Uruguay, Tabarez ammette: "Giocando così contro il Cile sarà durissima"

La Celeste si qualifica per i quarti di finale della Copa America 2015, dove affronterà i padroni di casa dello scatenato Cile di Sanchez e Vidal. Il c.t. Tabarez non nasconde le difficoltà della sua squadra e dichiara: "Non esiste una formula magica per risolvere i nostri problemi, dobbiamo solo andare avanti con il nostro gioco".

Uruguay, Tabarez ammette: "Giocando così contro il Cile sarà durissima"
Uruguay, Tabarez ammette: "Giocando così contro il Cile sarà durissima"

Il pareggio per 1-1 nel derby contro il Paraguay, match valido per il terzo turno del girone B della Copa America 2015, consente all'Uruguay di Oscar Washington Tabarez di approdare ai quarti di finale della competizione di cui è detentore del titolo. Scampato pericolo per la Celeste, che al termine una prova particolarmente opaca, è riuscita comunque a ottenere la qualificazione in virtù del gol del giovane e sempre più convincente difensore Josè Maria Gimenez, poi pareggiato al termine del primo tempo dalla rete di Lucas Barrios.

I campioni in carica chiudono così terzi a quota 4 punti nel gruppo B, alle spalle dell'Argentina prima classificata e proprio dietro l'Albirroja di Ramon Diaz. Questo piazzamento costa a Cavani e compagni lo scontro nei quarti contro i padroni di casa del Cile, in programma a Santiago il 24 giugno. Le differenze tra la Roja e la Celeste sono al momento notevoli, sia dal punto di vista del ritmo e dell'intensità, sia da quello della qualità e delle capacità realizzative. Di tutto ciò sembra essere consapevole anche el Maestro: "Fino a questo momento il Cile ha giocato probabilmente il miglior calcio del torneo. Come tutte le selezioni ancora in corsa, anche loro hanno l'opportunità di vincere il titolo". Tabarez non nasconde le difficoltà dei suoi nel creare gioco e occasioni da rete: "Andremo avanti con le nostre idee. Non esiste una formula magica per risolvere tutti i problemi".

La gara contro il Paraguay ha mostrato per intero i limiti della Celeste versione 2015. Poca qualità in mezzo al campo, con Lodeiro apparso poco convincente e ieri confinato in panchina, troppa lentezza nel muovere il pallone e scarsa vena realizzativa sotto porta. La stella della squadra, el Matador Cavani non è ancora entrato davvero in questa edizione della Copa: corre e lotta come di consueto ma non è a suo agio nel nuovo 4-4-2 che prevede Carlos Sanchez e Rolan sugli esterni. Le uniche certezze sembrano al momento provenire dal reparto arretrato, con Gimenez in ulteriore crescita (ieri bene anche Coates) e i due terzini Maxi e Alvaro Pereira a garantire corsa e applicazione tattica.

"Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile - spiega il c.t. dell'Uruguay nella conferenza stampa post partita - come capita sempre contro il Paraguay. C'è stata grande battaglia in mezzo al campo e troppi lanci lunghi. Abbiamo avuto le nostre occasioni per raddoppiare a fine primo tempo, ma dobbiamo essere più lucidi sotto porta". E a chi gli chiede del gioco dei suoi, Tabarez risponde senza scomporsi: "Non è stata una bella partita da parte nostra. Abbiamo avuto momenti buoni e meno buoni in questo inizio di competizione. Sì, ci aspettavamo tutti di più dalla gara di stasera, ma almeno ci siamo guadagnati il diritto di proseguire nella competizione".