The Valley Parade Fire, si apre un nuovo capitolo

Alcuni retroscena gettano ombre sull'allora presidente Stafford Heginbotham: che non sia stato un incidente?

The Valley Parade Fire, si apre un nuovo capitolo
Il terribile incendio in tutta la sua spaventosa imponenza

11 Maggio 1985, Bradford City contro Lincoln City.

Un piccolo incendio scoppia in un angolo della tribuna del Valley Parade; all'inizio sembra contenibile, poi però le fiamme divampano sempre più intensamente e finiscono con il divorare l'intera tribuna e portarsi via 56 vite umane.

Quel giorno, Martin Fletcher ha dodici anni. Allo stadio con lui ci sono suo fratello Andrew di undici anni, suo padre John, di trentaquattro anni, il trentaduenne zio Paul e il nonno Eddie, che di anni ne ha sessantatre; Martin è il solo a salvarsi da quel fuoco, mentre la famiglia Fletcher vede tre generazioni di tifosi del Bradford sparire nel fuoco.

Oggi Martin è cresciuto e ha passato gli ultimi quindici anni a cercare una spiegazione per quell'assurdo incidente; quello che ha trovato, tuttavia, rischia di non aiutarlo nel processo di accettazione di quanto successo nel 1985. Secondo quanto ha scritto nel suo libro, intitolato "Fifty-Six, the story of the Bradford Fire" e uscito nelle librerie il 16 Aprile, l'allora presidente del Bradford City non è una vittima come le altre; anzi, appare ora plausibile che Stafford Heginbotham sia tutt'altro che una vittima.

Dopo aver passato due mesi a fare scansioni di tutti gli articoli di giornale che trattassero di Stafford Heginbotham, dal momento in cui ha iniziato ad interessarsi al Club in poi, Martin ha provato a mettere insieme i pezzi. Vent'anni di articoli, trafiletti o approfondimenti apparsi sul giornale locale, il Bradford Telegraph & Argus, che hanno tracciato un disegno oscenamente insopportabile. Un lavoro minuzioso e faticoso, compiuto con eccezionale dedizione al fine di arrivare ad un dettaglio che spiegasse gli avvenimenti di quell'undici Maggio; sfogliando articolo dopo articolo, Martin ha scoperto che Heginbotham era stato coinvolto in altri otto incendi prima di quello del Valley Parade, tutti molto simili per come si sono avviati, sviluppati e soprattutto per le conseguenze avute.

Ognuno degli otto incendi che hanno distrutto fabbriche o proprietà di Stafford Heginebotham è scoppiato in maniera violenta ed improvvisa, con una voracità distruttrice tale da richiedere un dispiego di forze e mezzi gigantesco; in ogni singola occasione, il fuoco è stato talmente rapido da consumare qualsiasi cosa prima che i vigili del fuoco potessero limitare i danni, ed è stato a volte accompagnato da esplosioni che hanno determinato il crollo parziale o totale delle costruzioni in questione. Il più misterioso è sicuramente il primo, datato 21 Maggio 1967, durante il quale un incendio, che ha causato danni per l'equivalente odierno di oltre due milioni di sterline, è scoppiato all'interno di una fabbrica durante l'orario di chiusura, quindi deserta. Nessun operaio all'interno, macchine spente, nessun segno di effrazione. Solo un fuoco "esploso come una bomba", secondo quanto riportato dai vigili del fuoco accorsi sul posto.

A fare ancora più paura, ci sono i tanti rimborsi versati dalle assicurazioni allo stesso Stafford Heginbotham per ciascuno di questi incendi: in totale, il milionario ha incassato una cifra vicina ai trenta milioni di sterline odierne, in compensazioni. A voler pensare male, c'è un filo rosso che collega tanti episodi drammatici - dai quali solo una persona ha tratto un apparente beneficio. Non ci sono prove che certifichino il fatto che l'incendio del Valley Parade fosse intenzionale, solo una lunga lista di coincidenze che diventano spaventose se messe l'una in fila all'altra: incendio improvviso e violento, vigili del fuoco impossibilitati a reagire rapidamente, ingenti danni e lauti rimborsi da parte di assicurazioni e autorità locali. Fino all'episodio del Valley Parade, c'era un'ulteriore affinità tra gli incendi che hanno coinvolto proprietà di Stafford Heginbotham: nessuna vittima.

Peccato non si possa dire lo stesso di quanto successo quell'undici Maggio 1985.

Certo, è anche possibile che Stafford Heginbotham sia stato la persona più sfortunata sulla faccia della Terra.