Il Bayern scopre James: esordio da sogno, futuro da collaudare

Il colombiano alla prima da titolare mette lo zampino nei tre gol decisivi per battere lo Schalke. Ancelotti deve studiare un nuovo equilibrio per inserirlo al meglio negli schemi e farlo coesistere con i compagni.

Il Bayern scopre James: esordio da sogno, futuro da collaudare
Fonte immagine: Twitter @FCBayern

Una prima da titolare così forse non la sognava nemmeno lui. James Rodriguez ha collezionato il primo gettone della propria carriera con la maglia del Bayern Monaco, ieri sera alla Veltins Arena di Gelsenkirchen, nello 0-3 con cui i suoi hanno steso lo Schalke 04. Il bilancio del colombiano racconta di un rigore procurato, un gol ed un assist all'esordio nello starting XI di Carlo Ancelotti. La squadra ha riconosciuto in lui il leader tecnico, lui si è calato alla perfezione nella realtà della squadra, una reciproca cortesia che ha giovato al risultato del Bayern. Appurato che una rondine non fa primavera, un debutto di tal livello può soltanto lasciare ottimismo intorno alle prestazioni del colombiano.

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L'ex Real Madrid ieri è stato inserito da Ancelotti al centro del proprio 4-2-3-1, dietro la punta Lewandowski e protetto da Rudy e Tolisso, con Muller e Coman sugli esterni; di fatto in una comfort zone ideale per fargli esprimere il suo talento e molto simile, per caratteristiche e disposizione dei compagni, a quella che occupa nella Nazionale Colombiana. James ha dimostrato subito di essere in fiducia, non disdegnando la giocata, ma altrettanto sapendosi muovere intelligentemente senza palla e farsi trovare nel posto migliore, mostrando efficacia in ambo le dimensioni, con e senza la palla tra i piedi. La versione di James uomo-squadra, come ieri sera alla Veltins Arena, è un plus per una squadra come il Bayern Monaco che sta ancora attraversando una fase di transizione naturale dopo il ritiro di Lahm e Xabi Alonso, due perni e due appoggi fondamentali per il gioco di Ancelotti lo scorso anno.

I maggiori dubbi relativi al rendimento del colombiano sono piuttosto quando si tratterà di interpretare un ruolo meno centrale rispetto a quanto fatto ieri sera, ovvero quando dovrà convivere con Thiago Alcantara ed Arjen Robben, ieri rispettivamente a riposo in panchina ed a casa con l'influenza. Lo spagnolo e l'olandese sono giocatori che amano avere la palla coi piedi e spesso le azioni offensive partono da loro, sono creatori di gioco - con caratteristiche diametralmente opposte l'uno all'altro - che occupano un certo tipo di spazio. Lo scorso anno gli inserimenti di Vidal e la stabilità di Xabi Alonso, partner di Thiago a centrocampo, lasciavano spazi ai venti metri in cui l'ex Barcellona riusciva ad infilarsi, arrivandovi spesso anche palla al piede. Lo stesso vale per Robben, che ha la tendenza a rientrare sul sinistro dal limite sfruttando il movimento del terzino e degli attaccanti.

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In questo tipo di contesto, James rischia di risultare una sorta di ostacolo per i movimenti dei due compagni, i quali dovrebbero trovare un nuovo equilibrio per convivere con il nuovo arrivato. Avere tre creatori di gioco che vogliono avere la palla tra i piedi abbastanza spesso può essere solo apparentemente un bene per Lewandowski, che potrà ricevere vari palloni da ribadire in fondo al sacco - oltre alle occasioni che si crea da solo. Nelle prossime uscite, soprattutto casalinghe, il trio composto da Robben, James e Thiago potrebbe accumulare svariati minuti, una sorta di test (o rodaggio) per il prosieguo della stagione.

A questo nodo va aggiunto Vidal, il quale difficilmente può essere un barometro di impostazione come era Xabi Alonso l'anno scorso: la sua tendenza a buttarsi negli spazi lo rende un giocatore di difficile collocazione nel nuovo Bayern con James, rendendo di fatto Rudy, ieri in campo e tra i migliori, un perno indispensabile del centrocampo, equilibratore perfetto per compensare alla quantità di talento degli avanti.

Ancelotti potrebbe puntare molto sull'ex Hoffenheim per tornare ad un sistema simile a quello dello scorso anno, con un trequartista più puro, ma rischierebbe di fatto di dover rinunciare, a turno, ad una delle sue stelle. Sarebbe però solo uno stupore relativo se tecnico reggiano dovesse trovare il modo di  far coesistere tutti quanti: ce l'ha fatta al Real Madrid, nel 2014, vincendo pure la Champions League. Questa volta il compito può rivelarsi ancora più difficile e da questo snodo potrebbe passare la stagione del Bayern Monaco.