Euro 2016, a Nizza è già tempo di verdetti: la Spagna cerca la qualificazione, la Turchia il riscatto

A Nizza va in scena un match già decisivo per le sorti del Gruppo D: la Spagna di Vicente Del Bosque, dopo il successo sulla Repubblica Ceca cerca altri tre punti per mettere in cassaforte la qualificazione agli ottavi, mentre la Turchia di Terim ha assoluto bisogno di un risultato positivo per alimentare le speranze di passare il turno.

Euro 2016, a Nizza è già tempo di verdetti: la Spagna cerca la qualificazione, la Turchia il riscatto
I protagonisti di Spagna e Turchia, Piqué e Calhanoglu. Fonte foto: Vavel.com

Il match dello Stade de Nice tra Spagna e Turchia rischia di essere già decisivo per le sorti del Gruppo D. Con appena 90 minuti sulle gambe, i campioni in carica e la Nazionale delle stelle crescenti, sono già ad un crocevia fondamentale della loro cavalcata europea.

Il sofferto successo degli iberici maturato ai danni della Repubblica Ceca, ha dato ossigeno puro ad un ambiente che rischiava di finire invischiato nella scabrosa situazione De Gea. Inoltre, i tre punti arrivati in extremis grazie al gol di Piqué, hanno dato anche fiducia e convinzioni ad una Nazionale che questa sera potrebbe già strappare il pass per gli ottavi di finale. 
Situazione che si capovolge spostandoci verso il ritiro della Turchia, battuta all'esordio dalla Croazia, ed ora già con le spalle al muro. La Nazionale di Fatih Terim, non può permettersi in alcun modo di fallire il match con la Roja, altrimenti anche un eventuale vittoria con la Repubblica Ceca nell'ultimo match potrebbe risultare insufficiente per rientrare tra le migliori sedici d'Europa. 

Ecco che allora, il match dello Stade de Nice assume le proporzioni di una battaglia, decisiva per la traballante Turchia, ma anche per la spuntata Spagna, probabilmente favorita dalla possibilità di conoscere il risultato della Croazia, impegnata alle 18.00. Quel che è certo, è che questo raggruppamento sembra il più competivito per la forza delle quattro Nazionali, ma soprattutto per l'andamento dei primi due match, entrambi tirati ed equilibrati fino al 90', nonostante gli 1-0. 

Piqué dopo il gol. Fonte: it.uefa.com
Piqué dopo il gol. Fonte: it.uefa.com

La Spagna, pronosticata dai più come una Nazionale in fase di transizione, si è affidata ancora una volta al talento immenso di Andres Iniesta, migliore per distacco nel match di Tolosa con i cechi, e ideatore dell'assist vincente per la capocciata di Piquè. Quello che si è visto nei primi 90 minuti della Roja, ha rispettato le tradizioni di un grande possesso palla, di una buona propensione a creare situazioni da gol, ma di una scarsa lucidità sottoporta; dato che accomuna questa giovane e sfrontata Nazionale con quelle più esperte e vincenti del passato. 
Alvaro Morata, designato attaccante principe da Del Bosque, ha disputato un match generoso anche se impreciso sotto porta. Così come il giovane delantero della Juve, anche Aduriz non è stato incisivo dal suo ingresso in campo, lasciando che la scena venisse catturata dal difensore con il fiuto del gol Gerard Piqué. Al contrario dell'attacco, il centrocampo è sembrato in ottime condizioni: sorretto dalla corsa di Fabregas, dalle invenzioni di Iniesta e dai muscoli di Busquets, Del Bosque può contare in una mediana solida così come la terza linea. La prova dei terzini ha convinto, così come quella dei due centrali di e di David De Gea, sempre pronto ed attento. 

Dopo la prima uscita, Del Bosque ha fatto capire che nel match di Nizza alcune pedine potrebbero tirare il fiato, anche in vista di quello che sembra essere il match decisivo per assegnare il primo posto con la Croazia. Dunque, confermato De Gea insieme a tutta la difesa, a centrocampo Fabregas potrebbe essere un indiziato alla panchina, così come Silva e Nolito. Il commissario tecnico però, non si è sbilanciato, facendo capire che se turnover sarà, i cambi saranno minimi, e che l'assetto tattico della squadra resterà lo stesso della prima gara. 
Dunque, chiavi in mano ad Andres Iniesta, a lungo elogiato anche da Terim che lo ha definito il miglior centrocampista al mondo. Il 32enne catalano avrà ancora il peso della manovra d'attacco sulle spalle, con Morata, al quale verrà concessa una seconda chances, pronto a raccogliere i frutti del gioco iberico. 

