NBA playoffs, la delusione e la consapevolezza di James dopo l'harakiri contro i Celtics

LeBron James non nasconde la sua delusione per la sconfitta in rimonta in gara-3 contro Boston, ma spiega che il k.o. della notte della Quicken Loans Arena sarà salutare.

NBA playoffs, la delusione e la consapevolezza di James dopo l'harakiri contro i Celtics
LeBron James alla Quicken Loans Arena. David Liam Kyle/NBAE via Getty Images

Si ferma a tredici la striscia di vittorie consecutive nei playoffs dei Cleveland Cavaliers di Tyronn Lue. Dopo aver dominato per due partite e mezzo la serie di finale di Conference contro i Boston Celtics, i campioni in carica sono andati incontro infatti a una sconfitta in rimonta, stanotte sul parquet amico della Quicken Loans Arena. Un k.o. che poco cambia ai fini della qualificazione alle Finals, ma che genera comunque delusione tra i protagonisti in maglia vinaccia, in particolare in LeBron James, autore - per una volta - di una prestazione al di sotto delle sue clamorose potenzialità (11 punti, 4/13 dal campo, in 45 minuti di gioco). 

James in azione in gara-3 delle Conference Finals contro i Celtics. Nathaniel S. Butler/NBAE via Getty Images

Il Prescelto non nasconde l'amarezza per una gara-3 persa dopo essere stati avanti di ventuno lunghezze, e si assume la responsabilità di quanto accaduto: "Per me è stata una partita difficile, non c'è altro da dire - le dichiarazioni in conferenza stampa di James, riportate da Dave McMenamin di Espn - ho giocato male, e non solo nel secondo tempo. I miei compagni di squadra hanno fatto un gran lavoro a tenerci in gara, costruendo un bel margine di vantaggio. Io invece ho avuto una serata storta, è tutto ciò che ho da dire sulla mia performance". Un LeBron deluso e per certi versi aggressivo, che accusa i giornalisti "di fare domande solo quando la mia squadra perde", ma che sa bene che la serie è ancora nelle sue mani, nonostante l'orgoglio dei Boston Celtics: "Non hanno fatto niente di particolare nei miei confronti, se non raddoppiarmi un po' di più quando ero in post. Sono rimasti con il loro piano partita originario: ripeto, la mia prestazione è dipesa solo da me. Quanto accaduto fa male, è pur sempre una sconfitta in postseason, ma ci deve far capire cosa abbiamo fatto finora. E poi, meglio perdere oggi, in questo modo, che in un altro momento. Abbiamo un attimo alzato il piede dall'acceleratore, togliendo loro quella pressione a cui avevamo abituato tutti nelle prime due gare. Ora dovremo giocare meglio in gara-4. Bisogna passare da qualche difficoltà per arrivare al successo: se proprio doveva succedere, meglio che sia successo ora. Tutto questo ci consentirà di raggrupparci e tornare a giocare quella pallacanestro disperata che ci ha portato fin qui. La stessa pallacanestro che hanno giocato i Celtics oggi".

LeBron James in conferenza stampa. Fonte: Nathaniel S. Butler/NBAE via Getty Images

Cerca di minimizzare l'accaduto coach Tyronn Lue: "Anche LeBron è umano - dice l'allenatore dei Cavs - serate del genere possono capitare. Il lato positivo è che, nonostante non abbia tirato bene, eravamo avanti di venti punti". Non vuole sentire critiche nei confronti di James neanche Tristan Thompson: "Non mi interessano i numeri della partita di LeBron - dice il lungo canadese - è difensivamente che avremmo dovuto far meglio. Si parte sempre dalla difesa, dagli sforzi multipli, tutte cose che ricominceremo a fare a partire da gara-4, come tenere meglio gli uno contro uno, fare aggiustamenti e giocare duro".  In soccorso - semmai ce ne fosse bisogno - di James, giunge anche il coach dei Celtics, Brad Stevens: "E' un fantastico giocatore di pallacanestro, non egoista, ma unselfish, anche oggi ha fatto delle giocate pazzesche, assist che hanno condotto a un canestro o extra-pass che a loro volta conducono ad assist. E' il miglior giocatore al mondo. Non ho alcuna intenzione di criticarlo: non so che cosa dire, se non che è un giocatore meraviglioso". E forse ha ragione ancora una volta LeBron. La sconfitta della notte può essere salutare per Cleveland, squadra che tende a specchiarsi nelle sue clamorose capacità tecniche (e fisiche), divenendo persino arrogante nel suo dominio. Un k.o. come quello subito contro i Celtics in gara-3 può essere utile a comprendere come sia sempre necessario rimanere concentrati e continuare a muovere la palla in attacco e ad essere aggressivi in difesa. Meglio una sconfitta - verosimilmente indolore - all'interno di una serie già indirizzata, che scoprirsi nei guai alle Finals, quando il margine di errore sarà estremamente più ridotto.