Nba, Eastern Conference: testa a testa a distanza per due spot nei Playoffs

Manca solamente una partita di regular season e nella Eastern Conference si devono ancora assegnare il settimo e l'ottavo posto, da ripartirsi tra Indiana, Chicago e Miami.

Nba, Eastern Conference: testa a testa a distanza per due spot nei Playoffs
NBA, chi sarà il terzo incomodo?

Situazione intricata.

Sono passate 81 partite, cinque mesi e mezzo e nella Eastern Conference ancora non si conoscono i nomi delle ultime due squadre che completeranno il quadro delle partecipanti ai Playoff.
Quel che è certo è che una tra Indiana, Chicago e Miami terminerà la sua stagione mercoledì notte. Tutte e tre giocheranno tra le mura amiche, tutte alle 2 di notte (ora italiana), tutte per un posto nell'élite della NBA.
Se dovessero vincere tutte e tre, allora saranno la squadra di McMillan e quella di Hoiberg ad accedere ai Playoff; questo scenario si avrà comunque se gli Heat dovessero perdere: in tal caso, se Bulls e Pacers dovessero centrare una W, allora questi ultimi saranno settimi, mentre se Indiana dovesse perdere, così come gli Heat, a fronte di una vittoria di Chicago, allora la squadra dell'Illinois sarà settima e quella di Indianapolis ottava. Quest'ultima sarebbe eliminata solamente in caso di sconfitta e di vittorie di ambo le rivali (tra Bulls e Heat il tiebreaker è favorevole ai primi). Infine, se dovesse vincere solamente Miami, quest'ultima sarà settima, con Indiana ottava (a parità di record tra queste due, infatti, prevarrebbe la formazione di South Beach).

Chicago vs Brooklyn

I Bulls hanno il destino nelle loro mani, ma tra loro e i playoff ci sono i Brooklyn Nets, che li hanno sconfitti sabato notte al termine di una partita decisa sul filo di lana.
È in forte dubbio la presenza sul parquet di Rajon Rondo, che si è slogato il polso destro nel corso della sfida contro i Knicks di martedì scorso, mentre sarà la terza partita di Wade dopo il rientro dall'infortunio al gomito.
Senza l'ex play di Boston, i Bulls faticano spesso a trovare buone spaziature e il ritmo ottimale. Al netto di ciò che farà Butler, leader indiscusso del team, sarà cruciale il rendimento di Mirotic, che da marzo viaggia ad oltre 14 punti di media con il 41% dall'arco. Una delle chiavi sarà poi il rendimento all'interno del pitturato: in questa zona di campo - dove Chicago in stagione tira con il 56% - pochi giorni fa i Nets hanno messo a referto 42 punti subendone 36, limitando i danni a rimbalzo, concedendo solamente 11 carambole offensive (Chicago in questa specialità è prima in tutta la Association con 12.2 a partita, quarta per offensive rebounding rate con 27). Gli uomini di Atkinson, negli ultimi tempi, hanno dimostrato di essere un team competitivo, poco propenso al tanking - 11 vittorie su 23 negli ultimi 40 giorni - e capace di alzare molto il ritmo della partita (i Nets sono primi nella Lega per pace, pari a 103.6). Questa notte saranno però privi di sei giocatori, tra i quali Brook Lopez, il gemello di Robin, perno della franchigia dell'Illinois. Per i newyorchesi sarà importante limitare i Bulls dall'arco, in primis Jerian Grant, soprattutto dall'angolo destro, dove tirano con il 45.1% di media, cercando di rimanere attaccati alla partita fino alla fine, magari poi approfittando dei notori cali di Chicago nei minuti finali, come accaduto anche pochi giorni fa, quando negli ultimi 4'10" Brooklyn ha messo a segno un parziale di 19-9, segnando 5 tiri su 6 (3/9 per i Bulls), con tre triple mandate a bersaglio su altrettanti tentativi.
Non meno importante sarà il rendimento in difesa da parte di entrambe le contendenti: Chicago dovrà essere brava a mettere sotto pressione Brooklyn su entrambi i lati del campo - i Nets sono penultimi per turnover ratio con 14.7 - e cercando di arrivare al ferro con continuità, senza avere le pause che gli sono costate diverse sconfitte, quando nei momenti clutch hanno spesso perso di vista la palla, concedendo troppo spazio ai tiratori posizionati sul perimetro, come si vede bene in questo frangente:

Indiana vs Atlanta

A Indianapolis i Pacers sono pronti a tornare ai playoff, ma per essere sicuri che ciò accada dovranno superare gli Atlanta Hawks, reduci dalla vittoria con Charlotte.
Sarà il terzo scontro diretto in stagione: entrambe le squadre hanno vinto quando hanno giocato in trasferta. Gli Hawks, in back-to-back dopo la gara casalinga contro Charlotte, hanno già blindato il quinto posto a Est - l'eventuale tiebreaker con i Bucks li favorirebbe - così da incontrare i Wizards al primo turno e, forse, finire dalla parte di tabellone opposta rispetto a quella di Cleveland. Sarà importante vedere se Atlanta risentirà del back-to back dopo la gara casalinga contro Charlotte.
Per i Pacers, per centrare la vittoria più importante dell'anno, sarà decisivo il rendimento di Paul George, che nel solo mese di aprile sta viaggiando a 33 punti di media con il 54% dal campo. Sarà interessante la lotta sotto le plance tra Howard e Turner, che potrà costringere l'ex Magic ad uscire spesso dall'area nelle situazioni di pick and pop. In generale, saranno importanti
i numeri a rimbalzo si entrambe le squadre, soprattutto per Indiana, che ha 48.6 di rebound rate (solamente quattro squadre fanno peggio).Gli Hawks dovranno essere bravi a non calare d'intensità, come invece gli è accaduto in più di un'occasione, rimanendo aggressivi in difesa e lucidi in attacco ed evitando di fare entrare emotivamente in partita Lance Stephenson, in grado di fare la differenza su entrambi i lati del campo e, soprattutto, di dare vigore ed entusiasmo ad una squadra poco continua e non sempre "cattiva" sul parquet.
Sarà cruciale il rendimento in post di Millsap, così come le penetrazioni di Schroeder, molto bravo a creare gioco con il pick and roll centrale con lo stesso Howard, ma anche a concludere al ferro e a scaricare sul perimetro:

