Belgio, gioia all'ultimo respiro
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Belgio, gioia all'ultimo respiro

Sotto 0-2, gli uomini di Martinez la ribaltano in pieno recupero grazie ai cambi: quarti raggiunti, ma col Brasile servirà molto di più.

AlbertoZamboni
Alberto Zamboni

Prima la paura, poi il godimento. Il Belgio riesce a battere il Giappone solamente con un goal a pochi secondi dai supplementari completando una rimonta clamorosa che vale l’accesso ai quarti di finale.

Gara molto complicata per i Diavoli Rossi, che forse si aspettavano un avversario di livello inferiore a ciò che si è visto sul campo: primo tempo molto sottotono, con i nipponici ad andare vicini alla rete in due occasioni e con i fiamminghi macchinosi, tra la manovra ingolfata e diversi elementi poco brillanti – su tutti Mertens e Carrasco -; Lukaku viene servito poco e, quando succede, Yoshida e Shoji non gli lasciano nemmeno il tempo di respirare. La ripresa poi, comincia come peggio non potrebbe, con il vantaggio giapponese firmato da Genki Haraguchi – pessima nell’occasione la copertura di Vertonghen – ed il raddoppio di Inui nel giro di pochi minuti; il Belgio è anche sfortunato perché colpisce un palo sullo 0-1 con Hazard, ma per quel che la partita ha detto il risultato è pienamente meritato. L’ennesimo pronostico ribaltato in questa edizione del Mondiale sembra ormai cosa fatta, serve soltanto un colpo di fortuna per provare a rimettere tutto in discussione. Ed è proprio quello che accade al minuto 69, quando la testata di Jan Vertonghen, nel tentativo di ributtare in area il pallone, scavalca un impreciso Kawashima e riapre i conti. Roberto Martinez ci mette del suo, perché dalla panchina pesca i due jolly Fellaini e Chadli: il primo trova il punto del pareggio con un altro colpo di testa, il secondo firma il goal della vittoria al 94’ concludendo al meglio un contropiede perfetto.

Grande intuizione del CT – prima volta nella storia di un Mondiale che due subentrati mettono a segno entrambi una rete -, supportata però anche dall’inesperienza evidente del Giappone, che subisce un contropiede all’ultimo minuto da un calcio d’angolo a favore con un posizionamento completamente sbilanciato in avanti. Il prossimo avversario designato è il Brasile, e Martinez sa benissimo che quel che si è visto alla Rostov Arena non basterà: a centrocampo Witsel e De Bruyne non sono stati all’altezza della loro fama – lenti ed impacciati, imprecisi e poco incisivi -, Hazard e Mertens non hanno fornito il giusto supporto a Lukaku, sempre pressato e ben marcato. La difesa poi ha fatto acqua da tutte le parti, fra Alderweireld sempre in difficoltà si Inui, Kompany condizionato dalla scarsa forma fisica e Vertonghen disastroso nelle letture. Buono invece l’impatto dei due subentrati, con Marouane Fellaini subito nel vivo del gioco con la sua fisicità e con Nacer Chadli molto vivace sulla fascia sinistra. Probabile che contro i verdeoro il CT cambierà qualcosa, anche perché la Seleçao, oltre ad un tasso tecnico superiore, vince anche sul piano dell’esperienza: partire senza i favori del pronostico però può essere un vantaggio.

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