Il Portogallo vince al debutto in Nations League: André Silva stende un'Italia opaca (1-0)

Primo tempo a reti bianche, l'ex Milan fa gol a Donnarumma in avvio di ripresa (su un'ingenuità tremenda degli azzurri). Mancini nel finale si gioca il tutto per tutto, ma la solidità lusitana è impenetrabile: brutto avvio per i nostri nella neonata competizione UEFA

Il Portogallo vince al debutto in Nations League: André Silva stende un'Italia opaca (1-0)
La traversa colta dal Portogallo nel primo tempo. | @UEFAEURO, Twitter.
Portogallo
1 0
Italia
Portogallo: (4-2-3-1): Rui Patricio; Cancelo, Pepe, Dias, Mario Rui; William Carvalho (min. 86 Sergio Oliveira), Neves; Bernardo Silva, Pizzi (min. 74 Renato Sanches), Bruma (min. 77 Martins); André Silva. All. Santos
Italia: (4-4-2): Donnarumma; Lazzari, Caldara, Romagnoli, Criscito (min. 74 Emerson Palmieri); Chiesa, Cristante (min. 82 Belotti), Jorginho, Bonaventura; Immobile (min. 59 Berardi), Zaza. All. Mancini
SCORE: 1-0, min. 48, André Silva.
ARBITRO: William Collum (SCO). Ammoniti: Criscito (min. 42), Neves (min. 42), Chiesa (min. 58), Berardi (min. 70), Pepe (min. 90 + 4).
NOTE: Seconda giornata del gruppo A della Nations League 2018-2019: in campo all'Estadio Da Luz (Lisbona) c'è Portogallo-Italia. La sfida è iniziata alle ore 20:45.

Continua la striscia negativa per l'Italia nelle gare ufficiali (in cui non arriva una vittoria da oltre ottobre 2017). Nella seconda gara della propria Nations League gli azzurri sono stati sconfitti per 1-0 dal Portogallo campione d'Europa, con una rete di André Silva in avvio di ripresa a testimoniare comunque i meriti evidenti della Seleçao rispetto ai nostri. Dopo un primo tempo accettabile, nel secondo è mancata concretezza negli ultimi trenta metri alla squadra di Mancini, sconfitta meritatamente. Di seguito un breve racconto del match.

Per quanto riguarda le formazioni iniziali, Fernando Santos sceglie un 4-2-3-1 con Rui Patricio alla base. Cancelo e Mario Rui sono i terzini, Pepe affianca Dias al centro. William Carvalho e Neves stanno in mediana, con Bernardo Silva, Pizzi e Bruma tendenzialmente più sulla trequarti. André Silva l'unica punta. Roberto Mancini risponde con un 4-4-2 quasi speculare, Donnarumma è il portiere. In difesa largo a Lazzari, Caldara, Romagnoli e Criscito. Gli esterni larghi sono Chiesa e Bonaventura, con Cristante e Jorginho a completare la linea di centrocampo. Immobile fa coppia con Zaza in attacco.

La gara all'inizio è piuttosto equilibrata, la palla non viaggia in maniera particolarmente veloce. Le squadre preferiscono studiarsi, creano una mezza occasione a testa, ma non si sbilanciano. Dopo una ventina di minuti accettabili gli azzurri però iniziano a perdere un po' di compattezza e distanze, finendo per concedersi al giropalla avversario. I padroni di casa hanno strada libera per sviluppare quindi le solite combinazioni sulle corsie e creare dei veri pericoli: un cross dalla destra è insidioso per Donnarumma, che sbaglia l'uscita e concede a Bernardo Silva il più semplice dei tap-in al 27esimo; sulla linea però Romagnoli è attento e respinge la conclusione dell'avversario. Poco dopo, Mario Rui è bravo a sfondare in area e mettere un traversone forte e teso che Cristante col tacco quasi trasforma in (auto)gol, cogliendo però "soltanto" la traversa. Con un po' di fortuna ed una prestazione nel complesso sufficiente, i nostri hanno attraversato indenni il momento più complicato. Il primo tempo si spegne senza ulteriori sussulti e con le reti bianche.

Un'ingenuità piuttosto grave punisce l'Italia in avvio di ripresa. Sulla destra Cristante perde un pallone semplice, con due compagni ai fianchi, aprendo (grazie anche al posizionamento troppo offensivo di Lazzari) un'autostrada per Bruma: l'ala sinistra corre ed entra in area, poi appoggia, nonostante una deviazione, sul destro di André Silva, che ha lo spazio per spostarsela sul sinistro e calciare a giro nell'angolo dove il suo ex compagno Donnarumma non può arrivare. Il Portogallo è in vantaggio e l'inerzia è tutta per loro: Bernardo Silva, con una classica azione da esterno, rientra sul mancino e calcia in diagonale, trovando l'estensione dell'estremo difensore italiano a salvarci. Mancini sceglie Berardi dalla panchina ed i suoi effettivamente danno segni di reazione, con una conclusione di Chiesa che termina larga ed un paio di buoni scorrimenti di palla, anche se la fatica inizia a farsi sentire.

La conseguenza naturale è che si conceda un po' di spazio agli specialisti delle ripartenze portoghesi, come Pizzi, che a 20 minuti dalla fine circa cerca una rasoiata diagonale col mancino che viene bloccata, in due tempi, da Donnarumma (sicuramente il migliore in campo fra i suoi). L'intenzione dei lusitani è chiaramente di gestire il risultato con calma, mentre con il nuovo 4-3-3 la fazione in trasferta prova a creare i presupposti con l'ingresso anche di Emerson Palmieri. Su un corner, Bonaventura pesca la testa di Zaza da due passi e per poco la zuccata dell'attaccante del Torino non vale l'1-1. A proposito del Toro, nel finale entra Belotti al posto di Cristante in un 4-2-4 spiccatamente offensivo ma sbilanciato: lo dimostra la palla gol fallita da Renato Sanches (da poco entrato) negli ultimi minuti, con un'altra buona parata del nostro portiere sul suo palo. Il match si conclude con una mancata espulsione a Pepe per un fallo clamoroso su Chiesa, ma che comunque non cambia il risultato: 1-0 al Da Luz.