SPAGNA: (4-3-3): De Gea; Juanfran, Piqué, Ramos, Alba; Busquets, Iniesta, Fabregas; Silva, Morata, Lucas Vazquez. CT. Vicente Del Bosque.

Iniesta e Busquets, polmoni del centrocampo. Fonte: it.uefa.com
Iniesta e Busquets, polmoni del centrocampo. Fonte: it.uefa.com

La Turchia invece, è scivolata sul terreno viscido del Parc des Princes; la prodezza di un altro Campione, Luka Modric, ha condannato la Nazionale delle stelle crescenti alla sconfitta nel match inaugurale di questo raggruppamento. Nonostante il k.o con i temibili croati, Terim è apparso comunque fiducioso riguardo alle possibilità di accedere agli ottavi di finale, anche se, ha riconosciuto le grandi qualità della Spagna ed in particolare del loro numero 6. 
Quello che è emerso dal match parigino con la Croazia, non va buttato, ma deve essere certamente corretto: nel corso dell'incontro i turchi si sono resi pericolosi raramente, rendendo la vita facile alla difesa di Cacic, mai impensierita da quelle che dovevano essere le stelle della Turchia. 
Proprio da loro, Arda Turan e Calhanoglu, Terim si attende la reazione d'orgoglio in un match in cui servirà anche qualità oltre ad attenzione e disciplina. Disciplina che appunto, è mancata nel secondo tempo di Parigi, quando la Croazia ha legittimato il vantaggio di Modric andando a creare altre pericolossime opportunità da rete. 

Un ruolo fondamentale verrà svolto dai difensori esterni, spesso in difficoltà con la Croazia, ed oggi chiamati ad una prova altrettanto provante con i giocolieri della Spagna. Inoltre, restano ancora in essere alcuni dubbi legati a quella che potrebbe essere la formazione e l'assetto tattico con cui Terim sceglierà di fronteggiare la Spagna. A dirla tutta, il 4-3-3 mascherato dell'esordio non ha convinto del tutto, soprattutto perché i calciatori di maggior talento sono stati impiegati in una posizione loro non congeniale. L'ex allenatore di Milan e Fiorentina però, sembra intenzionato a riproporre di nuovo il modulo che non ha portato fortuna nel primo match, ma con diversi interpreti diversi. La linea difensiva dovrebbe prevedere l'inserimento di Semih Kaya, mentre a centrocampo sembra giunto il momento di Ozyakup. Il rebus principale invece, è lagato all'attacco con le condizioni di Yilmaz che non sembrano buone. Dunque, Terim studia una strategia alternativa alla prima punta, con la concreta possibilità di affidarsi al falso 9, nel caso Calhanoglu, supportato da Capitan Arda Turan e Volkan Sen. Dovrebbe partire dalla panchina il giovane diamante Emre Mor.

TURCHIA: (4-3-3): Volkan Babacan; Gökhan Gönül, Semih Kaya, Hakan Balta, Caner Erkin; Mehmet Topal, Selçuk İnan, Oğuzhan Özyakup; Volkan Şen, Hakan Çalhanoğlu, Arda Turan. CT. Fatih Terim.

La delusione dei turchi. Fonte: it.uefa.com
La delusione dei turchi. Fonte: it.uefa.com

Il match tra Spagna e Turchia è un inedito nella massima competizione continentale. Le due Nazionali non si affrontano l'una contro l'altra dalle qualificazioni per il mondiale del 2010, quando gli iberici riuscirono ad imporsi sia all'andata grazie a Piqué, sia al ritorno, grazie a Xabi Alonso e Riera
Un altro doppio confronto, l'unico relativo alle qualificazioni per un europeo, risale al lontano 1967. Mentre nel primo incontro il match finì a reti inviolate, nella gara successiva la Spagna si impose per 2-0 grazie ai gol di Grosso e Gento
In totale, sono 13 i precedenti tra le due Nazionali, con la Spagna che ha vinto 6 volte contro le 3 affermazioni turche e i 4 pareggi. Anche nel computo totale dei gol segnati, gli spagnoli guidano con 19 marcature contro le 12 dei turchi.