Champions League, Zidane: "Parigi ambiente caldo, gioca chi è al 100%"

Champions League, Zidane: "Parigi ambiente caldo, gioca chi è al 100%"

Il tecnico transalpino parla alla vigilia della gara di ritorno degli ottavi di Champions: "Ambiente caldo, ma conta il campo. Di Maria? Avrà motivazioni extra. Sono tutti pronti a giocare, non schiererò chi non sarà al 100%".

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Andrea Russo Spena

Il momento della verità, atteso in maniera spasmodica dall'intero madridismo, è sempre più vicino. Domani sera, nella cornice del Parco dei Principi, il Real Madrid di Zinedine Zidane sfiderà il Paris Saint-Germain di Unai Emery nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League. All'andata i merengues si sono imposti 3-1, ma questo doppio confronto si è trasformato in un crocevia della stagione merengue, fuori dalla Copa del Rey e lontanissima dal Barcellona in Liga.

Zinedine Zidane torna in Francia per la prima volta da allenatore, e il suo destino potrebbe essere legato proprio ai novanta minuti di domani, nonostante il tecnico della Casa Blanca provi a spostare l'attenzione sul campo: "Venire qui è sempre un piacere - le sue parole in conferenza stampa, riportate dal quotidiano AS - non vengo spesso, ma è speciale. Sono qui con il Real Madrid, per giocare una partita di calcio, e la cosa più importante è ciò che faremo domani. La mia situazione personale non conta, mentre è importante essere pronti a fare una gran partita contro il PSG, che farà il possibile per complicarci la vita e provare a eliminarci. Mi aspetto di assistere a un bell'incontro di calcio. Sappiamo che l'ambiente sarà caldo, ma il campo è il campo. Siamo abituati alla pressione: dobbiamo pensare solo alla partita, a giocare undici contro undici con un arbitro che farà il suo lavoro. Dobbiamo pensare unicamente al nostro gioco. Sappiamo che tipo di ambiente si crea quando gioca il Real Madrid, ma conta solo il campo". Zidane fa poi appello alla concentrazione dei suoi: "Siamo tutti pronti, per questo motivo ho convocato tutti. Quello di oggi è l'ultimo allenamento prima di una grande partita. Siamo concentrati e preparati". Difficile attendersi un Real che speculi sul risultato dell'andata, in virtù anche delle difficoltà difensive della Casa Blanca: "Non incassare gol? Non si può controllare una cosa del genere. Anche se dovessimo segnare per primi, non cambierebbe nulla. Dobbiamo essere preparati agli imprevisti, favorevoli o contrari che siano. Dovremo giocare un gran match per novanta minuti, forse di più. E' l'unica cosa a cui pensare. Soffriremo, ma giocheremo a calcio. Questa non è una finale, è una gara di ritorno di ottavi, per qualificarsi ai quarti. Sappiamo dell'importanza della partita, ma siamo abituati".

Il PSG non avrà a disposizione Neymar, fuori causa fino a fine stagione: al suo posto, Angel Di Maria, altro fuoriclasse che ha giocato e vinto con la maglia del Madrid: "Cambia tutto e niente. Sono giocatori diversi, per noi non cambia nulla perchè ci sarà un giocatore con delle motivazioni extra, pronto a giocare una gran partita. Forse in alcuni momenti cambierà qualcosa, ma a livello di motivazioni non ci sarà nulla di diverso. Conosciamo molto bene Di Maria, è un giocatore spettacolare, ha fatto la storia del Real, può giocare in qualsiasi posizione, si muove molto bene, ha tiro, è rapido. Noi proveremo a mettere in campo una squadra che faccia la sua partita e che schivi le difficoltà che il PSG ci presenterà". Con Luka Modric e Toni Kroos appena rientrati dopo due settimane di infortunio, Zizou deve riflettere sulla formazione: "Non sarà l'undici più difficile da schierare della mia carriera, sono qui da due anni e ogni giorno è stato complicato scegliere, perchè tutti vogliono giocare. Scegliere fa parte del mio lavoro, lo farò domani. Non dirò certo ora chi giocherà. Ma devono essere tutti al 100%, non schiererò mai un giocatore al 70%. Tutti quelli che sono qui sono pronti per giocare". Sulla sfida come crocevia della stagione per entrambe le squadre: "Dopo la partita di domani una delle due squadre passerà un momento difficile, ma questo è il calcio e vale per entrambe. Noi guardiamo a noi stessi, dobbiamo giocare bene e riuscire a soffrire. Soffrire e giocare a calcio, è la cosa che conta di più".

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