Svezia e Danimarca ancora di fronte, ma stavolta niente biscotti

Dopo quel 2-2 dell'Europeo 2004 le due scandinave ancora una volta sono una contro l'altra, ma in questo caso un accordo silenzioso non funzionerà.

Svezia e Danimarca ancora di fronte, ma stavolta niente biscotti
Svezia
Danimarca / 20.45

Lo spareggio più atteso, lo spareggio più sentito. Non è solo una questione di tasso qualitativo in campo, perchè Svezia-Danimarca non è mai una partita a caso. Un incrocio tutto del Nord Europa, tutto scandinavo (anche la Danimarca non è parte della penisola), che vale la qualificazione a un Europeo che forse nessuna delle due meriterebbe totalmente per quanto mostrato nella fase a gironi. Le difficoltà da entrambe le parti, gli alti e bassi comprensibili per squadre che vivono un ricambio generazionale, la Danimarca in particolare. Ma Ibra non vuol mancare a quello che potrebbe essere l'ultimo appuntamento di lusso con la Nazionale.

I PRECEDENTI - Quello di stasera sarà l'incrocio numero 104 (ebbene sì, 104) tra le due squadre: 45 vittorie a 40 in favore della Svezia, con 18 pareggi. Ma i precedenti in gare ufficiali son tutti da ricordare, a partire da quello all'Europeo 1992, vinto dalla Danimarca proprio in terra Svedese. Le squadre si trovarono insieme nel girone ed ebbero la meglio i padroni di casa, 1-0 con gol di Brolin. In Portogallo nel 2004 il famosissimo 2-2 all'ultima giornata, quello che permise di far qualificare entrambe ed eliminare l'Italia. E di nuovo nel 2007 (girone di qualificazione a Euro2008), uno 0-3 a tavolino in favore della Svezia dopo l'aggressione dell'arbitro da parte di un tifoso danese. Ultimo incrocio nel girone di qualificazione a Sudafrica 2010, doppio 1-0 danese firmato da Kahlenberg a Solna e Poulsen a Copenhagen.

QUI SVEZIA

"La chiave del nostro successo è essere solidi difensivamente. Se ci riusciamo, avremo la possibilità di vincere. Sarebbe meglio vincere 2-1 piuttosto che pareggiare 0-0. Vincere è più importante che mantenere la porta inviolata". Le parole di Erik Hamren suonano chiarissime in conferenza stampa: la sua Svezia sarà una squadra d'assalto, che cercherà il gol. E lo farà affidandosi a Ibra: "Zlatan è un giocatore importante per noi. E' l'unico giocatore di classe mondiale che abbiamo. Conta molto per noi, sia come giocatore che come capitano. Ma non può vincere le partite da solo. Dobbiamo essere uniti e giocare da squadra".

Hamren ha allenato l'Aalborg dal 2003 al 2008 e quindi conosce il calcio dei vicini: "Quando sono stato in Danimarca, ho pensato che in quel calcio non ci fosse la stessa organizzazione rispetto alla Svezia. Ultimamente le cose sono cambiate, il calcio nei due paesi è ora molto simile. La Danimarca è nostra vicina, condividiamo la stessa storia. E' come misurarsi con un fratello o una sorella, e vuoi sempre vincere". Ma dopo il terzo posto nel girone, già deludente, un altro errore non è concesso. Questi i convocati del tecnico:

PORTIERI: Andreas Isaksson (Kasımpaşa), Patrik Carlgren (AIK), Robin Olsen (PAOK).
DIFENSORI: Mikael Lustig (Celtic), Pierre Bengtsson (Mainz), Mikael Antonsson (København), Andreas Granqvist (Krasnodar), Erik Johansson (Gent), Martin Olsson (Norwich City). 
CENTROCAMPISTI: Jimmy Durmaz (Olympiacos), Emil Forsberg (Leipzig), Abdulrahman Khalili (Mersin), Kim Källström (Grasshoppers), Oscar Lewicki (Malmö), Pontus Wernbloom (CSKA Moskva), Erkan Zengin (Trabzonspor), Gustav Svensson (Göteborg), Oscar Hiljemark (Palermo), Sebastian Larsson (Sunderland).
ATTACCANTI: Marcus Berg (Panathinaikos), Zlatan Ibrahimović (Paris Saint-Germain), John Guidetti (Celta Vigo), Emir Kujovic (Norrköping), Ola Toivonen (Sunderland).

