Italia, De Rossi: "I giovani di questa Nazionale possono restarci per tanti anni"

Da veterano, 112 presenze come Zoff, Daniele De Rossi spiega le sue sensazioni sui giovani chiamati da Ventura

Italia, De Rossi: "I giovani di questa Nazionale possono restarci per tanti anni"
Daniele De Rossi, calcionews24.com

Daniele De Rossi è uno dei veterani della Nazionale, come confermano le 112 presenze in Azzurro, numero che gli permette di raggiungere una leggenda come Dino Zoff. L'Italia di Ventura, però, punta ad arrivare al prossimo Mondiale attraverso anche, se non soprattutto, un gruppo giovane, come dimostrano le convocazioni del CT. Ragazzi chiamati da Ventura che per De Rossi hanno le carte in regola per restare a lungo in azzurro.

Su questo argomento ci si è soffermati molto durante la conferenza stampa pre amichevole con l'Olanda, dove il centrocampista ha parlato al fianco di Ventura: "C’è sempre stata la tentazione di identificare i giovani che arrivavano con noi anziani. Stavolta, sarà perché sono un po’ più vecchio, c’è la sensazione che ci siano giovani destinati a stare per tanti anni in Nazionale. Parliamo di Donnarumma come di una quasi certezza, poi starà a lui. Verratti è giovane ma è qualcosa di più di una certezza, i due attaccanti come Immobile e Belotti hanno la fame giusta. Se penso ai giocatori paragonati a noi nei vari anni c’è Gagliardini che credo sia destinato a diventare un pilastro di questa squadra. Spero di non portar male, ma l’ho visto che ha qualcosa di diverso rispetto agli altri ed è un bravissimo ragazzo. Mi auguro che anche ora si ritagli il suo spazio, sembra veramente molto forte."

A chi gli chiede poi se è pentito di essere rimasto alla Roma senza vincere nulla, De Rossi risponde così: "Mi dispiace, ma vivo bene la mia permanenza alla Roma. Quando ho fatto la scelta, anche se ero giovane e l’ho dovuta poi riconfermare, l’ho fatta per un motivo ed ero consapevole che professionalmente forse non era la cosa migliore, se la vediamo da un punto di vista puramente professionale ed extrasentimentale non era il massimo della scelta. Questo lo sapevamo tutti, dispiace perché ci siamo andati vicino tante volte e quando succede così significa che sei ancora molto lontano. Nessun rimpianto, quello viene quando sei a casa sul divano a guardare una finale di Champions o qualche altro grande match europeo e dici ‘peccato non aver mai giocato una partita così’."