Russia 2018 - La quasi-impresa iraniana
Russia 2018 - L'Iran sfiora l'impresa, non basta la compattezza - Twitter

Russia 2018 - La quasi-impresa iraniana

Gli uomini di Queiroz hanno giocato un mondiale basato su compattezza e solidità difensiva, ed è mancato pochissimo per eliminare una delle favorite al bersaglio grosso e conquistare l'accesso agli ottavi.

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Francesco Palma

Basterebbero le facce dei portoghesi al fischio finale di Iran-Portogallo a spiegare quanto la nazionale di Carlos Queiroz sia andata vicina al bersaglio grosso in questo mondiale sempre più sorprendente. I persiani si sono dimostrati una squadra tutt'altro che spettacolare ma tremendamente compatta, capace di soffrire e di tenere duro anche nei momenti più difficili del match. L'Iran ha resistito alla partenza sprint del Marocco, che nel primo tempo dell'esordio è sembrato poter portare a casa senza problemi i 3 punti, salvo poi cadere ai piedi del muro inscalfibile costruito da Queiroz. E' toccato poi alla Spagna, che ha risolto la questione solo grazie al solito Diego Costa in una partita dove ancora una volta è venuta fuori la solidità difensiva degli iraniani. Infine, la quasi-impresa con il Portogallo, imbrigliato per 90 minuti e capace di trovare il gol solo grazie alla magia di Quaresma, salvo poi rischiare addirittura l'eliminazione in un finale al cardiopalma.

Solidità e compattezza. L'Iran ha impostato le tre partite del mondiale sempre allo stesso modo: partire guardinghi, prendere le misure all'avversario e coprire con ancora maggiore attenzione sui loro punti di forza, capacità di soffrire e resistere nelle fasi di maggiore pressione, e infine creare poche occasioni ma efficaci con azioni semplici e ben calibrate, capendo sempre quando è il momento giusto per lanciarsi in avanti. E' il caso della prima partita contro il Marocco, dove nei primi 45' minuti i persiani hanno sofferto tantissimo le iniziative avversarie sulle fasce e la loro continua ricerca della profondità: nel secondo tempo invece Benatia&co. non sono riusciti a creare più nulla da quelle situazioni, per poi cadere nel finale sulla seconda occasione da gol creata dall'Iran in 90 minuti.

Un'altra peculiarità da non sottovalutare sta nella capacità di non perdere mai il controllo del match anche quando questo prende una piega diversa: contro la Spagna non è cambiato praticamente nulla dopo il gol di Diego Costa, l'Iran non si è mai disunito e ha continuato a giocare allo stesso modo, anche a costo di creare poche occasioni per il pareggio. Stessa cosa nel match di ieri sera, dove anche dopo il gol di Quaresma tutti hanno mantenuto la calma e hanno continuato a giocare come se si fosse sullo 0-0: poi il rigore parato da Beiranvand (apporto fondamentale il suo in questo mondiale) a Cristiano Ronaldo, con i portoghesi che perdono un po' la bussola e l'Iran che ne approfitta per rischiare il tutto per tutto. E' stata proprio la grande solidità difensiva e mentale a permettere agli uomini di Queiroz di sfiorare l'impresa e di stare attaccati alla qualificazione fino alla fine contro squadre sulla carta nettamente superiori.

Poche occasioni. Quello che è mancato è stato un po' più di mordente in attacco, anche se bisogna considerare che questo tipo di approccio alle partite era forse l'unico modo per potersi giocare la qualificazione in un girone del genere, ed è normale che un gioco come quello proposto dall'Iran sacrificasse buona parte delle soluzioni offensive. Dall'altro lato però va detto che gli iraniani hanno creato veramente poco: due soli tiri in porta contro il Marocco (e il gol-vittoria è stato infatti un'autorete), addirittura zero nel secondo match con le furie rosse, escludendo il gol annullato ad Ezatolahi. L'assalto finale ai campioni d'Europa ha invece dimostrato che la squadra di Queiroz un buon bagaglio offensivo ce l'avrebbe anche, e che poteva essere sfruttato meglio quando era possibile prendere qualche rischio in più.

Resta comunque il ricordo di aver sfiorato un'impresa storica, con una squadra che alla vigilia non partiva certamente favorita e che, anzi, sembrava destinata a terminare anche sotto al Marocco. L'impressione è che davvero non si potesse fare di più, e bisogna fare solo i complimenti ad una squadra che ha messo in crisi i campioni d'Europa e che si è giocata la qualificazione in un girone che alla vigilia sembrava improponibile. La cosa importante è adesso dare continuità al progetto e non lasciare che quella russa rimanga soltanto una bellissima parentesi: fra 6 mesi ci sarà infatti la Coppa d'Asia, dove dopo un mondiale del genere l'Iran entra di diritto tra le favorite.

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