Amburgo, l'orologio non si ferma: è salvezza contro il Karlsruher

Dopo l'1-1 dell'andata, arriva il decisivo 1-2 al ritorno nel Baden-Wurttemberg: Diaz salva in extremis nei regolamentari, Muller nei supplementari chiude la pratica.

Amburgo, l'orologio non si ferma: è salvezza contro il Karlsruher
Karlsruher - Amburgo 1-2 (d.t.s.)
Karlsruher
1 2
Amburgo (d.t.s.)
Karlsruher: (4-2-3-1) Orlishausen; Valentini, Gordon, Gulde, Max (86' Kempe); Meffert, Krebs (89' Stoll); Torres, Yamada (72' Yabo), Nazarov; Hennings. All.: Kauczinski.
Amburgo (d.t.s.): (4-2-3-1) Adler; Diekmeier, Djourou, Rajkovic, Ostrzolek; Diaz, Van Der Vaart; Olic /77' Muller), Holtby (66' Stieber), Ilicevic (86' Cleber); Lasogga. All.: Labbadia.
SCORE: 77' Yabo, 90+1' Diaz, 115' Muller.
ARBITRO: M. Grafe. AMMONITI: Van der Vaart, Diaz, Rajkovic, Krebs, Meffert, Gulde, Cleber, Gordon.
NOTE: Relegation-game di Bundesliga tra la terz'ultima di Bundesliga e la terza di 2-Bundesliga (andata 1-1). Si gioca al Wildparkstadion di Karlsruhe, Germania. Calcio d'inizio ore 19.00. Spettatori: 27986.

C'era in gioco molto più di una salvezza: c'era in gioco un record di presenza unico, dal 1964/64, ovvero dalla creazione della Bundesliga, ai nastri di partenza l'Amburgo non è mai mancato, e per almeno un altro anno l'orologio che tiene il conto alla Imtech Arena non si fermerà, perchè l'HSV ha battuto il Karlsruher nella gara di ritorno del relegation-game e ha firmato la sua permanenza nella massima serie. Ci sono voluti i tempi supplementari, ci è voluto un gol di Diaz nel recupero per alimentare le speranze dopo il vantaggio di Yabo, ma alla fine Muller al 115' ha firmato il definitivo 1-2. E una città intera è in festa.

Labbadia perde Westermann e Kacar, ma le buone notizie arrivano dai recuperi di Olic e Ilicevic, abili e arruolabili per la sfida. Dentro anche Van der Vaart, assente all'andata, mentre sulla corsia destra di difesa va Diekmeier. Resta fedele per 9/11 anche Kauczinski alla formazione dell'andata, ma inserisce il giapponese Yamada al posto di Yabo alle spalle della punta Hennings e Krebs in mediana.

I primi due minuti sono tutti di marca KSC, ma stavolta, rispetto all'andata, l'Amburgo si sveglia subito e reagisce, dominando per larghi tratti il primo tempo, cavalcando le fasce dove Diekmeier (al suo sesto relegation game in carriera) e Ostrzolek spingono in continuazione. Le occasioni sono diverse, ma mai veramente nitide: Orlishausen deve rispondere un paio di volte su Van der Vaart, che ci prova da fuori con il destro, non il suo piede preferito, e infatti le conclusioni sono piuttosto innocue. Anche Ilicevic è sugli scudi con diverse incursioni interessanti, ma la manovra resta eccessivamente lenta e il Karlsruher soffre sì, ma non rischia mai veramente di andare sotto.

Si cheta ulteriormente l'HSV nella ripresa, che comincia a sentire la pressione e la necessità di segnare almeno un gol: va molto più vicina al vantaggio la squadra di casa prima con un tiro di Nazarov alto di poco e poi con un'incursione di Valentini sul cui cross Gordon arriva leggermente in ritardo per questione di decimi di secondo. Al 68' ci vuole un allungo di Adler per respingere un tiro ancora di Nazarov, decisamente attivo nella ripresa, ma la sofferenza della squadra di Labbadia non finisce, perchè Diaz un minuto dopo salva sulla linea un colpo di testa di Gulde, abbandonato su un corner. La prima grande palla gol della ripresa è sul destro di Diekmeier, che riceve in area un'ottima apertura di Van der Vaart, ma aspetta troppo tempo per concludere e si fa chiudere. Il tiro in porta però arriva un minuto dopo: Lasogga svetta sopra tutti sul cross di Ostrzolek, ma Orlishausen è reattivo e si fa trovare pronto.

Gol mancato, gol subito: al 77' colpisce la vecchia regola, e il Karlsruher passa in vantaggio. Hennings si inventa un assist geniale sulla ripartenza e mette Yabo, subentrato da pochi minuti, davanti al portiere, e il numero 8 non sbaglia concludendo basso e gonfiando la rete. L'Amburgo si butta in avanti quasi scriteriatamente, e Orlishausen procura subito un bel brivido ai suoi tifosi, parando in due tempi una botta da fuori di Lasogga, ma rischiando la papera. Sempre l'ex Hertha un minuto dopo colpisce il palo di testa, ma ha dell'incredibile l'errore di Diekmeier sulla respinta: solo in mezzo all'area la colpisce malissimo e trova solo calcio d'angolo. Ma non è finita, perche proprio sul corner Djourou vola sul secondo palo a incornare, trovando il salvataggio sulla linea di Gulde.

Si può parlare di vero e proprio assedio: Labbadia prova la mossa della disperazione all'86' mandando un centrale difensivo come Cleber a fare il centravanti, e al primo pallone tocca sfiora il gol, con un colpo di testa in mischia sulla palla lunga di Van der Vaart. Kauczinski si copre, ma viene clamorosamente beffato nel primo dei quattro minuti di recupero: punizione dal limite dell'area magistrale battuta da Marcelo Diaz, palla che si insacca scavalcando una barriera di almeno 8 giocatori, liberazione per tutto l'HSV e partita ai supplementari.

I ritmi si abbassano decisamente nell'extra-time, succede molto poco. Le squadre sono stanche e non rischiano mai troppo: va vicino al gol il Karlsruher al 102' con un destro a giro di Nazarov che termina fuori di poco. Ci prova anche Valentini da piazzato, ma la palla finisce alta sopra la traversa. Esce anche l'Amburgo nella ripresa, attaccando da sinistra con Ostrzolek: Lasogga al 110' non riesce però a concludere, e lo stesso capita a Stieber un minuto dopo. La fiammata vincente arriva al 115': Stieber lavora un ottimo pallone e la tocca per Cleber, palla in mezzo dove Nico Muller, anche lui subentrato come l'autore dell'assist, deve solamente toccare di punta per appoggiare in rete.

Nel finale il Karlsruher prova il disperato assedio, ma è diventata una giornata-no per i ragazzi di Kauczinski: Adler nel finale è protagonista assoluto con due grandi parate, la seconda notevole su un calcio di rigore a tempo praticamente scaduto ben battuto da Hennings. Il 2-2 non avrebbe comunque cambiato le cose, visto il maggior numero di gol in trasferta. E l'orologio di Amburgo continua ad andare avanti...