Immenso Don Andrés: è Iniesta l'uomo della finale

L'assist per il primo gol, giocate deliziose, passaggi perfetti ed una presenza in campo che ha irretito le resistenze del centrocampo juventino. L'ombre del partido della finale di Champions League è Andrés Iniesta

Immenso Don Andrés: è Iniesta l'uomo della finale
Immenso Don Andrés: è Iniesta l'uomo della finale!

Il tocco dell'illusionista, ancora una volta. Andrés Iniesta si prende, per la quarta volta nella sua immensa carriera, la Champions League ed anche se il capitano della sfida è lui, ad alzare la coppa è il suo mentore, Xavi. Anche questo è Iniesta, cuore e generosità in campo e fuori, assieme a tutto quel talento che madre natura gli ha donato e che anche stasera ha dimostrato a tutto il mondo. 

Il marchio di Iniesta sulla gara è indelebile. Si sapeva che il centrocampo, da una parte e dall'altra, poteva fare la differenza e mentre Vidal e Pogba lottano tra le camicie di forza che i giocatori blaugrana gli cuciono attorno, Andrés si libera della marcatura non troppo serrata da parte di Marchisio o Pogba nella sua zona di campo ed è libero di inventare gioco, come nell'occasione del gol del vantaggio Barcellona

Terzo assist nelle finali Champions, terzo cioccolatino che dopo quattro minuti Ivan Rakitic scarta con attenzione e deposita laddove Buffon non può arrivarci. Iniesta è genio, magìa, poesia. Con il suo lento danzare col pallone tra i piedi delizia la platea tutta, che resta estasiata nell'osservare le meraviglie del numero otto blaugrana. 

Quarta finale di Champions, altro record. Iniesta raggiunge Clarence Seedorf nel gotha del calcio Mondiale, conquistando il poker dopo le Coppe vinte nel 2006, 2009 e 2011. Lontano dai riflettori quando serve poco, al centro del palcoscenico quando c'è da mettere un trofeo in bacheca. Spagna o Barcellona poco importa, quando serve, la sua firma c'è sempre. 

Il Barça s'aggrappa alle folate dei tre attaccanti, ma quando la luce si spegne è sempre lui ad imprimere l'accelerazione giusta, palla al piede o con passaggi perfetti. Sale al proscenio dopo aver gestito la gara nella prima frazione e, nel momento di maggiore difficoltà blaurgana, si prende la squadra sulle spalle e la trascina al successo, il quarto in dieci anni, un trionfo storico. 

L'ombre del partido è lui, don Andrés l'illusionista, che in attesa di un altra gara dove mettere in mostra il suo smisurato talento si gode la Champions. Rigorosamente lontano dai riflettori, ma sempre in prima linea: il potere dell'illusionista.