Bayern al limite del surreale: senza difesa vince 3-0 sul Leverkusen

Guardiola manda in campo una formazione pazza, senza centrali, con Alaba unico baluardo davanti a Neuer. Davanti ci sono però i fenomeni.

Bayern al limite del surreale: senza difesa vince 3-0 sul Leverkusen
Bayern al limite del surreale: senza difesa vince 3-0 sul Leverkusen
Bayern Monaco
3 0
Bayer Leverkusen
Bayern Monaco: (3-3-3-1) Neuer; Lahm, Alaba, Bernat (73' Dante); Thiago Alcantara (83' Rode), Xabi Alonso, Vidal; Robben (78' Gotze), Muller, Douglas Costa; Lewandowski. All.: P. Guardiola.
Bayer Leverkusen: (4-2-3-1) Leno; Hilbert, Tah, Papadopoulos, Wendell (78' Boenisch); Bender, Kramer; Bellarabi, Calhanoglu (61' Kruse), Mehmedi (46' Brandt); Kiessling. All.: R. Schmidt.
SCORE: 26 e 60' Muller, 70' Guardiola
ARBITRO: Meyer. AMMONITI: Wendell, Bernat, Kramer, Alcantara, Kruse.
NOTE: Gara valida per la terza giornata di Bundesliga, giocata all'Allianz Arena alle 18.30 davanti a 75mila spettatori.

Chiunque abbia letto la formazione annuncia dal Bayern Monaco per la sfida odierna con il Bayer Leverkusen si è sicuramente fatto un paio di domande. Com'è possibile giocare senza nemmeno un centrale difensivo di ruolo e avendo di fatto un solo giocatore con caratteristiche di copertura, e nemmeno del tutto? A quanto pare è possibile, se si hanno dei marziani davanti. E il risultato è lì a testimoniarlo. All'Allianz Arena la partita di cartello della terza giornata di Bundesliga è terminata infatti 3-0 per la squadra di Guardiola, che ha dominato e ammutolito gli avversari, che si sono anche resi pericolosi in alcune circostanze, non riuscendo a bucare una difesa totalmente inventata.

Il motivo di fondo che ha portato il tecnico a mettere in campo una squadra così bizzarra è duplice: la squalifica di Boateng e l'infortunio di Benatia (e di Javi Martinez, ma non è una novità). Così ha deciso di varare la difesa a tre con Lahm a destra, Alaba centrale e Bernat a sinistra. Xabi Alonso fa da raccordo, con Alcantara e Vidal ai suoi lati, mentre davanti agiscono i fantastici quattro: Robben e Douglas Costa larghi e Muller dietro a Lewandowski. Un 3-3-3-1 di impronta Loco Bielsa, ma totalmente rielaborato.

Il Leverkusen si propone con gli stessi undici che hanno conquistato la qualificazione contro la Lazio, ma di fatto è quasi tempo sprecato, anche se in realtà le occasioni le riesce a creare. Il vantaggio arriva comunque per merito della premiata ditta Costa-Muller: il primo, lanciato, sguscia via a un Hilbert imbarazzante e crossa al centro dove arriva il secondo per mettere in porta. Dopo il vantaggio al 26', questione di minuti perchè ancora Douglas Costa colpisca un clamoroso palo col suo sinistro al volo. Al festival dei legni si unisce anche Hakan Calhanoglu, uno dei pochi propositivi nel primo tempo per il Leverkusen, che su una punizione dai 30 metri lascia partire il più classico dei bolidi alla sua maniera, colpendo in pieno la traversa.

Nella ripresa la squadra di Schmidt gioca anche meglio e crea un paio di ghiotte occasioni, mostrando che la difesa messa in piedi da Guardiola ha qualche lacuna (e ci mancherebbe): Kiessling passa e si trova davanti a Neuer, sinistro respinto dal portierone, ma ancora la punta ci prova di testa trovando un Alaba reattivo che salva sulla linea. Pochi minuti dopo è Bellarabi, spostatosi a sinistra, a creare un'eccellente situazione per calciare dalla destra, ancora una volta Neuer c'è. Chi non c'è è l'arbitro Meyer, che si confonde un po' troppo e decide di non espellere Wendell, già ammonito, dopo un fallo tattico. Rimedia fischiando un rigore al 60' per una leggera spinta in area di Hilbert su Vidal: dal dischetto Muller ovviamente non sbaglia. Sempre dagli undici metri è Robben, a 20 dal termine, a chiudere i conti.

Nel finale ci prova anche Lewandowski a mettere il suo nome sul tabellino, in un paio di circostanze, ovvero praterie lasciate da un Leverkusen totalmente andato in palla: Leno si mette in mostra con un paio di ottimi interventi. Termina 3-0, potevano essere anche di più, da entrambe le parti. Con una difesa inventata e al limite dell'irreale, Guardiola esce dalla sua Allianz Arena con la rete inviolata.