NBA - Paul George, un 'mancato Warrior'

La possibile trade tra Pacers e Warriors è saltata per il parere negativo dei secondi che non hanno voluto lasciar partire Klay Thompson.

NBA - Paul George, un 'mancato Warrior'
Fonte foto: Brian Spurlock-USA TODAY Sports

Una delle trade che ha contraddistinto questa elettrizzante Free Agency 2017 è stato il passaggio di Paul George agli Oklahoma City Thunder, in cambio di Victor Oladipo e Domantas Sabonis che invece hanno compito il percorso inverso accasandosi ad Indianapolis. PG13 andrà a comporre con l'MVP Russell Westbrook un dynamic duo che permetterà ad OKC di poter competere ai vertici della Western Conference, almeno per un anno, poichè nell'estate 2018 George diverrà free agent ed il suo futuro è ancora sconosciuto.

A poche ore dalla sua presentazione in quel di Oklahoma City, arrivano degli incredibili retroscena su quella che poteva essere la nuova squadra dell’ex Pacers, con l'operazione che però si è arenata quasi sul nascere, non di certo per volontà della franchigia di Indiana. Ad oggi, Paul George sarebbe potuto essere un giocatore dei Golden State Warriors. A riferire ciò ci ha pensato Adrian Wojnarowski di ESPN, secondo il quale era stata imbastita una possibile trade che avrebbe spostato anche Klay Thompson, che avrebbe raggiunto Indy per accasarsi ai Pacers. Questa 'pazza' idea sarebbe stata respinta al mittente dal frontoffice degli Warriors, in quanto avrebbero giudicato incedibile la loro shooting guard.

Paul George di scena all'All Star Game. Fonte foto: OKC Thunder Twitter
Paul George di scena all'All Star Game. Fonte foto: OKC Thunder Twitter

Lo stesso PG13, ai microfoni di ESPN, ha dichiarato come la possibilità di trasferirsi ad Oakland, e raggiungere Steph Curry e Kevin Durant, sia stata piuttosto concreta: "Mi sarebbe piaciuto poter far parte di quel gruppo perchè avrebbe significato poter lottare per il titolo fin da subito, poichè Golden State è al momento la squadra più forte dell'intera lega. Penso che questa sia la cosa che più interessa a ciascun giocatore, cioè avere la possibilità di vincere. Ma ora sono un giocatore dei Thunder, sta nascendo un bel gruppo, competitivo, e possiamo divertirci. Per poter competere ad alti livelli c'è bisogno di un nucleo affiatato, con i singoli non si va da nessuna parte. Ero a conoscenza di questa possibilità, ma ora è meglio guardare al futuro e prepararsi bene alla prossima stagione".