Diritti TV, Sky si riprende la Champions League

La società di Rupert Murdoch avrebbe vinto l'asta per il prossimo triennio battendo Mediaset. Per le partite in chiaro potrebbe esserci una sinergia con la Rai

Diritti TV, Sky si riprende la Champions League
Diritti TV, Sky si riprende la Champions League

Dopo il nulla di fatto riguardante i diritti televisivi della Serie A, un altro scontro tra Mediaset e Sky si è consumato. Questa volta il campo è quello del più importante palcoscenico calcistico europeo, quello della Champions League. L'UEFA ha analizzato le proposte presentate dai due colossi del mercato italiano e oggi ha scelto di premiare Sky Sports che ha presentato un'offerta di 200 milioni di euro a stagione per il triennio 2018-2021. 

L'azienda di Rupert Murdoch pone così fine all'esclusiva Mediaset che dopo tre anni paga dazio perdendo il principale protagonista del palinsesto sportivo. Con il ritorno della massima competizione sul satellite italiano si aprono diversi scenari per la trasmissione delle partite delle squadre italiane. La più accreditata è che, a differenza di quanto fatto da Mediaset che ha mantenuto l'esclusiva, Sky dia una sub-licenza alla Rai che così tornerebbe a trasmettere la Champions League dopo svariati anni di assenza, lasciando Mediaset a bocca asciutta dopo gli scontri di questi anni. Una seconda opzione è che Murdoch decida di sfruttare i propri canali in chiaro sul digitale terrestre, ovvero TV8 e Cielo. Su queste frequenze, Sky, sta già trasmettendo una partita a settimana dell'Europa League ed anche alcuni Gran Premi di MotoGP, esclusiva del satellite da tre anni. 

Certo è che in caso di una sub-licenza, Murdoch, riuscirebbe a rientrare in parte della spesa fatta poiché la televisione di stato pagherebbe 45-50 milioni a stagione per trasmettere una partita a settimana, solitamente al mercoledì, garantendosi così quindici partite di altissimo livello ed anche la Supercoppa Europea. E' proprio per questo motivo che l'ipotesi Rai è di grande interesse tra gli uffici dell'azienda di Rogoredo, che con quei soldi potrebbe provare ad ottenere anche la seconda competizione europea, l'Europa League, per cui sborsò 100 milioni per il triennio in corso.