NBA Media Day, Ben Simmons accende i Sixers: "Pronto a giocare da point guard"

L'australiano protagonista del Media Day di Philadelphia. Anche Joel Embiid si dice vicino al pieno recupero.

NBA Media Day, Ben Simmons accende i Sixers: "Pronto a giocare da point guard"
Markelle Fultz, Joel Embiid e Ben Simmons. Fonte: Tiwtter

L'alba di una nuova era per i Philadelphia 76ers. La franchigia della Pennsylvania, reduce da stagioni disastrose, caratterizzate da sconfitte in serie, può finalmente tornare a sperare in un futuro migliore, grazie ai giovani di grande talento messi a roster durante gli anni del tanking scientifico, secondo la formula "studiata" dall'ex general manager Sam Hinkie. E nel Media Day dei Sixers, tutte le attenzioni sono concentrate su Ben Simmons, l'australiano prima scelta assoluta del Draft del 2016.

Simmons, da molti paragonato a LeBron James, ha saltato l'intera stagione scorsa per una frattura al piede sinistro, occorsagli in preseason, ma ora si dice pronto per prendere le redini della squadra in campo, insieme agli altri giovani Joel Embiid, Dario Saric, Markelle Fultz e Jahlil Okafor. "Sono pronto a giocare senza restrizioni - dice il prodotto da Louisiana State University nel Media Day di Philadelphia - sono al 100%. Lo scorso anno è stato frustrante sin dall'inizio, ma allo stesso tempo ha rappresentato anche una grande occasione per me per imparare. Ora i medici mi hanno dichiarato pronto e a me non resta che lavorare duro in allenamento, giocare i cinque contro cinque e tornare ad essere quello che ero prima dell'infortunio. Anzi, un giocatore molto migliore. Sono arrivato negli Stati Uniti all'età di quindici anni, e nessuno sapeva chi fossi. Ecco, ora mi sento nella situazione di chi è tornato a quel punto e ha tutto da dimostrare, anche a se stesso. E' bello, non vedo l'ora di iniziare". Quale ruolo per un giocatore che secondo gli addetti ai lavori può occupare tutte le posizioni del campo? "Giocare da point guard mi viene naturale - dice Simmons a proposito di un suo impiego da playmaker, quasi da point forward - coach Brett Brown è il primo allenatore che finalmente mi darà questa opportunità. Evidentemente vede qualcosa di particolare in me. Io stesso credo nelle mie potenzialità e credo di poter riuscire a giocare anche in quella posizione. Non ci sono molti giocatori che possono marcarmi dal palleggio per tutta la lunghezza del campo. Il più delle volte diventerà un mismatch per gli avversari".

Parole al miele anche per Markelle Fultz, prima scelta assoluta all'ultimo Draft, definito "un gran giocatore e un buon amico. La nostra intesa sta migliorando di giorno in giorno sia dentro che fuori dal campo, e penso proprio che diventerà una fattore per i successi della nostra squadra". Presente al Media Day anche il presidente operativo dei Sixers, Bryan Colangelo: "Ben Simmons ha tutte le carte in regola per essere un grandissimo giocatore - le sue parole - il solo fatto che ora sia pronto per tornare a giocare a pallacanestro è un successo per tutti noi. Avere Simmons e Fultz dalla stessa parte non sarà diverso da ciò che è accaduto lo scorso anno: abbiamo molti candidati al premio di rookie of the year, cercheremo di trovare un equilibrio con i nostri giovani. C'è tanto talento, è quasi scorretto nei confronti dell'allenatore, che potrebbe avere dei problemi nelle scelte, ma speriamo che tutti i ragazzi guardino a questa esperienza come a un'opportunità per mettere il gruppo e il team davanti a tutto il resto e sacrificarsi per ciò che è necessario fare per renderci una miglior squadra di pallacanestro". Ottimista anche Joel Embiid, il camerunese delle meraviglie reduce da un intervento chirurgico al menisco del ginocchio sinistro: "Tutto sembra andare per il meglio - dice Embiid - gli esami a cui mi sono sottoposto recentemente indicano che la riabilitazione procede bene. Penso di poter essere pronto per la palla a due dell'opening night della regular season". Un Embiid che non vuole sentir parlare di critiche: "Ho letto quello che si dice in giro su Twitter, non sono cose che mi danno fastidio, anzi mi piacciono, mi rendono migliore. Adoro vedere la gente dire che non ce la farò, mentre invece lavorerò duro per mostrare a tutti di cosa sono capace, dalla prossima partita o da quando sarà possibile".