Arsenal, i segnali da Stamford Bridge
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Arsenal, i segnali da Stamford Bridge

Buon 0-0 sul campo di una diretta concorrente per i Gunners, apparsi in palla e più freschi. Wenger ha trovato l'undici titolare, ma il vero attacco si vedrà probabilmente solo a Novembre.

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Giorgio Dusi

Dopo cinque anni di rovinose sconfitte, l'Arsenal esce da Stamford Bridge con punti in tasca. Uno solo, per la verità, ma da dopo la stagione 2011/12 (clamoroso 3-5 con un van Persie infuocato) il derby di Londra nella tana blue sorrideva sempre al Chelsea. Lo 0-0 maturato ieri ha un sapore agrodolce per la banda di Wenger, perché se è vero che strappare un risultato positivo in trasferta contro una big è sempre un affare, meno lo è pensando che l'occasione più ghiotta della gara è stata sul piede di Aaron Ramsey.

Il primo quarto d'ora sembrava in realtà promettere poco di buono per l'Arsenal, svegliato poi da una triangolazione sulla destra, dove Bellerin ha finalmente trovato il passo, con un colpo di testa largo di poco di Welbeck, volato in cielo per raccogliere il cross. A quel punto la partita è cambiata in positivo, Courtois ha dovuto mettere le mani su un paio di conclusioni e i Blues si sono spenti alla distanza, riaccesi soltanto dalle intuizioni dei campioni - Fabregas nel primo tempo, Hazard nel secondo. La difesa ospite ha però retto l'onda d'urto, rimediando al fischio finale un pregiato clean sheet che mancava in un big match in trasferta dal 18 gennaio 2015 (0-2 all'Etihad contro il Manchester City).

La difesa a tre non sembra ancora a tutti gli effetti nella natura dell'Arsenal, ma allo stesso tempo sembra la soluzione provvisoria più efficiente e che offre maggiori garanzie dietro, lasciando anche più margine di manovra ai centrocampisti. Le incursioni di Ramsey sono state in questo senso fondamentali: ogni volta che il gallese si è staccato dalla linea, la difesa di Conte ha faticato a leggere il movimento, soprattutto perché i tre davanti hanno tenuto impegnato il reparto, nonostante una prestazione un po' incolore di Lacazette, quasi sempre anticipato da David Luiz. Tra gli avanti mancavano però Ozil ed Alexis, il primo acciaccato, il secondo in ritardo di condizione.

Le due superstar in scadenza 2018 (solo il tedesco sembra abbia possibilità di rinnovo) sono certamente destinate a riprendersi in pianta stabile il posto da titolare nei prossimi giorni, complice anche l'infortunio di Danny Welbeck rimediato proprio ieri. Lacazette deve invece abituarsi ad un nuovo campionato, ad una nuova squadra e a uno stile di gioco differente, ed è normale che la fase di rodaggio si prolunghi per qualche settimana. L'impressione è che la miglior versione della punta francese si vedrà a novembre, quando avrà carpito ogni aspetto della Premier League. Nel frattempo il bottino di due reti - di pregevole fattura - è già un buon punto di partenza.

La stagione dell'Arsenal si dovrà costruire mattoncino dopo mattoncino, ma per i Gunners partire senza aspettative - dopo un'estate a dir poco travagliata - non è un male, tutt'altro. Ieri si andava verso l'ennesimo massacro (dopo lo 5-0 di Anfield), trasformato invece in un pareggio ed in una partita giocata ad armi pari. Non migliora la classifica, ma il morale sì, senza contare che si può cancellare dal calendario un'altra trasferta a dir poco ostica dopo sole cinque giornate. Piccole cose necessarie per far tornare grande l'Arsenal.

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