Anche gara-2 delle NBA Finals è andata ai Golden State Warriors, e la brutta notizia per i Cleveland Cavaliers - oltre naturalmente all'essere sotto 2-0 - è che il k.o. è arrivato nonostante i campioni in carica abbiano giocato una buona partita, nonostante aver perso solo nove palle contro le venti degli avversari e nonostante i Big Three abbiano combinato per 75 punti. Come al solito, andiamo a puntare i riflettori su alcuni aspetti che sono saltati all'occhio dopo aver rivisto il video della partita. Stavolta ci concentreremo sulla straordinaria partita di Durant nella metà campo difensiva, sulla questione ritmo collegata anche a un primo e a un secondo tempo di LeBron neanche lontanamente parenti tra di loro, sulla difesa uno contro uno dei Warriors e sulla scelta difensiva di Cleveland su Draymond Green.

KD35, E LA 'D' STA PER 'DIFESA'

Tutti stanno, giustamente, esaltando la prestazione offensiva di Kevin Durant che, dopo la gara-1 da 38 punti, 9 rimbalzi, 8 assist e 0 palle perse, ha concesso il bis l'altra notte chiudendo con 33 punti, 13 rimbalzi, 6 assist, 5 stoppate e 3 recuperi. E proprio queste due ultime due categorie statistiche ci permettono di collegarci al lavoro che KD ha fatto nella metà campo difensiva, dove è stato a dir poco un fattore. Fondamentale la sua versatilità, che gli ha permesso di inserirsi alla grande nei meccanismi difensivi di Golden State che prevedono tanti cambi, e che gli permette di essere determinante anche quando porta un aiuto difensivo. Serviamoci come al solito delle clip per avere un'idea migliore di ciò di cui stiamo parlando, e iniziamo da quest'azione in cui Thompson difende su Irving e lo manda verso il centro (cosa che la difesa dei Warriors, come tutte le altre, di solito vuole evitare) per restargli sul fianco destro in modo da contestargli più efficacemente un eventuale tiro. Irving con un grande step-back crea separazione dal difensore e sembra poter tirare in tutta tranquillità, ma da dietro sbuca Durant che gli piazza la stoppata.

Qui KD si concede persino concesso il lusso di rubare palla dal palleggio a James!

In quest'altra situazione ruota con tempi perfetti dal lato debole per contrastare il roll di Frye, e lo stoppa.

In questo possesso invece abbiamo un blocco senza palla di Kevin Love per Korver, e l'uscita della guardia attira due difensori su di sè. La conseguenza è che Love può aprirsi in angolo ed è solo e gli viene recapitato il pallone. Durant però legge alla grande la situazione, e notate la posizione del corpo: è pronto per lo sprint perchè sa che altrimenti Love avrebbe un tiro aperto.

In quest'altra clip Durant fa un po' di tutto: inizia marcando James, e quando c'è l'hand-off tra il proprio uomo e Kyle Korver porta un piccolo aiuto volto a negare un'eventuale penetrazione della guardia dei Cavs, poi ritorna su James eseguendo un buon close-out ed evitando così di essere battuto sul primo palleggio, e infine va addirittura a stopparlo.

Può anche cambiare su Kyrie Irving, tenerne l'uno contro uno, contestare il tiro, e in aiuto stoppare il tentativo di schiacciata di Shumpert.

IL CALO DI LEBRON NEL SECONDO TEMPO E LA QUESTIONE DEL RITMO

Passiamo ora a parlare di LeBron James, che ha disputato un primo tempo superlativo ed un secondo in cui ha assunto un ruolo decisamente in secondo piano. Iniziamo dando delle cifre, prese da ESPN Stats & Info. Nel primo tempo, LeBron ha: 5 penetrazioni a difesa schierata, 8 possessi in transizione e 16 punti in area; nel secondo 0 entrate, 3 transizioni e 4 punti in area. E la stanchezza sembra l'unica risposta plausibile. A sostegno di questa tesi, un altro dato interessante che lo riguarda: finora sono 214 le partite di Playoffs disputate in carriera, e queste due gare di finale sono state giocate ad un ritmo più alto di tutte e 212 le partite precedenti. Per la precisione, il numero dei possessi medi delle 212 partite di Playoffs precedenti a queste Finals è 90.5, mentre in queste due gare all'Oracle Arena il pace è schizzato ad un incredibile 105.5. Del resto anche lui è umano, e a tutto ciò che fa in attacco si aggiunge anche il fatto che debba marcare Durant per lunghi tratti di partita. Nel primo tempo, James ha spinto appena possibile sull'acceleratore, andando a sfidare la difesa dei Warriors prima che potesse schierarsi e ottenendo per la maggior parte delle volte buoni risultati.

