Lopetegui sfida il Bayern: "Sarà una sfida colossale"

Alla vigilia dell’andata dei quarti di finale di Champions League, Lopetegui, allenatore del Porto, assieme al centrocampista messicano Herrera, hanno analizzato così la sfida che aspetta i Dragões. Di fronte ci sarà il Bayern di Guardiola.

Lopetegui sfida il Bayern: "Sarà una sfida colossale"
Lopetegui alla vigilia della gara contro il Bayern | Source: fcporto.pt

Consapevole della difficoltà della sfida che aspetta il suo Porto, si è visto un Lopetegui fiducioso e soprattutto ambizioso nella conferenza stampa prepartita. Il Porto ospita il temutissimo Bayern Monaco, ma l'allenatore non intende chinare il capo di fronte a Guardiola: “Abbiamo il massimo rispetto per il Bayern. Dobbiamo fare molto bene le cose in campo e l’avversario ci farà lavorare molto. Non mi fermo per pensare alle assenze perchè so che chi giocherà, lo farà bene. Il Bayern avrà otto o nove campioni del mondo in campo e quindi necessitiamo di avere massima attenzione e massima energia da parte degli undici giocatori in campo. Affronteremo uno dei miglior Bayern della storia del calcio, con uno dei migliori allenatori della storia, e ciò richiederà una risposta straordinaria da parte di tutti. Sarà una sfida colossale, ma vogliamo fare una grande partita ed essere protagonisti.”

Riguardo l tipo di gioco del Bayern, basato soprattutto nel possesso palla – il famoso tiki-taka di Pep Guardiola – e su cosa potrà fare questo Porto per fermare i tedeschi, il tecnico portista, tra qualche sorriso, dice così: “Dobbiamo rompere la palla”. Per poi continuare in modo più serio: “Quando avremmo la palla, dobbiamo saperla gestire bene e quando non ce l’abbiamo dobbiamo difendere meglio. Stiamo parlando di una partita che ci costringerà a giocare nella massima intensità su tutti gli aspetti, sia quello difensivo che quello ofensivo. Il Bayern è una squadra a cui piace avere la palla e di solito ce l’hanno. Quindi, toccherà a noi lavorare per invertire questa tendenza.”

Fra complimenti al suo connazionale e anche ex-compagno di squadra nel Barcellona, nel periodo tra il 1994-1997, ricordando anche la conquista della Coppa dei Campioni nel lontano 1987, anno in cui il Porto ha vinto per 2-1 proprio i tedeschi del Bayern, Lopetegui rilascia le seguenti dichiarazioni: “Anche se è successo in tempi diversi, la conquista di questo trofeo per il Porto è stata una parte fantastica della Storia del club. In quegli anni in cui ho giocato insieme a Pep, non abbiamo mai pensato che questo potesse accadere. Pep è un amico (sono stati insieme a Madrid qualche settimana fa ndr) e un compagno, siamo due allenatori spagnoli, ma abbiamo obiettivi molto diversi.”


Ad accompagnare il tecnico spagnolo nella conferenza, c’era il messicano Héctor Herrera, uno dei protagonisti di questo Porto. Sempre sulla stessa linea e con un discorso ambizioso, il centrocampista ha iniziato così il suo intervento: “Ovviamente abbiamo una grandíssima ambizione in questa competizione e stiamo lavorando al 100% per il nostro obiettivo. Abbiamo un impegno con noi stessi ma anche con questa società. L’importante è che le cose vadano bene in campo ed è naturale che ci sai un pò di ansia fino all'inizio della partita. Ma sono convinto che se crediamo in noi stessi e se continuiamo a fare ciò che abbiamo fatto in questi giorni, domani andrà tutto bene per noi”.

Si è visto anche un Herrera felice per poter giocare questa fase della Champions League per la prima volta nella sua carriera: “Giocare in questa competizione è una motivazione extra, ma allo stesso tempo, è anche una grande responsabilità. Domani dobbiamo credere in noi stessi. Sono contentíssimo di giocare la Champions League, dobbiamo sfruttare ogni occasione che si presenterà. Il mio pensiero è sempre stato quello che, se stiamo competendo, dobbiamo farlo in modo per vincere sempre, rispettando anche i nostri avversari. L’ho già detto prima, dobbiamo fare il nostro lavoro, perchè solo quello ci può portare alla vittoria.”

Infine, nonostante i complimenti ricevuti dallo stesso Pep Guardiola, preferisce che sia il suo attuale tecnico a parlare in modo positivo del suo lavoro: “La cosa più importante è continuare a fare il mio lavoro in campo e che al mio allenatore piaccia ciò che sto facendo. Così come i miei compagni, ho lavorato tantíssimo per essere qui, e ora debbo sfrutare di tutte le opportunità."