBAE/GETTY IMAGES

Una lesione al menisco del ginocchio sinistro costringerà Derrick Rose a subire l'ennesimo intervento chirurgico della sua carriera. Un infortunio minore (si parla di due mesi di stop), rispetto a quelli patiti ai tempi dei Chicago Bulls (proprio cinque anni fa Rose iniziò il suo calvario con la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro), ma che potrebbe mettere una pietra tombale sulla sua avventura ai New York Knicks.

Derrick Rose in allenamento con i New York Knicks. Fonte: Charles Wenzelberg/NY Post

Rose, giunto nella Grande Mela la scorsa estate (via trade), è infatti in scadenza di contratto, e questa potrebbe essere stata dunque la sua unica annata come beniamino del Madison Square Garden. Una regular season tutto sommato positiva per il prodotto da Memphis, tornato a giocare con continuità e ad attaccare il ferro con buona efficacia. E' andato invece malissimo l'esperimento del superteam, con Anthony e Porzingis, in una squadra finita lontanissima dalla lotta per un posto ai playoff e sempre in mezzo a polemiche e voci destabilizzanti. "So quanto possa essere difficile questo momento per Derrick - ha detto, a proposito dell'infortunio, Jeff Hornacek- ha giocato bene quest'anno e in estate si era allenato duramente, utilizzando lo yoga e altre cose di questo genere per ritornare in gran forma. Mi dispiace davvero per lui. Ripeto, per quanto mi riguarda ha disputato una buona stagione: quest'anno si è in parte rivista l'esplosività che lo aveva caratterizzato nei primi anni della sua carriera. Subire un infortunio proprio al termine della regular season, dopo una stagione come la sua, è davvero un peccato". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Kristaps Porzingis: "Mi spiace, so quanto abbia lavorato duramente durante la stagione per mantenere lo stato di forma che aveva raggiunto alla fine della scorsa estate. E' dura accettare che sia dovuto capitare proprio a lui, ma sono sicuro che tornerà in campo più forte di prima". Già, il ritorno. Ma con quale maglia? Dopo una regular season conclusa a 18 punti, 4.4 assist di media, con il 47% al tiro (64 partite disputate), sono attualmente poche le chances di rivederlo ancora con i Knicks a partire dal prossimo training camp.

Rose in azione contro i Clippers. Fonte: RICHARD MACKSON/USA TODAY SPORTS

Phil Jackson, presidente operativo della franchigia della Grande Mela, avrebbe voluto scambiare il nativo di Chicago con lo spagnolo Ricky Rubio già a metà febbraio. Una trattativa che non è andata in porto, ma che ha confermato tutte le perplessità del Maestro Zen su Rose. Non solo sulla tenuta fisica del giocatore, ma anche e soprattutto sulla sua capacità di integrazione in un sistema che dall'anno prossimo sarà basato esclusivamente sull'attacco triangolo. Ecco perchè attualmente Rose, giocatore di pick and roll, pare lontanissimo da New York (Jackson potrebbe offrirgli un rinnovo solo a cifre al ribasso) e invece vicino ad affrontare una free agency che di fatto è appena cominciata. Soltanto una decina di giorni fa, il giocatore si era espresso così sulla possibilità di un nuovo cambio di casacca: "Nella mia carriera ho già guadagnato più soldi di quanti mi servissero: se dovessi smettere adesso, sarei comunque a posto da quel punto di vista. Ma voglio vincere, giocare ed essere in pace con me stesso. Ora vedremo quali squadre NBA saranno interessate a me: darò una possibilità a chiunque me la chiederà. Questa sarà la prima volta in cui sarò free agent, al termine della stagione farò il punto della situazione con il mio procuratore e con la mia famiglia. Ovviamente mi piacerebbe rimanere, perchè far parte dell'ambiente dei Knicks e giocare ogni sera al Madison Square Garden è davvero una benedizione". In un'estate in cui non mancheranno free agents nella posizione di point guard, New York è tagliata fuori in partenza dalla corsa ai vari Steph Curry, Kyle Lowry e Chris Paul, mentre è forte l'interesse su Jeff Teague, George Hill e Jrue Holiday. L'alternativa è sperare di avere una scelta alta al Draft, per inseguire se non uno tra Lonzo Ball e Markelle Fultz (candidati alla numero uno), altri prospetti interessanti come Dennis Smith, Josh Jackson, De'Aaron Fox e Frank Ntilikina.