Mondiali, è l'ora dei quarti: l'analisi tattica di Uruguay-Francia

La solidità mostrata dalla squadra di Tabarez potrebbe far emergere i più grandi problemi dei Bleus, ma il problema principale della Celeste sarà superare lo scoglio dell'assenza di Cavani. La nostra guida strategica su una sfida equilibrata

Mondiali, è l'ora dei quarti: l'analisi tattica di Uruguay-Francia
I Bleus dopo la qualificazione ai quarti. | @equipedefrance, Twitter.

Uruguay-Francia sarà la gara d'apertura del programma dei quarti di finale dei Mondiali di Russia 2018. Una sfida interessantissima sotto ogni aspetto, da quello emozionale a quello della pressione, passando ovviamente per il filo conduttore più importante a questo livello, la tattica. Le due squadre hanno portato avanti i propri progetti senza grossi problemi finora, ma hanno anche mostrato dei limiti nelle quattro gare di questo torneo con cui si sono dovute scontrare.

Il tema fondamentale, presumibilmente decisivo nello svolgersi del match, riguarderà la scelta del saggio Óscar Tabárez per sostituire Edinson Cavani, nel caso in cui la sua indisponibilità venisse confermata. Nel 4-4-2 che rappresenta il piano A della Celeste, il Matador ricopre una serie di compiti fondamentali nell'occupare il fronte offensivo della squadra, tanto nella costruzione quanto nella rifinitura delle palle gol. L'infortunio rimediato contro il Portogallo potrebbe costringere la punta del PSG alla panchina, o comunque non gli permetterà di esserci al top per 90'; per una Nazionale come la sua, che non conta grandi alternative, è un bel problema. Il sostituto naturale sarebbe Cristhian Stuani, giocatore che però non sembra in grado di reggere né il livello qualitativo né quello atletico di una partita di questo livello, perlomeno quello che gli verrebbe assegnato in coppia con Suarez.

L'importanza di Cavani per l'Uruguay condensata in un unico gol.

Ecco quindi che tutto il popolo uruguaiano si chiede quale sarà la soluzione a questo problema, vista la centralità di questo ruolo per la resa dell'intero undici. Un'idea potrebbe essere inserire Giorgian De Arrascaeta nella formazione titolare, un trequartista dalla tecnica purissima ma non fortissimo fisicamente, che garantirebbe delle soluzioni diverse ma sicuramente un buon raccordo. Oppure si potrebbe pensare ad un cambio di sistema per un passaggio ad un 4-5-1 più difensivo e puntare anche sulla possibilità, nella parte finale della gara, di inserire proprio Cavani. Con Stuani invece il sistema resterebbe immutato, aggrappandosi di fatto a quelle che sono le certezze strategiche che hanno portato i sudamericani fra le prime otto del mondo e sperando di non sentire troppo la mancanza dell'ex Napoli.

Sono proprio quelle certezze la maggiore speranza di Tabarez, in contrasto alle prestazioni ancora un po' immature che i Bleus di Didier Deschamps esprimono. A lavori in corso in Russia il tecnico ha deciso di inserire in pianta stabile Giroud fra i titolari, ma la sensazione che continua a trasparire dai suoi è sempre la stessa. Quella di una squadra sì capace di non lasciare scampo agli avversari, però solo in campo aperto, quando si esalta la velocità di Mbappé, Dembelé e via così. Contro un avversario che certamente non libererà grandi spazi alle proprie spalle, potrebbero emergere nuovamente i limiti dei francesi in fase di costruzione, quelli dovuti all'eccessiva dipendenza dalle giocate di Pogba per trovare un varco verso i propri attaccanti. Senza contare quella tendenza alle disattenzioni ed ai leziosismi presente in gran parte della squadra, che specie contro un avversario così abile sul gioco aereo potrebbe pesare parecchio.

È semplice immaginare la stessa scena, con Godìn in area di rigore, contro una squadra che però difficilmente subirà un passivo di quattro gol.

È una sfida più dura di come potrebbe sembrare sulla carta, quindi, per la Francia. I transalpini dovranno essere bravi a sfruttare in proprio favore le proprie migliori armi, che risiedono quasi tutte dalla trequarti in su. In generale, difensivamente senza Cavani sarà difficile trovare soluzioni per fare male con costanza al pacchetto composto da Varane ed Umtiti. Come fatto durante la contro-rimonta con l'Argentina, quindi, la grande necessità sarà quella di cogliere i momenti della gara e sfruttarli al massimo, quando positivi. Bisognerà farlo mostrando un minimo di mestiere in più là dietro e contando su una batteria offensiva che tende a concretizzare tutto quello che viene creato dalla squadra o concesso dagli avversari.

L'Uruguay invece ha concesso solo un gol in tutta la manifestazione, peraltro per un errore in marcatura del proprio miglior difensore, e dovrà continuare a percorrere la via della solidità e del cinismo. Non è concessa nemmeno una minima disattenzione contro una fase offensiva di questo livello, contando anche sul fatto di avere alcune soluzioni comunque interessanti su cui contare. I colpi di Suarez, il cross da fermo, le risalite dal campo sfruttando le corsie laterali. Tutte certezze che dovranno dare vita ad una prova quadrata, di efficacia pura: l'obiettivo è superare i propri limiti. D'altronde per arrivare alle semifinali dei Mondiali bisogna essere speciali...