NBA playoffs, Warriors ancora imbattuti e a due passi dalle Finals

Dopo aver tirato un sospiro in sollievo in gara-1 contro gli Spurs, i californiani guardano ora al futuro con estrema fiducia: dieci vittorie su dieci partite giocate nei playoffs e una serie già indirizzata.

NBA playoffs, Warriors ancora imbattuti e a due passi dalle Finals
Clark, Livingston e West durante gara-2 contro gli Spurs. Noah Graham/NBAE via Getty Images

L'infortunio di Kawhi Leonard (fallo di Pachulia nel terzo quarto di gara-1 di Finale della Western Conference) potrebbe aver già rappresentato un turning point favorevole nella corsa al titolo dei Golden State Warriors. I californiani di Steve Kerr (ancora out, al suo posto in panchina Mike Brown), sono infatti ora avanti 2-0 nella serie contro i San Antonio Spurs di Gregg Popovich, dopo aver visto letteralmente le streghe nel primo atto dell'eliminatoria alla Oracle Arena. 

Green e Curry in gara-2 contro gli Spurs. Fonte: Espn

Strapazzati e dominati in lungo e largo domenica sera, in difficoltà tecnica e mentale, i Dubs erano a un passo da una sconfitta che avrebbe modificato nel profondo l'indirizzo della serie, mentre due giorni dopo si ritrovano comodamente in vantaggio, in attesa di piazzare la zampata decisiva nella trasferta texana. In gara-2 Golden State ha fatto tesoro degli errori del passato, non si è fatta sorprendere dall'organizzazione neroargento, e ha approfittato delle difficoltà tecniche e psicologiche per azzannare la partita sin dalla palla a due, come confermato da Kevin Durant, protagonista dell'inizio favorevole dei padroni di casa: "Stavolta dovevamo essere noi i primo a sferrare un colpo - le parole di KD, riportate da Chris Haynes di Espn - non potevamo concedere agli Spurs di cominciare come avevano fatto in gara-1. Dovevamo essere noi gli aggressori". Detto, fatto, perchè già dal primo quarto i Warriors hanno posto le premesse per una larga vittoria, difendendo con ordine e compattezza e attaccando in maniera razionale, sfruttando la molteplicità delle armi a loro disposizione, mantenendo così aperta una striscia di dieci vittorie (su altrettanti incontri disputati nei playoffs). Portland, Utah e ora San Antonio si sono inchinate di fronte alla varietà dei californiani, apparsi come i designati vincitori dell'Ovest e prossimi finalisti NBA. Ovviamente soddisfatto anche Mike Brown, interim coach, che in conferenza stampa si è espresso sull'apporto dell'intera squadra, panchina compresa. Osservato speciale Patrick McCaw, il rookie che ha rimpiazzato l'infortunato Andre Iguodala: "Steve (Kerr, ndr) ha voluto inserire Patrick per Andre - le parole di Brown - e la mossa si è rivelata logica, soprattutto perchè dall'altra parte non c'era Leonard. Il ragazzo è salito di livello stasera, ma ne conosciamo le qualità: dà sempre tutto in allenamento". 

Kevin Durant e Steph Curry. Fonte:  Kyle Terada, USA TODAY Sports

Il principale protagonista della gara-2 dei Warriors è stato però Stephen Curry, tornato a medie e ritmi dell'ultimo biennio. Letale dall'arco, Curry ha guidato l'attacco di Golden State, mettendo a referto anche sette assist, in una prestazione praticamente perfetta sotto tutti i punti di vista: "Ci eravamo detti di partire forte - dichiara Steph - con molta più energia e con un concentrazione diversa rispetto a due giorni fa. Non potevamo replicare il primo quarto di gara-1 e infatti abbiamo eseguito in maniera decisamente migliore. Questi sono i playoffs, si sente nell'aria l'adrenalina del momento importante: se non si è eccitati a giocare adesso, meglio lasciar perdere. Sono soddisfatto del mio periodo di forma: sto giocando bene, sono aggressivo e ho grande fiducia in me stesso". Golden State potrebbe ora ritrovare anche coach Kerr, un'opzione lasciata lì proprio dal suo vice Mike Brown, che intanto torna sulla partita e sulle differenze con gara-1: "In gara-1 non siamo scesi in campo con il giusto senso di urgenza, quindi in questi giorni abbiamo voluto dare alla squadra il messaggio di essere aggressivi sin dalla palla a due. Oggi è andata bene, merito dei ragazzi, che non hanno sbagliato nulla, facendo l'esatto contrario rispetto a domenica". Ora la serie si trasferisce all'ombra dell'Alamo, e anche la cabala sembra non strizzare l'occhio agli Spurs: solo in un'occasione i neroargento hanno vinto un'eliminatoria dopo essere stati sotto 2-0. Accadde nel 2008 quando San Antonio la spuntò in gara-7 a New Orleans contro gli allora Hornets di Chris Paul. Per battere quattro volte in sei partite una corazzata contro Golden State servirebbe un altro miracolo di Popovich e, soprattutto, un Leonard tornato a pieno regime.