Russia 2018, una Svezia operaia e senza stelle tra le prime 8
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Russia 2018, una Svezia operaia e senza stelle tra le prime 8

La squadra di Andersson continua a stupire. Dopo aver fatto fuori Olanda, Italia e Germania gli svedesi attendono ai quarti l'Inghilterra.

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Mattia Dottavio

Ieri è bastato un tiro di Forsberg deviato da Akanji per piegare la Svizzera e approdare ai quarti, ma la Svezia è una delle sosprese più belle di questo mondiale. Dopo aver eliminato l'Olanda nel girone delle qualificazioni e l'Italia al playoff, gli svedesi hanno chiuso al primo posto nel raggruppamento iridato estromettendo i campioni in carica della Germania e hanno sconfitto appunto ieri la Svizzera assicurandosi il quarto di finale contro l'Inghilterra, dimostrando così di non essere per caso in Russia.

La squadra di Southgate dovrà fare attenzione, perché l'11 di Andersson è un gruppo compatto, tutti remano nella stessa direzione. Gli scandinavi non esprimono un gioco scintillante, ma sono "scomodi" per chiunque. La mancata convocazione di Ibrahimovic, unica star negli ultimi anni in nazionale, probabilmente ha maggiormente convinto i ragazzi di Andersson dei propri mezzi e la memoria riporta alla squadra di Svensson, ultima rappresentativa svedese a raggiungere i quarti ad Usa '94, che anzi riuscì ad arrivare al terzo posto. Anche quella squadra infatti non era composta da nomi altisonanti, e molti erano vecchie conoscenze della serie A. Come la nazionale attuale che ha come capitano e rigorista Granqvist, transitato al Genoa, a centrocampo Ekdal, ex Siena e Cagliari, senza dimenticarci di Helander e Krafth (attualmente al Bologna) e di Hiljemark (Genoa) e Rohdén (Crotone).

L'allenatore Andersson ha davvero tanti meriti tattici, ma da sottolineare è l'operato sulla testa dei giocatori. Li ha convinti dei propri mezzi e se spesso risulta arrogante nelle dichiarazioni («continuino pure a sottovalutarci se vogliono, noi abbiamo un piano preciso e lo seguiremo») sta avendo ragione. Il suo 4-4-2 tutto muscoli e corsa concede poco agli avversari, e grazie alle palle alte o agli inserimenti della seconda punta Berg o dei centrocampisti crea le occasioni che indirizzano la contesa. La Svezia ha sempre segnato in questo mondiale, spesso grazie anche a un pizzico di fortuna, con tiri deviati ad esempio. L'obiettivo è chiaro, ripetere l'epopea di USA '94. 

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