Champions League, il Chelsea non fallisce: 2-0 al Porto e primato nel girone G

I Blues centrano la vittoria nell'ultima e decisiva sfida del girone e si qualificano agli ottavi come prima del girone G. Decidono l'autorete di Marcano e il gol del solito Willian. Porto retrocesso in Europa League.

Champions League, il Chelsea non fallisce: 2-0 al Porto e primato nel girone G
La gioia di Willian che ringrazia il cielo dopo il gol del 2-0.
Chelsea
2 0
Porto
Chelsea: (4-2-3-1): Courtois; Ivanovic, Zouma, Terry, Azpilicueta; Ramires, Matic; Willian, Oscar (Pedro 81'), Hazard (Remy 90'); Costa (Mikel 84').
Porto: (4-3-3): Casillas; Maxi Pereira (Ruben Neves 57'), Maicon, Marcano, Martins Indi; Danilo, Imbula (Aboubakar 57'), Herrera (Tello 71'); Layún, Corona, Brahimi.
SCORE: 2-0 - Marcano (AUT) 12', Willian 52'.
ARBITRO: Cakir. Ammonise: Diego Costa, Matic, Ivanovic (C), Danilo, Martins Indi (P).
NOTE: Partita valida per la sesta ed ultima giornata del girone G di Ufea Champions League 2015/16. In campo, dallo Stamford Bridge di Londra, Chelsea e Porto.

Non sbaglia il Chelsea di José Mourinho che grazie alla vittoria, 2-0 sul Porto si qualifica agli ottavi di finale di Champions League come prima nel suo raggruppamento. La sfida si è aperta al 12' grazie all'autorete di Marcano, sfortunato protagonista della prima frazione di gioco. In avvio di ripresa è arrivato il gol della sicurezza per i Blues ancora con Willian alla quinta marcatura in 6 match di questa Champions League che ha decretato il passaggio agli ottavi di finale per la squadra londinese. Nulla da fare per il Porto che complice la vittoria della Dynamo Kiev, 1-0 sul Maccabi Tel Aviv retrocede in Europa League.

LE FORMAZIONI: Nella partita più importante della stagione Mourinho decide di lasciare in panchina Fabregas fantasma di quello straordianrio giocatore ammirato lo scorso anno. A centrocampo, con Matic, c'è Ramires a proteggere la difesa a 4 governata da capitan Terry. In avanti torna Diego Costa dal primo minuto con i soliti 3, Willian, Oscar e Hazard sulla linea della trequarti.
Dall'altra parte Lopetegui stupisce tutti lasciando in panchina gente come Tello, Neves e Aboubakar reduce da uno scarso momento di forma. Nel 4-3-3 portoghese trovano spazio i due messicani Layun e Corona schierati come esterni nel tridente leggero completato da Brahimi.  A centrocampo rientra Imbula dopo un'assenza di oltre due settimane.

IL MATCH: In uno Stamford Bridge esaurito in ogni ordine di posto, Chelsea e Porto danno vita ad un grande avvio di gara; gioco rapido e intenso scandiscono i primi minuti di un match in cui l'equilibrio viene rotto alla prima occasione. E' il Chelsea a sfruttare l'ooportunità creata da Hazard bravo a tagliare in profondita verso Diego Costa il cui tiro in diagonale incoccia sul ginocchio di Casillas prima di carambolare sul bacino di Marcano che insacca in rete per il più sfortunato degli autogol. 

L'1-0 Blues cambia poco a poco il volto ad un match che il Chelsea inizia a far sempre più suo. I ritmi si abbassano, il gioco spesso falloso e il nervosismo dei Dragoes fanno da spalla ad una buona prova dei londinesi che non subiscono niente o quasi dietro, e seppur in modo timido provano a farsi vedere in avanti ancora con Diego Costa tra i più attivi della prima frazione. Alla mezz'ora è bravo Casillas ad allungare in angolo un diagonale stretto di Costa che nel frattempo litiga un po' con tutti, compreso Casillas, rimediando un giusto giallo. Anche Oscar sembra in serata, così come il redivido Hazard con il quale mette in scena la miglior azione del primo tempo mandando al tiro dal limite dello stesso Oscar incontrato dalle caviglie di Maicon che per poco non rischia di mettere in scena la seconda autorete della serata. 

In avvio fdi ripresa è ancora il Chelsea a rendersi pericoloso, stavolta col destro teso di Willian, ben disinnescato da Iker Casillas stasera alla 158^ presenza in Champions League, più di chiunque altro nella stroia. Il Porto però non c'è, e la conclusione di Willian è solo la prova generale di quello che accade al 52': Diego Costa difende con il fisico, scarica su Hazard che con la coda dell'occhio vede Willian dall'altra parte perfetto nel controllo e nel tiro in corsa, potente e preciso sul primo palo senza dare scampo a Casillas. E' 2-0 Blues, delirio a Stamford Bridge mentre Mourinho in panchina resta di sale. 

Sotto di due reti, Lopetegui mette mano alla panchina inserendo in un sol colpo Aboubakar e Ruben Neves inspiegabilmente lasciato in panchina. Quasi in contemporanea, il Chelsea, forte del risultato acquisito abbassa il suo baricentro lasciando campo al ritorno del Porto che con una punta fisica come Aboubakar e un metronomo come Neves inizia a trovare le combinazioni giuste per mettere in crisi la difesa di Mou. Il più pericoloso dei Dragoes però resta Brahimi a centimetri dal riaprire il match al 65' con un destro a giro sul quale Courtois resta immobile. I blues, provano a sfruttare gli spazi concessi dalla difesa del Porto cercando spesso e volentieri il contropiede veloce, proprio come al 70' quando Diego Costa tutto solo palla al piede si fa rimontare da Martins Indi al limite del fallo da rigore. Nel finale il Porto concede molto campo alle giocate del Chelsea che sfiora più e più volte il gol del 3-0 senza mai raggiungere la rete, solo sfiorata da Hazard prima di testa, poi con un sinistro che si spegne sul palo. 

Non c'è più tempo, e così al 93' Mourinho e Stamford Bridge possono finalmente esultare: il suo Chelsea è qualificato come primo nel girone G, davanti alla Dynamo Kiev vittoriosa sul Maccabi Tel Aviv. Per il Porto si aprono le porte dell'Europa League.