NBA, Tristan Thompson accetta la sfida: "Sarò il sesto uomo dell'anno"

Il lungo canadese pronto a una stagione in cui uscirà dalla panchina: "Accetterò il mio nuovo ruolo, anche se alla fine conta finire le partite, non iniziarle".

NBA, Tristan Thompson accetta la sfida: "Sarò il sesto uomo dell'anno"
Tristan Thompson. Fonte: Cleveland Cavaliers/Twitter

Da pilastro del quintetto base dei Cleveland Cavaliers a giocatore di rotazione e soprattutto di energia della second unit. E' questo il destino di Tristan Thompson, che nelle ultime stagioni ha contribuito ai successi della franchigia dell'Ohio, con tre apparizioni consecutive alle NBA Finals e un titolo vinto (tutte serie contro i Golden State Warriors). Gran rimbalzista, soprattutto offensivo, ora Thompson è atteso a un'annata in cui partire dalla panchina, come preannunciato dal suo allenatore Tyronn Lue.

Spaziature offensive e un roster in cui gli esterni sono davvero in tanti (Derrick Rose, Isaiah Thomas, J.R. Smith, Dwyane Wade, Cedi Osman, Jeff Green e soprattutto Jae Crowder, candidato a una maglia da titolare da numero quattro) spingono lo staff tecnico dei Cavs a una soluzione semi-estrema, d'altronde in linea con le tendenze tecniche dell'intera NBA. Ma Thompson sembra già aver accettato di buon grado il suo declassamento, secondo quanto rivelato proprio dal suo allenatore Tyronn Lue: "Tristan è stato una grande parte di ciò che abbiamo fatto in questi anni - le parole del coach, riportate da Dave McMenanim di Espn - e continuerà ad esserlo. Mi è dispiaciuto avergli dovuto parlare di tutto ciò, ma ha risposto alla grande. E' stato fenomenale, mi ha detto che avrebbe fatto qualsiasi cosa mi servisse, e che a questo punto competerà per il premio di sesto uomo dell'anno. Quando si hanno conversazioni di questo tipo, in genere non vanno molto bene. Ma invece lui è stato straordinario. Sono già soddisfatto di quanto visto con il nuovo quintetto durante questa prima settimana di training camp, è uno schieramento che ci consente di spaziarci meglio sul campo. Kevin Love è un gran passatore, i lunghi avversari saranno costretti a marcarlo sul pick and roll e James o Rose, permettendo a questi ultimi di fare le loro giocate. Penso che in questo modo sarà più difficile contenerci. Siamo già contenti del nuovo sistema". Un sistema che verrà testato sin dall'esordio in preseason, contro gli Atlanta Hawks, che non vedrà in campo LeBron James, k.o. per una distorsione alla caviglia sinistra, conseguenza di una caduta in allenamento sul piede del giovane turco Osman.

Senza James, Lue ha già preannunciato quale sarà il quintetto che partirà dalla palla a due contro Atlanta: Kevin Love, Jae Crowder, Dwyane Wade, J.R. Smith e Derrick Rose. Sarà dunque Wade a prendere il posto dell'amico e sodale LeBron, mentre non è ancora chiaro se l'ex giocatore di Chicago e Miami partirà dalla panchina in regular season, o se invece sarà in campo subito per Smith. Dovrà invece abituarsi al ruolo di uomo della second unit lo stesso Thompson, che sembra ora abbracciare quasi con entusiasmo le novità del training camp di Cleveland: "Vorrà dire che lotterò per vincere il riconoscimento di sesto uomo dell'anno - le sue parole - alla fine ciò che conta è giocare duro. Non mi sono ancora calato completamente nel mio nuovo ruolo, ma penso che quando esci dalla panchina magari hai un obiettivo più limitato. Sento che che con la second unit che abbiamo a disposizione, e con l'energia che ci metterò, sarò comunque in una gran bella posizione, in particolare se dovessimo vincere. Ho capito subito cosa il coach avrebbe voluto dirmi quando è venuto parlarmi: gli è risposto che non sono il tipo di giocatore di cui deve preoccuparsi. Sono uno che pensa prima alla squadra, capisco che conta vincere: l'importante è riuscirci, che uno parta dalla panchina o meno. E poi secondo me non conta chi parte in quintetto, bensì chi è in campo nel quarto quarto e chi finisce le partite. Perciò non sono preoccupato. L'ultima volta che sono partito dalla panchina, abbiamo poi vinto il titolo a giugno...".