NBA - Golden State cade a Memphis, ok Houston e Miami

I Grizzlies sorprendono i campioni in carica con una prestazione pazzesca di Gasol (34+14) e tante polemiche. Miami supera Indiana dopo aver rischiato la rimonta nel finale mentre i Rockets passeggiano contro Dallas.

NBA - Golden State cade a Memphis, ok Houston e Miami
Mario Chalmers e Stephen Curry - Fonte immagine: www.twitter.com/NBA

Il Saturday night NBA è stato a dir poco sorprendente. Intanto però, partiamo dalle certezze: Houston domina contro i Mavericks grazia ad un Harden da 29 punti che chiude il match nel primo tempo. Per gli avversari ci sono soltanto i 38 in coppia di Ferrell e Barea, ma senza mai impensierire i razzi texani. Con 23 punti di Dragic tengono botta anche gli Heat di coach Spoelstra, che restano avanti quasi tutta la partita e nell'ultimo quarto permettono ai Pacers di avvicinarsi e per poco non trovare la vittoria. Molto accesa anche la partita al FedExForum di Memphis, dove Durant e compagni sbattono contro il muro orchestrato da Fizdale. Gasol è mostruoso con 34 punti e 14 rimbalzi, per i Warriors invece ci sono i 37 di un ottimo Curry che però viene espulso nel finale, così come il compagno Kevin Durant, che nonostante i 29 punti e 13 rimbalzi conduce una partita troppo incostante e disattenta.

Houston Rockets - Dallas Mavericks 107-91

Il match ha poco da dire già dell'inizio vista la grande differenza fra le due squadre. Houston parte subito bene con Gordon prima e con Harden poi, che soltanto nel primo quarto realizza 12 punti che valgono un primo vantaggio di 13 lunghezze. Dallas chiaramente non può reggere il ritmo avversario e subisce anche le incursioni di Black e Nenè. Barea è l'unica ancora di salvataggio dei suoi con il tiro da tre punti ma Harden monopolizza l'attenzione segnando qualsiasi tiro. Nel secondo quarto il distacco lievita ancora di più fino ad arrivare al 39-62 di fine primo tempo.

Lo spartito non cambia nel secondo tempo con Gordon che apre con un 6-0 mentre i Mavs fanno tantissima fatica a trovare il canestro. Il terzo quarto in particolare è dominato dalla presenza dei lunghi dei Rockets, con Capela e Nenè che vengono pescati sempre con i giusti tempi dal passatore. Barnes indovina qualche canestro ma essere sotto di 34 a fine terzo quarto non è certo facile da digerire. L'ultimo periodo ha ancora meno da dire ma gli ospiti riescono a ingranare col tiro da tre punti del buon Yogi Ferrell e di Clevell, così da rendere meno pesante la sconfitta. Tanti minuti anche per le seconde linee che concludono sul puenggio di 107-91.

Miami Heat - Indiana Pacers 112-108

Buona la partenza dei padroni di casa che prendono in mano il match con Waiters e Dragic ma nel corso del primo quarto non riescono a contrastare Sabonis e Jefferson, che vanno a canestro con continuità. Proprio negli ultimi minuti Indiana rimette in pari le cose e riesce persino a portarsi avanti di cinque punti dopo i primi dodici minuti. Miami firma il primo parziale importante di 13-0 a metà del secondo quarto, soprattutto grazie a Kelly Olynyk e Richardson, mentre Indiana non trova sbocchi in attacco ed entra in crisi. Bene anche Johnson per gli Heat che fissa il risultato con un tapin sul 63-50.

Ad inizio del secondo tempo si segna parecchio da entrambe le parti ma a cogliere l'occasione sono ancora gli Heat, grazie ad un Goran Dragic a dir poco scatenato. Il vantaggio degli uomini di Spoelstra tocca anche i 20 punti ma Jefferson e Oladipo rimettono Indiana in carreggiata negli ultimi due minuti riportandosi a -15. Nell'ultima frazione di gioco i Pacers rientrano in campo molto più aggressivi e convinti ma Miami regge il colpo con alcuni tiri da tre punti fondamentali di Ellington e Richardson. Il parziale però non tarda ad arrivare e con un 11-2 orchestrato in gran parte da Sabonis il match è improvvisamente riaperto a un solo minuto dalla conclusione. La palla che scotta va nelle mani di Waiters e poi di Dragic che non tradiscono le attese, rimettono due possessi fra i due team e regalano la vittoria agli Heat dopo la serie di tiri liberi che chiude definitivamente il match.

Memphis Grizzlies - Golden State Warriors 111-101

Golden State inizia da subito a soffrire la difesa ostica dei Grizzlies, ma riesce comunque a muovere bene la palla e i vari Curry e Durant possono approfittarne. I padroni di casa non mollano e rimangono aggrappati, fino ad allungare di quattro punti alla fine del primo quarto grazie a un redivivo Tyreke Evans. Il problema principale degli ospiti però sono i quattro falli di Curry raggiunti già nel secondo periodo, costringendo Kerr a cambiare diverse cose. Positivo l'ingresso di Dillon Brooks dalla panchina che regala canestri importanti mentre Durant prende tanti (troppi) tiri, sbagliandone la maggior parte anche dalla lunetta. Nonostante tutto, il punteggio rimane contenuto grazie a un parziale finale firmato da Thompson che avvicina i suoi a soli 5 punti.

Il secondo tempo di Memphis è quasi perfetto, dato che ristabilisce il vantaggio già da subito stringendo alle corde Golden State. Gasol è il mattatore e se ad esso si aggiungono anche tre contropiedi puliti, i Grizzlies sfiorano il +20. Curry è l'unico che segna con continuità ma il suo quinto fallo (peraltro molto ingenuo) lo costringe ancora alla panchina e Marc rilancia i suoi dalla lunetta. Ottimo l'impatto di Jarell Martin con la sua energia in entrambe le fasi di gioco. Si arriva all'ultima frazione di gioco con 17 da recuperare per GSW e Durant finalmente riesce ad accorciare le distanze a sole nove lunghezze. Si segna poco da ambo i lati e questo favorisce Memphis con un Conley decisivo ma gli otto punti di vantaggio a 2 minuti dalla fine non sono rassicuranti. A chiuderla ci pensa Marc Gasol dopo una marea di proteste (spesso giustificate) di Green e della panchina. Negli ultimi secondi però, Curry si lascia andare dopo un fischio mancato della terna arbitrale e lancia il suo paradenti, beccandosi il tecnico e conseguente sesto fallo; stesso destino per Durant che deve aver detto qualche parola di troppo e accompagna il numero 30 negli spogliatoi, per ragionare su questa brutta sconfitta.