Thompson qui è costretto a ricorrere alle cattive per fermarlo ed impedirgli il gioco da 3 punti.

Pick&roll, si trova McGee davanti ma di pura forza va al ferro trovando il 2+1.

Qua siamo invece in transizione, Thompson prova a metterglisi davanti ma viene semplicemente spazzato via.

Appena supera la metà campo decide di attaccare, e va dritto al ferro senza problemi.

Situazione simile, sfrutta l'area libera per andare dentro a metterne altri due.

Tutto questo è successo nel primo tempo, mentre nel secondo tempo la storia cambia. E c'è anche un altra statistica che ci aiuta a cogliere la differenza, ed è la distanza media dei suoi tiri: nel primo tempo è stata di appena un metro, mentre dopo l'intervallo la cifra sale a 5 metri. E non bisogna capirne molto per realizzare che cambia decisamente tutto. Cosa fare, dunque? Abbassare il ritmo - che è ciò che molti pensano sia un presupposto fondamentale per avere chances contro Golden State - a costo di rinunciare a punti facili come quelli visti nelle ultime clip, ma in modo da avere un LeBron con più energie nel secondo tempo? Oppure rischiare di snaturare il proprio gioco (i Cavs hanno chiuso la regular season al settimo posto nel pace, con 98.7 possessi a partita) per togliere a Golden State una delle sue armi principali e aiutare così anche James? La risposta in gara-3.

LA DIFESA IN UNO CONTRO UNO DEI WARRIORS

Già dopo gara-1 abbiamo sottolineato l'ottimo lavoro di Golden State nelle situazioni di difesa individuale, dove i compagni non possono o non devono aiutare e il difensore sulla palla deve così contare solo sulle proprie forze. Vale la pena però far vedere qualche altra situazione di questo tipo che si è verificata in gara-2, dalla difesa su LeBron lanciato a tutta velocità...

... a quella su Irving.

E abbiamo assistito anche alla difesa, condita da stoppata finale con conseguente tripla di Thompson, di David West su Iman Shumpert.

LA SCELTA DELLA DIFESA: IGNORIAMO DRAYMOND GREEN

Infine, Cleveland ha riproposto la scelta radicale già vista nelle scorse Finals, ovvero di aiutare senza problemi con l'uomo di Draymond Green sui vari Curry, Durant e Thompson, scommettendo sulle percentuali dalla lunga distanza del numero 23 dei Warriors. Ad esempio qui Thompson si schiaccia nell'area per impedire che venga servito il rollante sul pick&roll, e quando la palla arriva nelle mani di Green non ha alcuna fretta nell'uscire a contestare il ritmo.

Anche in quest'altro possesso, stavolta in transizione, Thompson ignora totalmente Green per aiutare in area; J.R. Smith, chiamato ad una scelta, naturalmente sceglie di restare su Curry e concedere il tiro all'ala. E nessuno dei difensori fa neanche finta di voler andare a contestarglielo.

Stesso concetto, solo che stavolta a disinteressarsene è James.

Ancora Green con metri di spazio, e addirittura Shumpert, dopo che Green ha ricevuto, piuttosto che avvicinarglisi fa un altro passo verso Durant - come se Green non esistesse.

I Cleveland Cavaliers sono spalle al muro, contro una squadra che ha stabilito un nuovo record iniziando i Playoffs con 14 vittorie consecutive e che finora, escludendo gara-1 contro San Antonio, non ha mai seriamente sofferto.