Dal mercato di Barranquilla alla notte di Varsavia: storia di Carlos Bacca

Il centravanti colombiano ha deciso la finale di Varsavia con una doppietta, punto esclamativo di un percorso che è l'esaltazione della gavetta.

Dal mercato di Barranquilla alla notte di Varsavia: storia di Carlos Bacca
Dal mercato di Barranquilla alla notte di Varsavia: storia di Carlos Bacca

Il concetto di calciatore di strada che ha fatto la gavetta lottando giorno dopo giorno è quanto di più appropriato ci possa essere per raccontare la carriera e il percorso di Carlos Bacca. Si, proprio lui, il forte centravanti colombiano che ieri ha letteralmente sistemato la quarta Europa League nella bacheca del Siviglia. Perchè la storia di Bacca, da oggi probabilmente uno degli attaccanti più ambiti nelle chiacchierate di mercato merita di essere raccontata. Qualcuno avrà, infatti, notato che il nome di questo ragazzo gira nei quartieri del calcio che conta da un paio d'anni al massimo, non di più. Eppure Bacca ha già 28 anni. Esplosione tardiva? Non proprio, perchè è proprio la carriera calcistica di questo serio professionista, tutto calcio e lavoro, ad essere partita tardi. 

Carlos Bacca è già uno dei talenti più interessanti del calcio colombiano da adolescente. Un talento grezzo però, da svezzare, che probabilmente non crede abbastanza in se stesso e, complici le origini umili della famiglia, decide che il calcio non è il suo mestiere. Il giovane Carlos sceglie di aiutare il padre, facendo il pescivendolo nei mercati di Barranquilla. Bacca fa anche un secondo lavoro, stacca i biglietti per i clienti che viaggiano sull'autobus di linea che collega Barranquilla a Puerto Colombia. Il calcio è solo un hobby da coltivare la sera con gli amici, niente di più. Finchè arriva il momento che cambia la vita di Bacca: Carlos ha 22 anni, e nel frattempo comincia ad allenarsi con la squadra della sua città, il Junior Barranquilla. Non è neanche tesserato, va agli allenamenti solo per migliorarsi, perchè comunque il calcio è la sua passione. Ma mister Comesana decide di dargli una chance: vuole il ragazzo in panchina in una partita di campionato molto importante per la sua squadra. A 20 minuti dalla fine la sorpresa: Comesana manda Bacca in campo, con la squadra in svantaggio. I tifosi non capiscono, cominciano a fischiare, perchè non hanno idea di chi sia questo Bacca. Invece Carlos la mette dentro subito, praticamente al primo pallone toccato, e i fischi diventano applausi, il giovane pescivendolo è già un idolo. Il ragazzo comincia a pensare che il calcio, la sua passione, possa diventare una professione con cui mantenere la famiglia. Certo, ci sono ancora alcuni angoli del suo talento da smussare, infatti Bacca rimarrà al Junior per ben 3 anni, ma alla fine avrà totalizzato la bellezza di 73 gol in 130 partite, vincendo due campionati e attirando le inevitabili attenzioni dei club europei. 

E' il Bruges a piazzare il colpo. Bacca arriva in Europa a 25 anni, tra lo scetticismo di chi pensa che se sei sudamericano e non sei riuscito ad emergere prima, tanto forte forse non sei. Ma non tutti conoscono la storia di Bacca. Che infatti, sbarcato nella Jupiter League, migliora addirittura la media realizzativa: 25 gol in 35 partite, e titolo di capocannoniere in bacheca, al primo anno in Europa. Ma lo scetticismo su Bacca continua: nessuno si accorge di quei 25 gol, solo il Siviglia di Unay Emery, che per soli 7 milioni di euro piazza un colpo da applausi. 

Il resto è storia recente: Bacca trascina il Siviglia, insieme all'altra stella Rakitic, alla vittoria dell'Europa League 2014, allo Juventus Stadium. Ancora scetticismo: via Rakitic, faro degli andalusi, Bacca continuerà ad essere ancora così decisivo? Se possibile il colombiano migliora ancora, diventando il leader assoluto del club rojo-blanco, fino alla doppietta di ieri sera al Dnipro, che questa volta farà finalmente crollare quello scetticismo attorno al suo nome, attirando l'attenzione dei club europei, che se lo contenderanno quasi sicuramente a suon di milioni, perchè Bacca è nel pieno della maturità, gioca bene, è il tipico attaccante che lotta per il collettivo, e ha una media realizzativa che pochi possiedono. 

Nel calcio dei giocatori spesso ipervalutati, e dei 18enni dal cartellino multimilionario, probabilmente un centravanti spietato, che ha fatto la gavetta e che conosce l'umiltà e il sacrificio, può fare comodo a molti.