Copa America Centenario, gruppo B: el Depredador non perdona, Guerrero decide Perù - Haiti

Ci si aspettava una goleada, invece arriva un bel tuffo di testa di Paolo Guerrero a decidere una sfida più equilibrata del previsto. Cuore, corsa e forza fisica degli haitiani sorprendono gli Incas, tanto da sfiorare l'incredibile pareggio a cinque secondi dal termine della partita.

Copa America Centenario, gruppo B: el Depredador non perdona, Guerrero decide Perù - Haiti
Haiti
0 1
Peru'
Haiti: (4-3-3). Placide; Goreux, Genevois, Mechack, Jaggy; Lafrance, Hilaire (40' Alexandre), Marcelin; Louis, Nazon (71' Belfort), Guerrier. CT: P.Neveu
Peru': (4-2-3-1). Gallese; Revoredo, Ramos, A.Rodriguez, Trauco; Tapia, Vilchez; Hohberg (83' Polo), Cueva (75' Yotun), Flores (90' Da Silva); Guerrero. CT: R.Gareca
SCORE: 61' P.Guerrero
ARBITRO: Arbitro: J.Pitti (PAN). Ammoniti: A.Rodriguez (min. 28), Alexandre (min. 50), Guerrero (min. 69), Marcelin (min. 74), Yotun (min. 84)
NOTE: Partita valevole per la Copa Centenario, girone B. Giocata al Centurylink Field di Seattle (Washington) alle ore 19.30 locali.

Leggi la distinta dei giocatori: se devi immaginare un calciatore decisivo per la sfida tra Perù e Haiti non può che essere lui, Paolo Guerrero. Un bel tuffo di testa, su cross calibrato di Edi Flores, e Placide battuto. Ma la storia, quella da raccontare ai posteri, l'ha avuta sulla fronte Kervens Belfort a cinque secondi dal termine. Un colpo di testa che sfiora il palo alla sinistra di Gallese, pochi centimetri che hanno separato l'attaccante del 1461 Trabzon (serie B turca) dal mito, dalla realizzazione della prima rete di Haiti in Copa America. E, cosa più importante, da un pareggio che non sarebbe stato ingiusto.

La cronaca

Alcuni giocatori di Neveu sembrano più palestrati di quanto richiesto dal gioco del football, hanno delle spalle più da sollevamento pesi che da passaggio filtrante. Corrono tantissimo, per essere più precisi spesso si "lanciano" sui palloni vaganti, nel vero senso del termine. Quattro difensori, gli esterni (Goreux e Jaggy) sorprendono per le qualità tecniche. Centrocampo a tre, e in attacco Nazon (del Laval, B francese) tra Louis e Guerrier.

Gareca schiera i peruviani con un 4-2-3-1 dove fondamentale è il movimento dei tre (Edi Flores, Christian Cueva e Alejandro Hohberg) alle spalle del depredador Paolo Guerrero. I trequartisti si scambiano spesso posizione, corrono tanto e sviluppano gioco. Guerrero segna. Da segnalare l'ottima prestazione del regista Renato Tapia, un classe '95 del Feyenoord di cui sentiremo presto parlare.

Dopo una lunga fase di studio il primo brivido lo corre (incredibilmente) Gallese, con una punizione tirata dal difensore centale Jerome Mechack. Al 37° bel tiro da fuori di Tapia, che sfiora il palo alla destra del capitano Johnny Placide (riserva di Carrasso al Reims). Sul finire della prima frazione di gioco la grande occasione per Edi Flores, che coglie la base del palo dopo una splendida azione orchestrata e assist (da vero centravanti) di Guerrero. 

Al ritorno in campo è chiara la scossa che Gareca ha dato ai suoi, ora alla costante ricerca del gol per sbloccare la partita. Ci prova prima Flores, poi Cueva, al 58° grande occasione per il terzino Revoredo su calcio d'angolo, salva Genevois (e non sarà la prima volta). Al 61' il gol: cross dalla sinistra di Edi Flores, tuffo a volo d'angelo per Paolo Guerrero che insacca di testa alle spalle di Placide. Il Perù continua a correre, nel giro di cinque minuti va alla conclusione prima con Flores e poi nuovamente con Guerrero, che prova a beffare Placide con la punta, bravo il portiere haitiano a non farsi sorprendere. Ancora Genevois all'87° evita il peggio, e da il via agli ultimi minuti a marca Haiti, che prova il tutto per tutto. E il miracolo è sfiorato. Punizione a 25 metri dalla porta, il cross di Louis beffa la difesa peruviana schierata in linea. Quell'occasione, quella che ti capita una volta nella vita, la ha Kervens Belfort. Il colpo di testa sfiora il palo, Gallese e il Perù si salvano. Haiti però ha affermato con forza la propria esistenza, non è venuta negli USA solo per fare una gita turistica.