NBA Playoffs: Trionfa Golden State, ma questa Portland è un osso duro (121-109)

Gara in equilibrio per tre quarti. Lillard e McCollum tengono a lungo in scacco gli Warriors che però escono alla distanza e vanno a prendersi gara 1 sfruttando la classe cristallina dei propri uomini migliori nel corso dell'ultimo quarto.

NBA Playoffs: Trionfa Golden State, ma questa Portland è un osso duro (121-109)
NBA Playoffs: Trionfa Golden State, ma questa Portland è un osso duro

GOLDEN STATE WARRIORS - PORTLAND TRAIL BLAZERS 121-109

Golden State fa sua gara 1 all'Oracle Arena, sudando però le proverbiali sette camicie per domare Portland. Il backcourt delle meraviglie Lillard (34) e McCollum (41) referta 75 punti combinati, i Blazers tengono in scacco gli Warriors per tre quarti, prima di cedere l'onore delle armi a Curry e compagni nelle ultime battute della contesa, in cui la Rip City, per certi versi commovente, dimostra di aver terminato le munizioni delle proprie armi per continuare a far male agli avversari. Top scorer dei padroni di casa, Kevin Durant autore di 32 punti, impreziositi da 10 rimbalzi ed un 12/20 dal campo che simboleggia il totale recupero fisico dell'ex Thunder. Curry, ritornato su livelli eccellenti, da MVP, scrive a tabellino 29 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e tanta classe spruzzata a dismisura, a getto continuo, sul parquet di gioco.

Gara spettacolare, tra due squadre che come da previsione pongono maggiore attenzione alla fase offensiva piuttosto che alla difesa. I primi canestri d'alta classe di Damian Lillard e C.J. McCollum lasciano intendere che per Golden State sarà una serata lunga, e costellata da tante difficoltà. Steph Curry trova i canestri dall'arco dei 7 metri e 25 dal palleggio, Kevin Durant ubriaca i suoi marcatori in penetrazione, ma ad ogni tentativo d'allungo dei 'Guerrieri della Baia', risponde presente il terribile backcourt della Rip City. Tanto talento in campo, e tante magie. Punteggio alto, e pubblico dell'Oracle Arena in estasi. Draymond Green punisce le errate letture difensive degli uomini di coach Terry Stotts, e si sostituisce a Klay Thompson, l'unico 'Brother' che fatica ad entrare in partita, accusando più di un problema al tiro. Portland si affida a Dame Lillard che continuamente si butta dentro, collezionando falli su falli: proprio dalla lunetta rintuzza lo svantaggio sul finire del primo quarto e permette alla sua squadra di affrontare il primo riposo sul -4 (31-27).

Sul palcoscenico dei playoff, Lillard ci tiene a far vedere al mondo intero di avere la stoffa, la tecnica di un All Star, ed insieme al suo partner-in-crime C.J. McCollum tengono in scacco la franchigia vice campione NBA. Canestro dopo canestro: triple, jump-shot, o appoggi al tabellone in penetrazione, il risultato non cambia. La 'premiata ditta' della Rip City spaventa i padroni di casa, che mettono anche il naso avanti sul finire del secondo quarto, continuando a maltrattare la retina del canestro avversario. Solo le folate di Curry, autore di 4 punti di fila, permettono a Golden State di vivere l'intervallo lungo in parità, a quota 56. Dato irreale, i 48 punti combinati, alla pausa lunga, di Lillard e McCollum, i quali lasciano le briciole (8 punti) ai compagni di squadra.

Ritmi alti, vertiginosi, anche per l'intero secondo quarto. Ogni azione, su entrambi i lati del campo, si presta a milioni di considerazioni. McCollum in versione monstre continua a rimanere un rebus per la difesa di certo non ermetica degli Warriors, e quando anche il supporting cast della franchigia dell'Oregon accenna segnali vita con i canestri di Turner ed Harkless, Portland sembra addirittura dare l'idea di poter scappare via nel punteggio. Ciò non è nelle intenzioni di Durant e compagni che rispondono per le rime e piazzano il break di 10-0 con cui si spingono sul +8 (85-77). I Trail Blazers, però, vivono una serata in trincea, ancora Lillard, ancora McCollum, con il gentil sostegno di Connaughton, erodono il gap e riscrivono la parità all'ultima pausa (88-88).

Transizioni veloci, tiri dal palleggio, stoppate. Tanto spettacolo, con annesso pretto, genuino divertimento. Appena i Trail Blazers accusano un leggero passaggio a vuoto, Golden State ne approfitta piazzando agli albori del quarto periodo un parziale di 17-7 che rende realtà il vantaggio in doppia cifra in favore degli Warriors (105-95), che poi si dilata fino al +14 perchè in campo c'è una belva feroce che corrisponde al nome di Kevin Durant. ll fuoriclasse è on-fire, piazza il canestro dalla media in faccia alla difesa di Portland, mandando in visibilio i presenti dell'Oracle Arena ed apponendo una pietra tombale sulle velleità di rimonta della franchigia dell'Oregon, incapace di risalire la corrente. E' dunque il quarto periodo il territorio degli Warriors, il loro habitat naturale, insomma la different piste. Dopo aver consumato gli avversari per oltre 40' minuti di gara, il 'Super-Team' piazza la zampata decisiva al tramonto della contesa, lasciando con un pugno di mosche in mano i propri avversari che comunque escono dal parquet dell'impianto californiano con sulle spalle la consapevolezza di aver disputato una signora partita al cospetto della squadra più forte, completa, dell'intera lega.

GOLDEN STATE WARRIORS: Punti: Durant 32, Curry 29, Green 19; Rimbalzi: Green 12; Assist: Green 9;

PORTLAND TRAIL BLAZERS: Punti: McCollum 41, Lillard 34, Turner 12; Rimbalzi: Turner 10; Assist: Turner 4, Vonleh 4;