Da parte sua, Indiana dovrà partire concentrata fin dall'inizio, sfruttando il movimento senza palla di George - letale sui tagli esterni e in uscita dai blocchi, ma anche in grado di segnare in qualsiasi tipo di situazione - evitando di far giocare troppo insieme Ellis e Teague, che nel corso della stagione hanno dimostrato di essere poco compatibili. Altro snodo fondamentale del match sarà la percentuale con il tiro da tre punti: Indiana viaggia con il 37.6% - soltanto Spurs, Cavs e Warriors fanno meglio - Atlanta con il 34.2% (23esima, con Hardaway a fungere da "variabile impazzita" in tal senso). Gli Hawks dovranno fare la differenza soprattutto in difesa, dove sono quarti per efficienza difensiva, mentre i Pacers sono solamente 19esimi (106.5 punti subiti ogni 100 possessi), anche e soprattutto a causa della scarsa comunicazione che li ha caratterizzati frequentemente da ottobre a oggi.

Miami vs Washington

Trust the culture: in queste tre parole c'è tutto, o quasi, della versione dei Miami Heat 2016/2017, che si giocheranno in casa contro i Washington Wizards la possibilità di continuare a sperare di qualificarsi per i playoff.
Alla Triple A è tutto pronto per la partita più importante dell'anno dei Miami Heat, opposti nuovamente agli Wizards, già certi del terzo posto e sconfitti al fotofinish sabato notte.
Nella partita di lunedì contro Detroit, coach Brooks ha voluto far riposare John Wall e Otto Porter e non è da escludere che farà lo stesso anche in questa occasione, magari facendo la stessa cosa anche con altri (leggasi Beal).
Non è ancora chiaro se Miami utilizzerà, anche solo per pochi minuti, Waiters, Babbitt e McRoberts, che in teoria sono tornati disponibili già da un paio di giorni, ma che probabilmente non sono ancora pronti a scendere in campo. Probabilmente Miami cercherà di entrare molto in area, sia con Dragic, magari iniziando l'azione con un pick and roll con Whiteside, che con James Johnson, molto bravo ad attaccare dal palleggio e il cui strapotere fisico è stato importantissimo anche nella gara di sabato, come emerso nell'azione decisiva, quando è entrato in area con irrisoria facilità a poco più di 10 secondi dalla fine. 

Sarà decisivo il contributo della panchina di Miami (Tyler Johnson - cruciale nel supplementare contro Cleveland - e Ellington su tutti), che quando produce meno rispetto a quella degli avversari ha un record di 8 vinte e 18 perse. Altrettanto importante sarà il rendimento dall'arco - gli Heat si sono aggiudicati 23 partite su 31 quando hanno tirato con almeno il 40% dai 7,25 m - così come lo sarà la shot selection dalla distanza, forzando il meno possibile e muovendo la palla come sanno fare come poche squadre nella NBA, costruendosi ottimi tiri grazie a penetrazioni che creano piccoli e preziosi vantaggi, ma anche con skip pass che "allargano" il campo e coinvolgono tutti i cinque giocatori in campo, soprattutto i quattro fuori dall'area.

Washington, soprattutto se non dovesse avere a disposizione Wall, avrà bisogno di una grande prestazione in difesa da parte di Oubre Jr, in ascesa negli ultimi mesi, e di un apporto offensivo importante da parte di Morris, che in post basso è in grado di essere letale. Sarà cruciale anche il duello tra Whiteside e Gortat: sabato HW ha disputato una delle migliori partite della sua carriera, mostrando miglioramenti importanti sul lato tecnico e una durezza fisica e mentale da grande giocatore. Ciò nonostante, la stanchezza potrebbe farsi sentire e i Wizards potrebbero attaccarlo, soprattutto costringendolo ad uscire su un pick and roll alto con Gortat, uno dei migliori bloccanti della Lega. Come sempre, una parte essenziale sarà costituita dalla difesa, con Washington che ha dimostrato più volte di avere delle lacune in tal senso (ad esempio, poca attenzione sui tagli esterni), mentre Miami lo scorso weekend è stata bravissima con il proprio back court ad ingabbiare gli esterni, concedendogli pochi tiri non contestati - specialmente a Beal - con Josh Richardson protagonista di una prestazione memorabile. Le possibili assenze e la mancanza di stimoli potrebbero facilitare il compito di Miami, che però non è completamente padrona del proprio destino.

Insomma, la tavola è apparecchiata per una grande notte NBA: per alcune sarà l'ultimo valzer, per altri sarà solo il preludio al piatto forte della stagione che sta per arrivare.