La solitudine di Leo Messi

Nella serata di Torino, Messi è stato l'unico a salvarsi, la stagione però rischia di prendere una brutta piega.

La solitudine di Leo Messi
La solitudine di Leo Messi

Il capo chino, le mani in faccia e lo sguardo perso di chi cerca la complicità altrui, ma trova solo occhi spenti e braccia che invocano altro. La serata di Torino di Leo Messi è stata più o meno cosi, con la Pulce unico giocatore a provare ad inventare qualcosa, a cercare costantemente quel guizzo vincente per risollevare una squadra che sta vivendo una stagione di alti e bassi e mai come quest'anno si ritrova ad essere dipendente dalle giocate del tridente e soprattutto del numero dieci che, però, non è riuscito a compiere il miracolo in una serata cominciata male e finita peggio. 

Le statistiche parlano chiaro e mai come questa volta sono veritiere perché quando Messi non segna il Barcellona non fa bene, anzi, il più delle volte esce dal campo con le ossa rotte e gli avversari che gioiscono per una vittoria contro quei marziani che stanno tornando umani soprattutto nel reparto difensivo. Dicevamo, Messi ha segnato 43 gol in 43 partite in questa stagione, ma nei match in cui non ha battuto il portiere ospite, il Barcellona ha raccolto tre vittorie, quattro pareggi e cinque sconfitte, un bottino troppo magro per una squadra che da sempre ha impostato il suo credo calcistico sulla collettività. 

La delusione di Messi dopo la sconfitta di Malaga (Fonte foto: As.com)
La delusione di Messi dopo la sconfitta di Malaga (Fonte foto: As.com)

La stagione, dunque, per Messi e per il Barcellona potrebbe ricalcare le orme di quella del 2013-2014 con il Tata Martino in panchina dove non arrivò nessun trofeo. Già, perché in Liga, a sette giornate dal termine, la squadra di Luis Enrique ha tre punti di ritardo sul Real Madrid che ha anche una partita da recuperare e i punti potrebbero quindi diventare sei in vista del Clasico che si giocherà in casa degli uomini di Zidane il 23 Aprile. In Champions la faccenda è ancora più complicata visto che allo Stadium il Barça è stato seppellito dai colpi di Dybala e una "Remuntada 2" sembra davvero fantascienza contro questa Juve che vanta una difesa imperforabile e che mai prenderebbe sei gol, non ce ne voglia il Psg. L'unico trofeo da portare a casa in questa stagione potrebbe essere la Coppa del Re visto che in finale i blaugrana affronteranno l'Alaves che, però, è stata l'unica squadra a vincere al Camp Nou quest'anno. 

Se le cose con il Barcellona non vanno benissimo, in Nazionale non possono andare peggio visto che l'Albiceleste è al momento al quinto posto nel girone Sudamericano con Bauza esonerato pochi giorni fa e Messi squalificato per quattro turni a causa degli insulti al guardalinee nel corso della partita contro la Bolivia. L'AFA punta a ridurre la squalifica di Leo almeno a due giornate per riaverlo nelle ultime due partite che possono essere decisive per le sorti dell'Argentina su la cui panchina potrebbe sedersi Sampaoli, che con Messi ha avuto sempre un ottimo rapporto stando anche alle dichiarazioni recenti dell'allenatore del Siviglia. Tutta l'Argentina spera nel ritorno di Leo visto che le statistiche, anche qui, parlano chiaro: con il dieci in campo l'Argentina ha vinto cinque volte e ha perso soltanto con il Brasile mentre senza la Pulga il bilancio recita una vittoria tre sconfitte e quattro pareggi.

La bella stretta di mano tra Messi e Dybala: il presente ed il futuro dell'Argentina (Fonte foto: Daily Mirror)
La bella stretta di mano tra Messi e Dybala: il presente ed il futuro dell'Argentina (Fonte foto: Daily Mirror)

In ultimo, ma non per importanza, c'è la questione rinnovo. Un rinnovo fino al 2022 che dovrebbe essere firmato a Maggio dalla Pulce secondo varie indiscrezioni. Chissà che le ultime uscite e l'addio di Luis Enrique non abbiamo fatto ricredere Messi anche se le possibilità di vederlo lontano da Barcellona sono ridotte allo zero.