Champions League - Chi pescare e chi no...

L'urna di Nyon lunedì ci dirà chi saranno le avversarie di Juve e Roma. Proviamo ad analizzare le formazioni che si potrebbero pescare, cercando di capire quali sono le meno forti.

Champions League - Chi pescare e chi no...
Chi pescare e chi no...

Terminata la fase a gironi della Champions, con Juve e Roma giunte seconde, è tempo ora di analizzare le possibili avversarie che si potrebbero affrontare agli ottavi, capendo quindi quali è meglio prendere e quali no. Inarrivabili e (quasi) imbattibili, manco a dirlo, Bayern Monaco e Barcellona. I tedeschi hanno dominato un girone F non facilissimo, mettendosi alle spalle Arsenal ed Olympiakos, vincendo cinque delle sei partite disputate e collezionando ben 15 punti. I tedeschi giocano un calcio stellare, ‘guardiolano’, volto allo spettacolo ma anche all’aggressività quando devono recuperare i palloni. Il Bayern è reduce da sei gare in cui ha segnato 19 gol e ne ha subiti solo 3, numeri da capogiro che fanno tremare le nostre italiane. Altra montagna difficile da scalare, il Barcellona: la Juventus ha già saggiato la consistenza dei blaugrana, nella pesante ma onorevole sconfitta di Berlino, la Roma tira un sosprio di sollievo perché sa di non doverli più incontrare almeno fino ai quarti. I catalani capitanati da Luis Enrique hanno una rapporto gol fatti/subiti di 13/4 giocano forse un calcio meno scoppiettante rispetto agli anni d’oro di Pep, ma quei tre lì davanti sarebbero capaci di andare in porta e segnare nascondendo la palla agli avversari. Messi, Suarez e Neymar, infatti, si trovano a meraviglia, senza disdegnare l'utilizzo di altri attori quali Iniesta, Rakitic o Busquets. Sicuramente Allegri saprà come contrastarli, più difficile appare invece applicare la teoria alla pratica.

Posti su un gradino leggermente più basso, ma guai a considerarli bolliti o brocchi, i blancos del Real Madrid. I castigliani infatti hanno disputato una Champions solida, comandata dalla prima all’ultima giornata e con il Barcellona sono l’unica formazione ad aver collezionato almeno un punto in ogni match, mettendo a segno 19 reti e subendone solo 3. Gli uomini di Benitez giocano molto sull’intensità e sulle individualità e a più riprese hanno dimostrato di subire formazioni (vedi la Juve l’anno scorso) brave ad imbrigliarli e a ripartire velocemente. Ma, in tutta sincerità, come considerarli avversario ‘di urna favorevole’? Stesso discorso per il Manchester City, avversario che la Roma ha già affrontato nella scorsa edizione, formazione dotata di singoli dall’altissimo talento che però spesso peccano proprio di mancanza di gioco: Garcia, in caso di pescata inglese, dovrà essere bravo a ‘placare’ la vocazione offensiva della sua Roma, non ripetendo così gli errori visti contro il Barça e puntando molto su un più vincente binomio ‘difesa e contropiede’ grazie ai velocisti che si ritrova in rosa. Tra le compagini insidiose si infila silenzioso l’Atletico Madrid di Simeone, ormai al terzo anno di livello dopo la rinascita operata dal cholo. Rispetto agli scorsi anni i colchoneros non sembrano avere quella punta stellare capace di trascinarli, preferendo lo stato di grazia di Griezmann e la sempre più crescente forma della stellina Vietto. Senza disdegnare qualche capocciata vincente di Godin, che non fa mai male. La seconda squadra della capitale spagnola ha vinto il gruppo C con ‘solo’ 11 gol fatti e 3 subiti, occhio a non sottovalutarli.

Passiamo finalmente alle formazioni meno forti, si fa per dire, che Juve e Roma potrebbero incontrare. Tra questa spicca la presenza del Chelsea, compagine allo sbando ma che regge gli urti senza spezzarsi del tutto, continuando ad arrancare con fatica tra campionato e coppa. Gli uomini di Mourinho si sono qualificati primi mettendo a segno 13 marcature e subendone solo 3. Il gioco dello Special One è ormai chiarissimo alle squadre italiane, meno chiare alcune sue scelte fatte in alcuni match o la disposizione tattica utilizzata che spesso ha limitato le peculiarità di gente come Hazard. Per carità, pescare il Chelsea non dovrebbe far stappare lo champagne, però sicuramente i blues sono lontani e non poco dalle formazioni citate prima. Ce la si può giocare. Sorprende poi, in un girone in cui c’erano anche United e Psv, il trionfo del Wolsfburg: i tedeschi infatti hanno perso pezzi pregiati rispetto allo scorso anno ma hanno trovato in Julian Draxler quel numero 10 capaci di illuminare e di trascinare la squadra. Gli uomini di Hecking hanno conquistato 12 punti nel girone B, sono la prima qualificata con il punteggio più basso, hanno segnato solo 9 reti e subite ben 6. Non sembrano temibili e forse gran parte del loro successo è dovuto al tracollo delle avversarie. Certo, sicuramente non bisogna sottovalutarli, ma una squadra che vorrebbe quantomeno provare a vincere la Champions non può preoccuparsi di una doppia sfida con i biancoverdi. Fanalino di coda di questa particolare classifica, lo Zenit: gli uomini di Villas Boas sono tornati in auge dopo un anno a mezzo servizio, giocano un calcio capace di alternare tecnica a fisicità ed hanno in Hulk, Danny e Dzyuba bocche da fuoco da non sottovalutare. Il grande gap dei russi è però il periodo in cui dovranno giocare gli ottavi: a febbraio, infatti, il campionato russo sarà fermo causa neve e sarà molto dura, quindi, giocarsela contro formazioni che saranno al top della forma proprio nel secondo mese dell’anno. Con la giusta mentalità, quindi, lo Zenit potrebbe rappresentare il sorteggio migliore, scoglio facilmente superabile se non si eccede in sicurezza e distrazione.