Grande attesa per chi si aggiudicherà il UEFA Best Women's Player: nessuna italiana

Alla terza edizione del riconoscimento europeo dedicato al calcio femminile, due delle tre finaliste sono tedesche. Pessimo segnale per il calcio italiano, che dovrà cambiare prima di rimanere troppo indietro a livello di prestigio.

Grande attesa per chi si aggiudicherà il UEFA Best Women's Player: nessuna italiana
Grande attesa per chi si aggiudicherà il UEFA Best Women's Player: nessuna italiana

Tutti in trepida attesa per il Pallone d'Oro. Ma come, di già? Certo, a fare i pronostici sui candidati al titolo si inizia già il giorno dopo dell'ultima premiazione, ma fin'ora nessuno ha ancora parlato dei vari Messi, Ronaldo, Neymar... Forse perché, in questo caso, le stelle che tutti noi conosciamo non centrano nulla.

Già, perché il riconoscimento in questione è la versione “rosa” del più celebre, conferito ormai dagli albori del calcio moderno dalla storica rivista France Football: il UEFA Best Women's Player, riservato alla migliore giocatrice europea della stagione 2014/15. La votazione finale avverrà il 27 agosto a Montecarlo, in diretta durante il sorteggio della fase a gironi di UEFA Champions League.

Partendo da un totale di 35 atlete, arrivando quindi a 12 e ridotto finalmente a 3, la lista delle palpabili al titolo è stata stilata dagli allenatori delle otto squadre che hanno giocato i quarti di UEFA Women's Champions League e dagli otto CT delle nazionali che hanno partecipato alla Coppa del Mondo Femminile FIFA 2015, vinta dagli USA contro il Giappone in Canada.

Alla seconda votazione hanno poi partecipato 18 giornalisti, specializzati in calcio femminile, e gli stessi decideranno chi verrà incoronata “regina” del football europeo. Nessuna delle possibili scelte è italiana, tanto per sottolineare la condizione del nostro calcio femminile, e si capisce chi domina nel Continente: la Germania.

Due su tre,infatti, sono teutoniche: Dzsenifer Marozsán e l'ormai ex Célia Šašić, ritiratasi dal calcio proprio la scorsa stagione. Entrambe, inoltre, vengono dal FFC Frankfurt, vincitrice dell'ultima edizione della UEFA Women's Champions League, che nella lista delle 12 era rappresentata da ben quattro sue tesserate. La terza, invece, è la francese Amandine Henry dell'Olympique Lyonnais, arrivato agli ottavi nel torneo continente.

Tutte e tre calciatrici di primo livello, sono e sono state punti di riferimento nei rispettivi club: la Marozsán ha vinto la sua prima Champions giocando la finale da protagonista; la connazionale Šašić, invece, all'ultima Coppa del Mondo FIFA Femminile ha vinto la Scarpa d'Oro per aver segnato sei gol e servito un assist, restando in campo meno minuti del capitano degli Stati Uniti, Carli Lloyd.

Amandine Henry, infine, è una centrocampista di copertura, premiata con il Pallone d'Argento alla Coppa del Mondo FIFA Femminile 2015 per le sue prestazioni. A livello di club,invece, ha conquistato il suo ottavo titolo francese consecutivo con il Lione, contribuendo all'approdo della squadra agli ottavi di finale in Europa. Tenterà di strappare il dominio tedesco nel Premio, che da quando è stato istituito, tre anni fa, è sempre andato in Germania.

La vincitrice dell'edizione 2013, Nadine Angerer del Wolfsburg, era nella lista delle 12 ma ha ottenuto appena 2 punti. L'assenza di nostre giocatrici, invece, finirà molto probabilmente nell'oblio in Italia, senza lasciar traccia: un “vizio” che dovremo toglierci, per progredire su questo fronte. Altrimenti il calcio rimarrà sicuramente degli uomini, ma che hanno la capacità di guardare al futuro come scimpanzè.