Bundesliga 2016/17 - Le pagelle di fine anno: le squadre top, tra sorprese e certezze

Si è concluso sabato, con l'ultima giornata, il campionato tedesco, con la vittoria del Bayern Monaco. In attesa del playout del Wolfsburg e della finale di Dfb-Pokal, valutiamo il resto della stagione delle diciotto squadre, partendo dalle cinque che si sono meritate un giudizio alto.

Bundesliga 2016/17 - Le pagelle di fine anno: le squadre top, tra sorprese e certezze
Fotomontaggio Vavel | Giorgio Dusi

Una stagione intensa, ricolma di colpi di scena, di sorprese tra la seconda e la sedicesima posizione. L'edizione 2016/17 di Bundesliga non può non lasciare un ricordo indelebile, per le centinaia di fotografie che ci ha regalato. E' la fine, è tempo di bilanci, è tempo di pagelle.

Il nostro viaggio in tre episodi inizia dalle squadre top, ma non necessariamente di classifica; certo, va da sé che coincidano con compagini posizionate nelle zone più o meno nobili della partita, ma non solo. Sono cinque le squadre che si sono meritate un giudizio alto, a tratti altissimo. Eccole.

Premessa: il giudizio è tarato anche sulle aspettative della squadra ai nastri di partenza della stagione e comprende anche la gestione delle risorse, oltre che il rendimento.

Bayern Monaco, 7.5 - La vittoria è stata il minimo sindacale, qualsiasi altro risultato sarebbe stato un fallimento. La concorrenza si è auto-eliminata (sempre che di concorrenza si possa parlare), i bavaresi hanno passeggiato - anche per scelta, probabilmente - e hanno chiuso con 25 vittorie in 34 partite. Una stagione normale, di ordinaria amministrazione, senza andare particolarmente oltre le righe. Pesano sul giudizio le eliminazioni nelle Coppe. Dal Bayern ci si aspetta sempre di più. Però vince, ancora, e per quanto possa essere considerato facile, non lo è mai fino in fondo.

Fonte immagine: Twitter @FCBayern
Fonte immagine: Twitter @FCBayern

RB Lipsia, 9.5 - Neo-promossa e direttamente in Champions League. Certo, con il budget a disposizione potrebbe sembrare tutto facile, ma di fatto nessun elemento della rosa aveva esperienza di massima categoria. Costruzione magistrale di Rangnick, gestione perfetta di Hasenhuttl. Il talento bisogna saperlo gestire, a Lipsia ci sono riusciti benissimo e hanno tutta l'intenzione di continuare. Doveva essere l'anno zero per partire col progetto, ma i RotenBullen hanno bruciato le tappe e chiuso una stagione al limite della perfezione.

Hoffenheim, 8.5 - Funzionalità e idee vincenti, così Julian Nagelsmann ha costruito lo storico quarto posto dell'Hoffenheim. Sembrerebbe paradossale, ma entrando nelle pieghe della stagione a Sinsheim potrebbero esserci quasi più rimpianti che soddisfazione: la squadra ha spesso avuto il braccino quando si trattava di azzannare la preda. Quella "preda" sarebbe però la qualificazione diretta ai gironi di Champions. Non malissimo. Ah, giusto, l'anno scorso a metà stagione sembravano retrocessi, poi la svolta in panchina. Il futuro non è così roseo, ma il sogno è tutto da vivere. 

Fonte immagine: Facebook - TSG 1899 Hoffenheim
Fonte immagine: Facebook - TSG 1899 Hoffenheim

Colonia, 8 - Trascinato dalle reti di Modeste, dall'organizzazione di Stoger e dalle certezze in mezzo al campo, il Colonia è arrivato in Europa. 10 clean sheet, numero non banale per una squadra da metà classifica di Bundesliga, una differenza reti positiva (tolte le top four, solo lo Schalke ha il segno più), elasticità tattica condita da spirito di sacrificio. Il successo del Colonia risiede nell'aver unito tatticismi e libertà di azione, basando il proprio gioco sui due pilastri: Modeste, per il quale i compagni hanno lavorato, e Hector, spostato da terzino in mezzo al campo essendo di categoria ed esperienza superiori alla media. Il ritorno in Europa League dopo 20 anni è la logica diretta conseguenza.

Friburgo, 9 -  Non possiamo ancora parlare di impresa almeno fino a sabato, perché il settimo posto lascia ancora aperta la possibilità di Europa, ma dipenderà dall'Eintracht finalista di Dfb-Pokal: dovesse perdere, però, il Friburgo accederebbe ai preliminari di Europa League. In ogni caso, ciò che è riuscito a Streich e i suoi è al limite dell'irreale. Con una rosa a dir poco modesta, il tecnico e il suo 4-4-2 hanno scalato posizioni su posizioni, non conquistando solo la salvezza tranquilla, ma arrivando anche a giocarsela per l'Europa. Scelte forti, utilizzo dei cambi rinunciando spesso ai due elementi di spicco nell'undici iniziale, per inserirli nell'ultima mezz'ora. Risultato? Petersen 10 gol in 1229 minuti, Grifo sempre decisivo. Uno scientifico utilizzo della panchina, quasi di stampo cestistico. L'Europa sarebbe più che meritata.

Il secondo episodio - Le squadre nella media

Il terzo episodio - Le squadre flop