Tra gli assenti illustri spicca l'infortunato Ekdal, per il resto solo Wernbloom non è al 100% ma è stato comunque chiamato, con la speranza di averlo per il ritorno. Hamren non dovrebbe comunque modificare troppo il 4-4-2 guidato davanti da Berg e Ibra, in mezzo al campo Forsberg e Durmaz larghi in fascia, al centro invece Lewicki e Kallstrom. Difesa a quattro titolare davanti a Isaksson: Lustig, Antonsson, Granqvist e Olsson. Novità Kujovic tra i convocati in attacco.

(4-4-2) Isaksson; Lustig, Antonsson, Granqvist, Olsson; Forsberg, Lewicki, Källström, Durmaz; Berg, Ibrahimović.

QUI DANIMARCA

Morten Olsen è ormai più che un'istituzione in Danimarca. Guida la nazionale dal 2000 e c'era in quel 2-2 del 2004 tanto citato. Così si è espresso in conferenza stampa: "Vorremmo che tutti i paesi nordici arrivassero in finale, sono certo che sia danesi che svedesi vorrebbero qualificarsi insieme. Tuttavia, considerato il sorteggio, solo una andrà in Francia. Naturalmente entrambe le squadre vorranno vincere, non c'è alcun dubbio. Così è come dovrebbe essere, specialmente in una gara così importante".

"Quando giochi partite come questi spareggi, diventa importante avere una squadra molto versatile. Possono esserci infortuni, inoltre abbiamo quattro giocatori diffidati in vista di sabato. Così come la Svezia che ne ha due. Questi dettagli possono rivelarsi decisivi". Attenzione ai dettagli dunque per la sua squadra, deludente nel girone da cinque squadre, beffata dall'Albania e dal Portogallo. Il talento è tanto, Olsen sta cercando di far crescere tutti i giocatori a sua disposizione. Questi i convocati del C.T.:

PORTIERI: Kasper Schmeichel (Leicester City), Stephan Andersen (København), Jonas Lössl (Guingamp).
DIFENSORI: Andreas Christensen (Borussia Mönchengladbach), Daniel Agger (Brøndby), Daniel Wass (Celta Vigo), Jannik Vestergaard (Werder Bremen), Lars Jacobsen (Guingamp), Simon Kjær (Fenerbahçe), Riza Durmisi (Brøndby).
CENTROCAMPISTI: Christian Eriksen (Tottenham Hotspur), Leon Andreasen (Hannover), Jakob Poulsen (Midtjylland), Pierre Emile Højbjerg (Schalke), Pione Sisto (Midtjylland), Thomas Kahlenberg (Brøndby), William Kvist (København), Michael Krohn-Dehli (Sevilla).
ATTACCANTI: Martin Braithwaite (Toulouse) Nicklas Bendtner (Wolfsburg) Nicolai Jørgensen (København) Viktor Fischer (Ajax) Yussuf Poulsen (RB Leipzig).

Novità sono Christensen e Fischer ("mi hanno convinto", ha detto Olsen), ma anche Leon Andreasen, uno che "lotta per il proprio paese in qualsiasi momento". Nessuno di loro dovrebbe trovare comunque spazio in un undici ancora incerto, ma sicuro è il modulo, un 4-4-2 con Schmeichel in porta e di fronte a lui Jacobsen, Kjaer, Agger e Durmisi. Aumentano i dubbi a centrocampo: Eriksen e Hojbjerg avranno sicuramente spazio, ballottaggi Kvist/Krohn-Dehli e Kahlenberg/Wass per i restanti due posti. Davanti vicino a Bendtner uno tra Braithwaite e Yussuf Poulsen.

(4-4-2) Schmeichel; Jacobsen, Kjær, Agger, Durmisi; Eriksen, Kvist/Krohn-Dehli, Højbjerg, Kahlenberg/Wass; Braithwaite/Poulsen, Bendtner.