Premier League - Il Manchester City ha ancora fame, travolto il West Ham: 1-4 all'Olympic Stadium
L'esultanza dei giocatori del City dopo il parziale 0-1 di oggi. | Manchester City, Twitter.

Vince ancora il Manchester City dei record, lo fa inguaiando un po' la situazione del West Ham nella 36esima giornata di Premier League. 1-4 e di fatto un no-contest in favore dei neo-campioni d'Inghilterra il risultato della gara di oggi all'Olympic Stadium, che ha visto i Citizens imporsi anche con un po' di fortuna già nei primi minuti della sfida. Poi il gol di Cresswell aveva dato vita ai suoi, ma la sconfitta è stata inevitabile nel secondo tempo: Moyes rimane legittimamente guardare alla zona retrocessione, distante solo tre punti. Guardiola invece proverà a sfondare il tetto dei 100 punti, dopo aver raggiunto quota 102 (sì, CENTODUE) gol segnati oggi in campionato (il record è fisso a 103). Di seguito il racconto del match.

Partiamo dalle formazioni iniziali. David Moyes conferma il suo 3-4-2-1. Adriàn è il portiere, spazio a Rice, Ogbonna e Cresswell come centrali. Zabaleta ed Evra sono i due laterali, coppia Kouyaté-Noble in mediana. Fernandes e Lanzini supportano Arnautovic in attacco. Pep Guardiola risponde col suo 4-3-3. Ederson sta fra i pali. La linea difensiva è composta da Walker, Otamendi, Laporte e Delph. In cabina di regia c'è Fernandinho, le mezzali sono De Bruyne e Gundogan. Sané, Gabriel Jesus e Sterling formano il tridente avanzato.

Come al solito gli ospiti scelgono un atteggiamento offensivo sin dai primi minuti del match, che li vedono prevalere sotto l'aspetto dell'aggressività. Sulla difensiva la controparte, che è anche sfortunata  a subire un gol di fatto alla prima conclusione concessa. Sterling apre per Leroy Sané, da sinistra verso destra, per il tiro a giro da poco più di venti metri del tedesco: il pallone andrebbe lento verso il primo palo, ma una deviazione di Evra di testa al limite dell'area beffa Adriàn, indirizzando la traiettoria verso l'angolo più lontano per lo 0-1. L'inerzia è tutta per i neo-campioni, che alzano il ritmo ma non trovano molti spazi, seppur mostrando una qualità superiore, mentre il confronto diventa via via più intenso.

La sfortuna colpisce ancora una volta gli Hammers prima della mezz'ora, cancellandoli definitivamente dal duello. Un'azione insistita, in cui c'era già stato un salvataggio a porta vuota, porta Walker a premiare la sovrapposizione esterna di De Bruyne, che da appena dentro l'area sulla destra mette il suo solito cross forte e teso, così facile da insaccare che lo fa Pablo Zabaleta, involontariamente, attuando al contrario la legge del gol dell'ex. L'autogol segna uno 0-2 fin troppo severo per i londinesi, che provano a reagire di nervi dopo che Sané viene fermato in uno-contro-uno da Adriàn. La gara improvvisamente alza il proprio tasso agonistico dopo uno scontro ai danni di Kouyaté (comunque non costretto ad uscire), e dopo alcune distrazioni degli Sky Blues arriva l'1-2, tramite una punizione dal limite. Aaron Cresswell pesca infatti l'angolo più lontano, scavalcando la barriera dal centro-destra con un'esecuzione precisa e rimettendo i suoi in gara al 42esimo.

L'atmosfera viene ulteriormente surriscaldata dal vivissimo pubblico dell'Olympic Stadium in avvio di ripresa. Ciò non basta però a far decollare i giocatori locali sulle ali dell'entusiasmo, anzi risulta sempre più evidente il distacco tecnico rispetto ai Citizens, che con padronanza e calma tornano a comandare la situazione e costruiscono l'1-3. Palla in profondità per Sterling al 52esimo, l'inglese entra in area ed appoggia per l'inserimento di Gabriel Jesus, freddo poi ad infilare Adriàn calciando alla propria destra, rasoterra. Lo stesso brasiliano poco dopo servirà in una situazione analoga l'assist per De Bruyne (che conclude largo), per poi aprire lo spazio in profondità per un movimento di Sterling, non abile però a battere Adriàn. È chiaro comunque che i Claret'n'Blues siano definitivamente crollati.

Per il poker è solo una questione di tempo. Lo sigla Fernandinho, poco dopo l'ora di gioco, con la solita azione: palla a Sterling (non in gol per sfortuna, ma comunque protagonista di una grande partita) sulla destra dell'area, tocco verso il centro dove il brasiliano calcia rasoterra una specie di rigore in movimento, con un tiro che anche se non angolatissimo non lascia scampo al portiere avversario. Il gol del poker è il 102esimo stagionale per i ragazzi di Guardiola in campionato, e ferma la loro furia: anche gli ingressi in campo di Moyes limitano tutto sommato i danni. Il ritmo si abbassa e le occasioni stentano ad arrivare per ambo le fazioni nel finale. La gara si spegne, perciò, sul parziale di 1-4.

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